La cura al centro del decimo congresso Uds Lombardia

Il 15 Luglio si è chiuso il decimo congresso regionale dell’UDS, Unione degli Studenti, della Lombardia. Giorni di lavoro intenso, spesso anche notturno, ma allo stesso tempo di socialità, di comunità e – come dimostrano le discussioni sulle tesi congressuali tenutesi, di un tema decisivo per i prossimi due anni: la cura dell’organizzazione e, con essa, di tuttu lu militantu.

È stato formativo prendere parte al campeggio che ha ospitato il congresso: a partire dalla cucina, gestito dall’autodichiarato Scu, Sindacato cuochi ubriachi, fino all’organizzazione del campeggio stesso, per arrivare ai momenti assembleari, ogni istante esprimeva l’esigenza di creare non solo una prassi, ma anche una comunità che fosse realmente curante delle soggettività che la attraversavano, partendo dalle esigenze delle stesse in termini fisiologici, ma anche mentali.

Sono poche, ad oggi, le organizzazioni come UDS Lombardia che si interessano dell’accessibilità della lotta che portano avanti, ai fini di garantire una reale orizzontalità dei processi politici ed organizzativi. È il caso però dell’Unione degli studenti, appunto, la quale ha voluto e continua di giorno in giorno a mettersi in discussione, contestando le proprie sintesi e superandole, in un processo di decostruzione non solo delle lotte stesse, ma anche delle persone che compongono le diverse assemblee della regione.

È rilevante con questo anche l’importanza che ha avuto il tema degli spazi, da quelli della scuola, fino a quelli della città, esaminando come l’organizzazione non debba solo vivere gli spazi che attraversa, ma che debba nei fatti contaminare i diversi luoghi delle proprie prassi, quindi tra le altre cose quelli della cura transfemminista e de benessere psicologico di chiunque viva, con o senza l’organizzazione, gli spazi in questione.

Questa è solo una parte delle discussioni avvenute nella settimana e sembra nei fatti un impegno già sopra le righe, ma ciò che ho imparato in questi giorni è che se dellu adolescenti piangono la fine di assemblee accese e lunghe più di 36 ore complessive, tra sole puntato alle due di pomeriggio e stanchezza delle 2 di notte, vuol dire che questa generazione, nonostante il futuro che ci aspettiamo, troverà in qualche modo la ragione e gli strumenti per cambiare il mondo.

Presto pubblici il documento politico e le foto ufficiali. [Lux Callari, ecoinformazioni; foto di Matteo Toscani, responsabile comunicazione Uds Lombardia]

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