Illuminare le lotte
La sorellanza è un sentimento non esclusivo: abbraccia, accogliendo, chiunque voglia esserne abbracciato.
Un cerchio di donne non è mai un circolo chiuso, c’è sempre spazio per una persona in più, disposta a tenerne in mano un segmento anche piccolo.
‘Sorellanza’ è rispondere all’appello delle Donne in nero e unire il proprio silenzio a quello di altre in un urlo potente per affermare l’urgenza di fermare la guerra, estrema manifestazione di forza patriarcale. Eravamo tante, dietro la scritta “Cessate il fuoco” svolta su un lato di piazza San Fedele – per noi da tempo piazza delle donne. Forse saremmo bastate anche in numero minore ai fini del sollevamento di quella lunga scritta, ma il punto non era la logistica funzionale, quanto la volontà di essere lì, in piedi, davanti all’orrore di Gaza, dell’Ucraina e di tutte le guerre ancora in corso. Insieme, strette in muto accordo, a tante altre donne sui fronti di guerra e nelle strade di tutto il mondo.
Scegliendo di vivere la Giornata internazionale delle donne illuminando con le proprie azioni una forza profonda come le radici della terra, scegliendo di celebrare memoria, storia e diritti continuando la lotta di tante.
La sorellanza passa attraverso il racconto di corpi, pesi e ostacoli di Non una di meno, capace di mettere in scena il doppio standard diseguale del sistema patriarcale che ancora oggi fa sentire prepotente il proprio peso nelle dinamiche lavorative o economiche (o nella chiusura di asili nido, beffarda, proprio l’8 marzo), ma passa anche attraverso la rottura di vincoli labirintici, metaforica catarsi liberatoria.
È sorellanza quella che allinea tante voci in una marea ascendente, più forte dei jingle dei negozi intorno: non solo donne, perché la sorellanza – come il transfemminismo – non è solo delle donne per le donne, ma unisce le donne e accoglie chiunque. Perché urlare “Free Palestine” o “Siamo marea e non ci fermeremo, con le nostre lotte il mondo cambieremo” alla fine è chiedere un mondo migliore, più giusto e con diritti per tuttə, in modo da poterlo abitare differentemente. È questo il senso alla base della rete Intrecciat3, come ribadito in quella stessa piazza prima che corpi in movimento gioioso ne animassero il perimetro: una rete aperta e espandibile anche e soprattutto fuori dalla piazza.

La sorellanza filtra nelle note calde della voce graffiante di Laura B., accompagnata dalla chitarra di Nicola Gallo, e nelle storie di donne in musica che avvolgono il foyer dello Spazio Gloria e le persone strette ad ascoltare.
La sorellanza goccia, lenta, con il sudore delle donne estoni in Smoke sauna sisterhood, in uno spaccato di fumi, vapori, meravigliosa umanità di corpi; c’è della ritualità primigenia nei gesti della sauna, adattati al ritmo delle stagioni che passano, così come nel racconto frammentato delle donne in penombra quasi caravaggesca.
Parole spezzate o flussi ininterrotti, accolti da una vicinanza fisica e emotiva palpabile, come palpabile è il vapore acqueo che sale lungo le travi di legno, con i canti corali e la musica – e quando le donne cantano parole passate e presenti, armonizzando le proprie voci con la sensibilità musicale che viene dalla propria tradizione, ecco che si accende un luminosissimo punto di luce, spiegabile solo con i padiglioni auricolari.
La sorellanza si fonde con l’empatia e la comprensione – anche queste, non esclusive del genere femminile, ma praticabili dall’umanità intera, se si volesse – nel dolore e nelle difficoltà, ma soprattutto brilla forte nei legami stretti, nella forza reciproca degli abbracci o delle mani intrecciate: serve ad illuminare una lotta mai doma e incessante, come esempio e sprone, che non è mai univoca e unilaterale, ma per sua stessa natura include trasversalmente, intersezionalmente, ogni ambito della vita civile, sociale, ambientale, economica – in una parola, umana – di tuttə. [Sara Sostini; video di Gianpaolo Rosso; foto di Dario Onofrio, Gianpaolo Rosso, Beatriz Travieso Pérez e Fabio Cani]
Guarda le foto e i video di Gianpaolo Rosso e Dario Onofrio dell’iniziativa di piazza dell’8 marzo.
Guarda le foto di Beatriz Travieso Pérez della manifestazione.
Guarda le foto di Fabio Cani della manifestazione.
Guarda le foto di Dario Onofrio del concerto di Laura B al circolo Arci Xanadù.

