Verdi/ Serve un piano di adattamento climatico

Elisabetta Patelli, presidente onoraria dei Verdi della Lombardia, in un comunicato richiede a gran voce un piano di adattamento climatico per il territorio comasco.

Smottamenti, frane , torrenti esondati, fango, sassi, detriti, e alberi caduti, frazioni isolate, case sgomberate, auto distrutte, strade interrotte, gallerie inondate, sono solo alcuni dei danni registrati nelle province di Como, Sondrio , Varese e Lecco. Scenari già visti che si replicano sempre più frequentemente e in modo sempre pù violento. Questa volta non sono solo i versanti collinari a cedere, ma anche in pianura e nelle città, in tantissimi punti della provincia si è verificato lo stesso scempio.
Si chiama giustamente lo stato di emergenza, in una logica però di puro inseguimento del problema. Nel nostro paese lil bilancio economico del danno idrogeologico si blocca su un rapporto di 1 a 6 tra spese per la prevenzione e quelle per riparare i danni, che sono ingentissimi.

Cosa ci vuole per capire che il regime delle piogge è cambiato? Non ci sono più le pioggerelline invernali, né le rugiade primaverili, bensì vere e proprie bombe che scaricano in poche ore la stessa quantità di pioggia che un tempo cadeva in qualche mese. fenomeno figlio del clima che si surriscalda e si estremizza: più energia termica a disposizione dei sistemi atmosferici significa maggiore possibilità di eventi fuori scala.
Si continua a negare l’impatto dell’uomo sul cambiamento climatico e nel contempo si persevera nel cementificare terreno drenante, trascurare gli alvei e il bosco, intubare le rogge.

Nell’attesa di una vera transizione ecologica che si costruisce in almeno 20 anni di serio impegno, è urgente oggi un piano di adattamento climatico per la prevenzione e la manutenzione del territorio comasco, un vero e proprio strumento di governo che indichi le priorità dove intervenire nei prossimi anni, le aree dove più urgenti e rilevanti sono i rischi. E’ uno strumento che esiste sul piano nazionale ma deve concretizzarsi nel locale. Ed è urgente perché la velocità alla quale il clima e il territorio stanno cambiando non ha precedenti, quindi, le azioni di adattamento devono svilupparsi con rapidità. Anche beneficiando di importanti risorse europee attraverso i Fondi strutturali 2021-2027 per l’adattamento climatico e il Recovery Plan, invece di infarcirlo di nuove opere di consumo di suolo come sta accadendo tuttora .

Serve costante e meticolosa manutenzione del territorio attraverso grandi e piccole opere diffuse. Non si può vivere a rischio zero, ma ciò non ci autorizza a rimanere con le mani in mano e a investire risorse in opere inutili e dannose invece di puntare su ciò che è necessario. Ironia della sorte il lago non è tracimato in piazza ma le acque sono rigurgitate dal sottosuolo e precipitate da versanti e strade trasformati in fiumi di fango in piena. La natura stessa ci dimostra continuamente che non è di paratie che abbiamo bisogno.
[Elisabetta Patelli, Presidente onoraria dei Verdi della Lombardia]

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