Nessi e Giovinazzo/ Le colpe dei suicidi in carcere
“Sono giunti a 32 in meno di 4 mesi i suicidi in carcere. I detenuti sono persone dimenticate dalle istituzioni sulle quali bisogna solo accanirsi, vendicarsi, mai dare loro una possibilità di riabilitazione. Chi arriva ad un gesto estremo lo fa perché il mondo gli è già crollato addosso. La situazione degli istituti penitenziari italiani è al collasso.
Come le vite dei 32 detenuti che dall’inizio del 2024 non ci sono più. Morire in carcere non è degno di un paese civile. Cosa si aspetta ad assumere personale? Il corpo penitenziario, i pochi psicologi ed educatori non hanno colpe. Chi ci amministra e sta nei ministeri sì. Da non dormire la notte, invece i colpevoli non fanno nulla per evitare la catastrofe nonostante l’allarme lanciato più volte dal Capo dello Stato. Il 32mo suicida era un palestinese e si è ucciso il 17 aprile al Bassone, proprio adesso che qualcuno vorrebbe cancellare la Palestina dalla faccia della terra. Agire subito è un dovere. Indignarsi sempre di più e denunciare questo stato di abbandono anche”. [Gianluca Giovinazzo e Luigino Nessi, Sinistra Italiana Como]

