No alla chiusura della casa albergo Celesia

Alla Regione e al Comune di Como sembra non interessare il futuro degli anziani che naturalmente sono in condizioni soggettive diverse e richiedono quindi strutture differenziate. Tra le tipologie utili anche quella della casa albergo. Dopo la strage determinata dall’incuria e da scelte sbagliate e irresponsabili che hanno esposto gli anziani al contagio particolarmente in Lombardia, oppressa dalle destre più irresponsabili, ora si smantella quel poco che potrebbe dare aiuto ai superstiti e ai chi ne avrà bisogno in futuro. Non ci stanno Cgil, Spi Cgil e Fp Cgil Como.

« La chiusura della casa albergo Celesia, annunciata ieri dal presidente della fondazione Cà d’Industria Gianmarco Beccalli, non può e non deve essere vissuta come l’ennesima vittima della pandemia in corso.
Il pensionato di via Bignanico è l’unica offerta residenziale per autosufficienti in città, dopo la chiusura dell’analoga struttura di via Volta.
Seppur rispondente ad un’esigenza divenuta residuale negli anni, costituisce la mediazione tra la totale autonomia e la residenzialità assistita. Molte comasche e comaschi hanno scelto la collina panoramica sul primo bacino del lago per trascorrere serenamente gli ultimi anni di vita; ci piace ricordare tra gli altri Ines Figini, recentemente scomparsa.
Siamo sicuri che in una nuova e necessaria progettualità per l’assistenza alla terza età non vi sia più spazio per esperienze come quella di villa Celesia?
La pandemia da Covid 19 ha mostrato tutti i limiti delle Rsa ed impone un complessivo ripensamento.
La permanenza presso il proprio domicilio con forme integrate di assistenza è una via da percorrere ed incrementare. Così come progetti di housing sociale ed altre forme che evitino l’istituzionalizzazione.
Ma la sopravvivenza della casa albergo Celesia, ripetiamo, unica nel suo genere, deve essere un’opzione nella disponibilità della politica cittadina e regionale.
Proprio regione Lombardia ha aperto tavoli dedicati all’emergenza Rsa. Necessitano interventi finanziari immediati a sostegno del sistema socio assistenziale.
Stiamo assistendo al paradosso che, debellato il virus dalle Rsa attraverso la campagna vaccinale, l’emergenza economica ne determini la chiusura.
Chiediamo quindi con forza che il Comune di Como (presente nel cda di Cà d’Industria) e Regione Lombardia diano immediate risposte per garantire la continuità della casa albergo Celesia.
Ogni futura ipotesi di riconversione deve essere figlia della progettualità a lungo termine e non dell’emergenza in corso». [Cgil, Spi Cgil e Fp Cgil Como]

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