8 marzo

8 marzo/ Como pride e Non una di meno/ Sciopero

Martedì 8 marzo 2022, dalle ore 15,00, in Piazza Verdi, Como, Non Una Di Meno Como e Como Pride lanciano un presidio, aderendo allo sciopero femminista e transfemminista nazionale.

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8 marzo/ Giornata che festa non è

«Sono 101 mila i posti di lavoro persi nel solo nel mese di dicembre 2020, di cui 99 mila erano occupati da donne e su 10 persone contagiate nei posti di lavoro 7 sono donne. Dati impressionanti, ma purtroppo non sorprendenti.

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8 marzo/Non una di meno

A volte è importante metterci anche il corpo, oltre che il cuore e la mente, anche in tempi di Covid e di eventi on-line e le donne lo sanno bene. Si è visto alla manifestazione organizzata da Non una di meno – Como per domenica 7 marzo, vigilia della Giornata dei diritti delle Donne.

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8 Marzo/ Sindacati insieme sul divario retributivo di genere

«Gender pay gap – Divario retributivo di genere: a che punto siamo? Quali strategie per colmare la differenza?: questo il titolo dell’evento online promosso da Cgil, Cisl e Uil in occasione della Giornata internazionale della donna, il prossimo 8 marzo.
Una tavola rotonda in cui, a partire dalle ore 14.15, Elisa Di Marco, segretaria territoriale Cisl dei Laghi, Lorena Panzeri, segreteria territoriale Cgil di Como e Serena Gargiulo, segreteria territoriale Uil del Lario, dialogheranno con: Margherita Roiatti – Ricercatrice Adapt; on. Chiara Braga – Deputata e rappresentante territoriale; Simone Varva – docente Università degli studi di Milano Bicocca. L’evento potrà essere seguito sulle pagine Facebook di Cgil Como, Cisl dei laghi e Uil Lario.

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8 marzo/ L’Arci sciopera

L’Arci raccoglie l’appello di non una di meno  e partecipa allo sciopero globale delle donne. Sarà presente alle iniziative che si terranno in tutta Italia.  Anche l’8 marzo di quest’anno, in diverse parti del mondo le donne si mobiliteranno per il secondo sciopero globale – il primo fu l’anno passato –  astenendosi da ogni attività lavorativa e di cura nei luoghi di lavoro, nelle fabbriche, nei supermercati, negli asili, nelle case, nelle scuole, nelle strade. (altro…)

8 marzo |Tutte le tappe della camminata proposta da Nonunadimeno a Como

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Mercoledì 8 marzo sarà la Giornata internazionale della donna: non una festa, ma un’importante occasione per riflettere insieme su come la condizione e la narrativa femminili siano mutate nel tempo, tra obiettivi raggiunti e traguardi tuttora lontani. Rispetto alla proposta di sciopero generale proposta dalla rete Nonunadimeno a livello nazionale, le rappresentanti comasche propongono invece a tutte e a tutti un percorso tematico in città, che tocchi luoghi simbolici per le donne e che coinvolga persone, enti e associazioni attivi nel garantire loro pari opportunità rispetto agli uomini.

Partendo alle 16.30 da piazza San Rocco, la camminata raggiungerà la scuola di italiano per donne straniere presso l’ex circoscrizione 6, il consultorio Asl in via Gramsci, il liceo delle scienze sociali Teresa Ciceri,  la Biblioteca comunale, il Tribunale, e infine Porta Torre, dove l’itinerario si concluderà alle 19.45 circa con un’esibizione del coro Le belle di note. Interverranno le volontarie della scuola d’italiano per donne straniere, la direttrice del Consultorio, alunni e alunne degli istituti superiori “Gaetano Pessina” e Teresa Ciceri, l’Associazione donne giuriste Italia – sede di Como. Tutte e tutti sono invitati a partecipare, portando con sé torce elettriche e “oggetti rumorosi” (no esplosivi). Il programma completo e dettagliato dell’evento può essere consultato presso la pagina Facebook corrispondente. In questo articolo, inoltre, spieghiamo più nel dettaglio il senso di ognuna delle tappe.

8 marzo in cammino: la proposta delle rappresentanti di Nonunadimeno a Como

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La mattina di sabato 4 marzo, il gruppo comasco delle rappresentanti di Nonunadimeno ha presentato nella sede di Ecofficine Lab (via Regina Teodolinda, 61) la propria proposta per la manifestazione dell’otto marzo, giornata internazionale della donna (o meglio, delle donne). Come hanno ricordato le relatrici, la data non deve essere intesa come “festa”, bensì come momento di riflessione e di impegno a riaffermare, in senso anti-discriminatorio, le libertà e i diritti femminili, che pur tutelati dalla legge italiana rimangono spesso ignorati o deliberatamente violati.

Gabriella Bonanomi ha sottolineato che le donne, pur conseguendo risultati scolastici e accademici mediamente migliori di quelli dei propri coetanei, finiscono spesso per ricevere stipendi inferiori; inoltre, la provincia di Como registra un’alta percentuale di donne che abbandonano la carriera professionale dopo la nascita del secondo figlio, una dinamica su cui incide anche l’alto costo degli asili nido. Sempre a Como, rivela Patrizia Losito, Telefono Donna registra dal 1991 circa 300 casi di donne vittime di abusi e discriminazioni.
Nonunadimeno, rete nata per ricordare, denunciare e contrastare i comportamenti violenti di cui le donne sono vittime in Italia e nel mondo (lo slogan originale, Ni una menos, è stato coniato dalle femministe argentine), ha recentemente promosso la manifestazione di protesta contro la violenza sulle donne in data 26 novembre e un’assemblea nazionale che si è tenuta a Bologna il 4 e 5 febbraio di quest’anno. Per l’intera giornata dell’8 marzo, è stata lanciata la proposta di uno sciopero nazionale di tutte le donne, come dimostrazione “per negazione” dell’essenziale ruolo femminile nella società. L’iniziativa adottata dalle esponenti comasche della rete consiste, invece, in un percorso tematico previsto per il pomeriggio di mercoledì prossimo a Como, che coinvolga luoghi e soggetti di particolare rilevanza per l’identità, la dignità e l’autodeterminazione femminile.

Prima tappa del percorso – l’inizio previsto è per le 16.30 – è piazza San Rocco, luogo di particolare rilevanza per la migrazione a Como, sia essa di transito o di permanenza. Oltre ad essere una zona di residenza assai composita dal punto di vista della provenienza geografica, la zona ospita anche il campo governativo – un’area oscurata al controllo democratico della città e inibita alla stampa e agli stessi consiglieri comunali –  gestito dalla Cri e da Caritas aperto lo scorso settembre, al centro, dopo un breve periodo di “luna di miele”, negli ultimi mesi di molte e diverse contestazioni e oggi, in regime di straordinarietà occupato da molti minori insieme ad adulti. E non bisogna dimenticare che il vissuto delle donne migranti – spesso minorenni non accompagnate, e/o giovani madri single – è spesso ancor più pesante di quello degli uomini. Federica Peraboni, avvocata e presidente della sezione comasca di Adgi (Associazione donne giuriste Italia, presente sempre l’8 marzo, dalle 14.30 alle 18.30 alla Biblioteca comunale per la conferenza Le vie della tratta, in cui si parlerà di migrazioni e dei traffici umani a esse collegati). Questo rende la scelta di partire da piazza San Rocco ancora più densa di significato: la scelta di partecipare o meno alla camminata sarà lasciata alla discrezione delle donne e delle ragazze “contenute” nel campo.

Si proseguirà poi in direzione dell’ex-circoscrizione 6 (via Grandi, 21), sede della scuola di italiano per donne straniere. I corsi, aperti e gratuiti, vogliono offrire alle partecipanti – di origini diverse, e spesso a rischio di isolamento sociale – l’occasione di avvicinarsi alla lingua italiana attraverso il dialogo e l’interazione con insegnanti e compagne. Interverranno anche alunni e alunne dell’adiacente istituto “Gaetano Pessina”, che hanno partecipato a un progetto sulle relazioni di genere, così come i loro coetanei del liceo Teresa Ciceri.
Terza tappa sarà il consultorio Asl (via Gramsci 4, orario indicativo 17.30), in cui i e le partecipanti alla camminata potranno incontrare alcune neomamme e con la direttrice. Mezz’ora dopo si arriverà al già menzionato liceo Teresa Ciceri. Qui, spiega Mariateresa Lietti, si cercherà di stabilire punti di contatto tra il femminismo “storico” e le giovani generazioni; inoltre, si condurrà una riflessione sulla forza mostrata dalle donne nel loro percorso verso l’emancipazione. La sosta presso l’ex istituto magistrale prevede anche un momento musicale delle allieve del Liceo Musicale, che – coordinate dalla docente Adriana Mascoli – eseguiranno brani di compositrici, perché, come affermava Rose Schneiderman nel suo discorso Bread and Roses (1911), tra i diritti delle donne c’è anche quello «alla vita … al sole e alla musica e all’arte».

La camminata procederà verso la Biblioteca comunale, incontrando le rappresentanti di Adgi, con le quali si raggiungerà il Tribunale, che ospiterà un momento di letture, testimonianze e riflessioni sul rapporto tra le donne italiane e la legge In particolare, si ricorderanno prima avvocata in Italia, alle “madri” della Costituzione, e allo stato delle Pari opportunità in Italia che, come anticipato, è ancora tutt’altro che ottimale. Proprio negli ultimi giorni, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha sanzionato lo Stato italiano per la sua “incapacità” di garantire l’uguaglianza di genere, rammenta Idapaola Sozzani. Un giudizio drastico, ma supportato dai fatti, come il proseguimento dei casi di femminicidio e violenza misogina (fisica, psicologica, verbale, cibernetica) e dal proliferare della “cultura dello stupro” che, come ha rivelato  in più occasioni la presidente della Camera Laura Boldrini, è favorita – più che inibita e contrastata  – dalla proliferazione dei social media.

Sempre i mezzi e le piattaforme online di comunicazione in tempo reale, tuttavia, hanno svolto un ruolo importante in senso opposto, dando la possibilità alle idee ugualitarie di circolare e permettendo ai loro sostenitori e alle loro sostenitrici di fare rete, in Italia e nel mondo, e di organizzare manifestazioni dal basso per dare voce alle comuni istanze senza perdere di vista la diversità e lo specifico vissuto di ciascuno e di ciascuna.

La scelta “alternativa” per l’otto marzo a Como vuole valorizzare proprio la varietà e l’importanza dei ruoli femminili, nel presente come nel passato, prendendo come riferimento la realtà locale vista “dall’interno”, ma anche “dall’esterno” (con gli occhi delle donne migranti). Ogni tappa dell’itinerario è tesa a valorizzare una declinazione diversa della condizione femminile, per come essa è o per come potrebbe essere. Così come differiranno le idee e i punti di vista, cambieranno le modalità di espressione, che prevedono dialoghi, letture, presentazioni, testimonianze e musica: e proprio con  un’esibizione del coro femminile Le belle di note si concluderà il percorso presso Porta Torre, verso le 19.45.

Ovviamente, l’invito a partecipare alla camminata di mercoledì si estende a tutte e a tutti, senza distinzioni di sesso, di origine e di età. si invita, comunque, a munirsi di torce elettriche e di oggetti che “facciano rumore”, come nelle caseroladas in Argentina, per capirci. E, soprattutto, per farci capire. [Alida Franchi, ecoinformazioni]

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