Sinistra Italiana/ Senza nome, senza casa, senza diritti

«Sono ancora senza nome e erano, evidentemente, senza casa i due operai egiziani, tra i venti e i trent’anni, morti nella notte tra il 20 e il 21 settembre a Moltrasio (Co). Sono stati trovati in un cantiere all’interno di un container dove avevano cercato rifugio per la notte, probabilmente uccisi dalle esalazioni di monossido di carbonio di un braciere acceso per scaldarsi.

Esprimiamo dolore per le loro giovani vite spezzate, vicinanza alle famiglie, alle amiche e agli amici, ai compagni di lavoro, sdegno per le condizioni insicure in cui sono stati costretti a vivere per lavorare.

Ci chiediamo se qualcuno li abbia autorizzati a pernottare nel container, se qualcuno si sia preoccupato di sapere dove vivevano e dormivano, se fossero assunti in regola, se avessero un contratto con la ditta vincitrice dell’appalto o piuttosto con una ditta che aveva un subappalto.

A queste domande le autorità competenti, dopo i dovuti accertamenti, daranno risposta, individuando eventuali responsabilità. Ma se pure emergesse che i due giovani operai non sono morti sul lavoro, nessuno potrà sostenere che non siano morti per lavorare.

Noi tutte e tutti, a maggior ragione chi ha responsabilità istituzionali e politiche, non possiamo girare lo sguardo e continuare a ignorare che in Lombardia il 65% di aziende controllate dall’Ispettorato nazionale del lavoro presenta delle irregolarità, con oltre 1.700 violazioni su salute e sicurezza.

Giovedì 22 settembre dalle 10 alle 12 saremo davanti alla Prefettura di Como al presidio indetto da Cgil – Cisl – Uil per chiedere più controlli, più sicurezza, più dignità». [Celeste Grossi, Tino Magni, Anna Toffoletti, Sinistra Italiana, candidati nelle liste plurinominali di Alleanza Verdi e Sinistra]

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