Tra Como e Milano in piazza per Lorenzo

Anche a Como, così come a Milano, Roma, Napoli e Torino, gli e le studenti sono scesi in piazza per ricordare Lorenzo Parelli, il ragazzo friulano morto di Pcto in uno stabilimento della Burimec, ucciso da una trave. Venerdì pomeriggio, una trentina di ragazzi e ragazze hanno partecipato ad un presidio organizzato da Uds Como in piazza Volta.

Non si può morire di scuola: questo il messaggio trasmesso dalle piazze studentesche di tutta Italia al ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi, fautore di un’aziendalizzazione della formazione ancora maggiore di quella su cui già si imperniava la riforma Buona scuola di Renzi.
La manifestazione comasca è stata sotto le aspettative sia per partecipazione (complice anche un gran vento che rendeva difficile la vita ai passanti) che per contenuti, troppo poco sviluppati rispetto allo slogan centrale. La morte di Lorenzo, ucciso da una trave mentre lavorava in uno stage-sfruttamento in una fabbrica dell’udinese, è ancora più che una morte sul lavoro: è un decesso sulla scuola. Una scuola sempre più conforme ad un’idea di formazione filoindustriale per cui lo studente non è visto come persona da formare, ma come lavoratore in potenza da inserire il più in fretta possibile in un sistema del lavoro fatto dai padroni a vantaggio dei padroni.
Uds lotta storicamente contro questo modello di scuola e questa tragedia è la dimostrazione che la promessa di competenze nascoste dietro il Pcto (il fu alternanza scuola-lavoro) è in realtà destinata ad infrangersi di fronte alla realtà dello sfruttamento.

Se a Como il numero di manifestanti è stato talmente sparuto da far parlare a stento di un presidio riuscito, lo stesso non si può dire per il resto d’Italia. Piazze calde a nord sono state soprattutto Torino e la vicina Milano, dove centinaia di studentesse e studenti sono scesi in presidio e sono stati duramente repressi dai manganelli della polizia.

Anche in questo caso, dunque, l’apparato statale si è fatto sentire contro le voci dissidenti mostrando gli stretti rapporti tra governo, forze armate e mondo dell’impresa. La morte di Lorenzo, tristemente studente-lavoratore, ha però scosso le coscienze dei suoi coetanei in tutto il paese, portando ad una comune richiesta di una scuola veramente formativa e non collusa con le aziende. Ora, a fronte delle centinaia di persone scese in piazza, non resta che vedere se il Governo tornerà a vedere la scuola come un luogo di formazione e non di aziendalizzazione e sfruttamento. [Pietro Caresana, ecoinformazioni]

1 thought on “Tra Como e Milano in piazza per Lorenzo

Comments are closed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: