Giro di mostra/ Giorgio Piccaia/ Natura segreta: La sequenza di Fibonacci
A San Pietro in Atrio a Como fino al 31 marzo, ingresso libero. «La mostra illustra con installazioni e opere su tela, papiro e piccole sculture in plexiglas, il rapporto tra la bellezza della Natura e il significato dei numeri. Per questo omaggio l’artista Giorgio Piccaia utilizza i numeri della Sequenza di Fibonacci. La sequenza, il cui rapporto tra due numeri consecutivi tende alla proporzione divina, è la via iniziatica per il suo lavoro.

“La matematica è l’alfabeto in cui Dio ha scritto l’Universo – diceva Galileo Galilei – La filosofia naturale è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto davanti agli occhi, io dico l’Universo, ma non si può intender se prima non s’impara a intender la lingua e conoscere i caratteri in cui è scritto. Egli è scritto in lingua matematica e i caratteri sono triangoli, cerchi e altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un labirinto oscuro.”
La sequenza ha origini indiane, sembra che la sua prima comparsa sia in un trattato sanscrito (L’arte della prosodia, lo studio del ritmo, dell’accentazione e dell’intonazione del discorso) scritto dal grammatico Pingala (450/200 a.C.). Negli antichi riti indiani la prosodia aveva grande importanza. Nel sesto secolo, il matematico indiano Virahanka mostrò come la successione nasce nell’analisi dei metri con sillabe lunghe e corte.
Leonardo Pisano detto Fibonacci (1170-1242 circa), il maggior matematico del Medioevo, comprese che le dieci figure indiane e soprattutto lo zephirum avrebbero cambiato il mondo e introdusse la serie nella civiltà occidentale.
La successione è infinita come se il sapere non dovesse mai finire e il lavoro di Piccaia tende con i numeri a questo.
I segni numerici delle sue opere interagiscono con il piccolo fiore Non ti scordar di me, un fiore con cinque petali (numero della sequenza) contatto tra matematica e spiritualità.
Le bandiere aquiloni sono segno di appartenenza e di libertà.
Molti lavori dell’artista italo-svizzero esposti sono stati realizzati ad Antibes in Costa Azzurra dove recentemente l’artista ha soggiornato invitato dal comune francese.
OPERE ESPOSTE
Nell’ex Chiesa San Pietro in Atrio, risalente al 1181, l’artista espone una serie di opere su carta, papiro e tela e alcune sculture in plexiglas.
Nel cortile del Palazzo Cernezzi , costruito tra il cinque e seicento, e attuale sede del Comune di Como Giorgio Piccaia propone l’installazione Il Cubo e il Mondo con alcune Bandiere Aquilone, senso di libertà e pace.
Nell’ hangar, costruito nel 1930 che ospita il più grande operatore di idrovolanti in Europa ci sarà una scultura Aero-numerica e due Bandiere Aquilone al vento». [Melania Rocca, curatrice della mostra]

