Lugano solidale con Mimmo Lucano

Venerdì 26 novembre a Lugano, in un Palacongressi gremito di gente, la Fondazione ticinese “Main dans la main” presieduta da Carlo Crocco e impegnata in interessanti progetti umanitari anche sul territorio comasco, ha conferito un Premio di 50mila franchi a Mimmo Lucano, ex Sindaco di Riace. Il racconto della serata di Giulia Galera, presidente dell’ìmpresa sociale Miledù.

Mimmo Lucano ha raccontato la storia di Riace e la sua vicenda giudiziaria con passione e lucidità, suscitando l’emozione e l’indignazione dei presenti. Nel ripercorre la bella storia di accoglienza di Riace, che nei quasi 20 anni di vita ha offerto rifugio a migliaia di richiedenti asilo e rifugiati, Lucano ha condiviso alcune importanti riflessioni sull’impatto dell’accoglienza nel rigenerare il territorio e la comunità riacesi, notoriamente martoriati dalla criminalità organizzata e da speculazioni di ogni genere a danno del bene comune.

Una vera ’”utopia concreta” quella di Riace, dove la solidarietà che affonda le radici nella storia magno-greca e nelle tradizioni di accoglienza simboleggiate dal culto dei santi d’origine araba Cosma e Damiano, è riuscita a innescare un processo di sviluppo virtuoso grazie a interessanti innovazioni a livello organizzativo, alimentate dall’incontro tra nuovi e vecchi abitanti. Tra le più interessanti sperimentazioni va ricordata la raccolta differenziata dei rifiuti, che spesso ricade sotto il controllo della malavita, gestita a Riace attraverso due cooperative sociali che operavano porta a porta con l’aiuto di due asini e due carretti in legno. Ma anche il recupero di arti a rischio di estinzione – come la tessitura della ginestra a telaio, il tombolo, il ricamo e la lavorazione e decorazione del vetro – il rilancio dell’agricoltura, attraverso la produzione dell’Olio di Riace, l’avvio di un ambulatorio medico e la riapertura della scuola dell’infanzia e della scuola primaria hanno svolto ruolo fondamentale nel garantire la sopravvivenza di una comunità a rischio.

Una storia di inclusione, riscatto e giustizia sociale quella di Riace che ha ispirato moltissime altre iniziative di accoglienza lungo tutto l’arco dello stivale, ma che una parte del paese è ben intenzionata a cancellare con ogni mezzo, lecito e illecito, nell’intento di negare ciò che molti studi e ricerche dimostrano ormai da tempo: il fenomeno migratorio può essere gestito in maniera virtuosa nell’interesse di chi è accolto e di chi accoglie, semplicemente utilizzando il buon senso. L’epilogo di Riace con la controversa e abnorme sentenza di condanna del suo ex sindaco e di 16 collaboratori per associazione a delinquere è un esempio paradigmatico della volontà di una parte della politica e di una componente della magistratura di spegnere le energie della società civile che, spesso in maniera spontanea, si prodigano per far incrociare la mobilitazione volontaria delle comunità locali a favore di richiedenti asilo e rifugiati con la sperimentazione di nuovi modelli di gestione del territorio, dell’abitare e di integrazione.

Iniziative come quella di ieri sera sono fondamentali per accrescere la consapevolezza della società civile circa l’urgente necessità di contrastare lo stato di assedio che sta portando a criminalizzare ogni forma di solidarietà nei confronti dei migranti e, in generale, delle persone maggiormente escluse dai processi di decisionali e dalla vita pubblica.

Ci auguriamo che la serata di ieri sera e l’incontro di oggi a Rebbio possano portare a nuove progettualità di cooperazione tra territori, distanti ma accomunati dallo stesso desiderio di riscatto e giustizia sociale da parte di importanti componenti della società civile, che non si rassegnano all’indifferenza dilagante nei confronti delle ingiustizie del nostro tempo. [Giulia Galera, ecoinformazioni ]

Nella foto, Mimmo Lucano e Rocco Cordì a Riace.

Sabato 27, a sorpresa, Mimmo ha fatto visita all’oratorio di Rebbio accolto da Don Giusto della Valle

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