Genocidio all’italiana
È nettamente positivo il bilancio della presentazione pubblica del dossier La catena dell’impunità, del 15 aprile al Castello dei missionari comboniani a Venegono Superiore (Va). I circa sessanta partecipanti, che hanno pressoché azzerato le copie dell’opera disponibili, sono tornati a casa più informati, più preoccupati per la situazione internazionale contingente e più indignati per le responsabilità dei potentati locali e non nella deriva bellicista che sta facendo sprofondare i popoli del mondo in un bagno di sangue.
L’iniziativa, avviatasi dopo un notevole ritardo per il quale gli organizzatori si sono più e più volte scusati, è stata introdotta da Elio Pagani, presidente del Centro di documentazione Abbasso la guerra, che nell’accogliere i relatori ha ricordato l’impegno della propria organizzazione per la causa palestinese e a sostegno della richiesta, promossa dalla campagna Bds (Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni), di un embargo militare contro Israele. Nel 2021 era stato presentato da Abbasso la guerra il primo dossier relativo, di cui La catena dell’impunità è la naturale e logica prosecuzione. Filippo Bianchetti, Rossana De Simone e Ugo Giannangeli, soci attivi di Abbasso la guerra, hanno partecipato direttamente alla stesura di uno o di entrambi i testi. L’associazione è inoltre impegnata a portare avanti l’impegno del Comitato no M346 a Israele, che denunciò la vendita di 30 jet di addestramento avanzato facilmente armabili da parte dell’ex Alenia-Aermacchi, oggi Leonardo, alle forze armate israeliane.
La parola è quindi passata a Raffaele Spiga, attivista di punta della campagna Bds in Italia, grande conoscitore della Palestina, in cui si è recato decine di volte per lavoro, e co-curatore insieme a Federico Zanettin di La catena dell’impunità. Egli, con assoluta modestia, si è riservato il solo ruolo di avere individuato e coinvolto nella stesura del dossier degli ottimi ricercatori, ma la competenza e la pacata, ferma, passione con cui ha inquadrato la genesi e il significato dell’opera nelle direttrici di azione in cui il BDS è attualmente coinvolto hanno tradito meriti ben maggiori. Le parole di Spiga hanno certificato non solo come la campagna Bds è totalmente estranea alle accuse di antisemitismo e di filonazismo che ovunque le si fa piovere addosso (basti ricordare il caso drammatico della Germania, dove oramai è pressoché equiparata all’associazionismo a delinquere e al terrorismo), ma anche come essa provoca le ire di sionisti e complici proprio perché funziona. La pressione popolare nonviolenta non indiscriminata, ma praticata su obiettivi scientificamente mirati, determina sensibili e reali cambiamenti nell’assetto degli interessi economici che permettono l’apartheid israeliana. Fa fede a questo proposito il recente caso del marchio Puma, che ha fatto trapelare come rinuncerà a sponsorizzare la Federcalcio israeliana, che è solita giocare nei territori occupati e a violare il diritto: una vittoria del boicottaggio lillipuziano e diffuso.
Il compito di concludere la serata è spettato a Carlo Tombola, tra i massimi esperti italiani di logistica bellica e fondatore di Weapon watch, l’osservatorio che si occupa di monitorare il transito di armi nei porti mediterranei ed europei. La sua lunga, torrenziale, relazione è riuscita non solo a delineare lo scenario delle importazioni militari israeliane, che vede l’Italia sempre sul podio dei partner commerciali più significativi, ma anche a seguire le attuali linee di tendenza del mercato delle armi per mostrare all’uditorio come dalla Palestina all’Ucraina, dall’Oceano Pacifico al Baltico, dal continente africano al Nord America, gli Stati e le alleanze militari si stanno preparando alla Terza guerra mondiale nucleare. Una corsa insensata e criminale in cui le industrie italiane giocano un ruolo di assoluto rilievo. Basti pensare che la provincia di Lecco, capofila nell’export di armi ad Israele, grazie alla Fiocchi munizioni, ha recentemente venduto alla bellicosa, ultranazionalista e oltranzista atlantica Polonia dozzine di macchine industriali capaci di produrre migliaia di colpi al giorno. L’invito cruciale di Tombola al pacifismo è quello di concentrare energie e studi sulla logistica della guerra, per comprendere i reali sviluppi della situazione internazionale, superando il filtro asfissiante della propaganda orchestrata dai principali media di massa e dai loro padroni: solo la verità può farci liberi di agire con una qualche speranza di efficacia. Non solo gli analisti più navigati, ma anche le persone comuni possono dare un contributo significativo alla causa grazie al manuale appositamente redatto da Weapon Watch.
Il dibattito che è seguito alla presentazione è stato l’occasione per ricordare le prossime mobilitazioni locali per la Palestina, in particolare:
– la manifestazione del 20 aprile a Busto Arsizio (VA), promossa da Assemblea Popolare di Busto Arsizio, Associazione Lavoratori Cobas/SGC, USB Unione Sindacale di Base Varese, Centro di documentazione Abbasso la guerra, Comitato Varesino per la Palestina;
– la manifestazione del 18 maggio a Lecco, promossa proprio contro la Fiocchi munizioni dall’Assemblea permanente contro le guerre e da altre realtà della galassia anarchica.


La registrazione integrale dell’iniziativa sarà presto disponibile sul canale YouTube di Abbasso la guerra.
[Abramo Francescato, ecoinformazioni. Fotografie di Fabio Cani e Abbasso la guerra odv]





