Argentina/ Che la memoria germogli

Il 24 marzo ricorrono 45 anni dal sanguinoso e genocida golpe militare in Argentina che causò la morte di 30 mila persone (per lo più studenti, operai) moltissime delle quali ancora “desaparecidas” in quanto i loro corpi non sono stati trovati o identificati, le Madri, le Nonne, i Figli dei desaparecidos, i Nipoti ritrovati e altre organizzazioni che si occupano di diritti umani hanno deciso, causa covid, di non indire anche per quest’anno la “marcha” verso la Plaza de Mayo, storica piazza dove le Madri hanno iniziato a marciare nel 1977 per chiedere notizie dei figli e dove si sono ritrovate e hanno marciato tutti i giovedì pomeriggio fino a che, a causa della pandemia,  l’hanno dovuta sospendere. 

Come ha dichiarato Hebe de Bonafini, presidente dell’associazione Madres de Plaza de Mayo «la nostra lotta è stata ed è permanente e sempre creativa».

Infatti quest’anno per mantenere viva la memoria, per continuare la ricerca della verità, per fare pressione sul potere giudiziario affinché acceleri le cause contro i repressori e i civili complici, la Marcha è stata sostituita da diverse iniziative fra le quali Plantar memoria ovvero piantare 30 mila alberi in ricordo dei 30 mila desaparecidos.

I promotori sostengono che «la memoria è come un seme caricato di futuro» e invitano «in questi tempi di incendi, deforestazioni e cambi climatici a piantare vita come gesto di memoria e futuro perché il ricordo di ogni compagno imprigionato desaparecido porta con sé l’impegno di lotta per un paese più giusto e solidale».

Concretamente propongono di piantare un albero, una piantina o un seme e segnalare l’azione di semina  con il simbolo di questa iniziativa che è il fazzoletto bianco delle madri che avvolge una foglia verde e postare in rete foto e video con la dicitura «plantamos memoria #45 anos del golpe genocida#son 30mil».

È stato anche indetto un concorso di poesia. Dal 2002 in Argentina il 24 marzo si celebra il giorno della memoria per la verità e la giustizia  per ricordare le vittime della ultima dittatura militare che durò dal 24 marzo1976 al 10 dicembre 1983. [Luciano Conconi, ecoinformazioni]

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