Sabir 2024/ Cpr fuori controllo

L’edizione romana 2024 di Sabir, il festival delle culture mediterranee promosso dall’Arci, ha dedicato un ampio spazio al dramma delle persone recluse nei Centri per il rimpatrio.

Questi pozzi alieni ad ogni legalità, dove viene seppellita viva un’umanità incolpevole, sono degli squarci nella cortina di mistificazioni e ipocriti omaggi al sistema dei Diritti umani tessuta dalle classi dominanti italiane, europee, occidentali. Essi ci consentono di guardare al vero volto della nostra cosiddetta democrazia, un regime autoritario che non ha alcuna remora a ingabbiare degli esseri umani, a instupidirli con litri di psicofarmaci senza prescrizione, a trascinarli tra le mazzate sull’asfalto di una pista d’aeroporto fino a farne sanguinare la carne viva; che non prova il minimo di ribrezzo per la propria negligenza e connivenza nel prendere per buoni grotteschi e fantasiosi protocolli falsi confezionati per ingrassare aziende e cooperative malavitose; che con inesorabile crudeltà rinchiude in una gabbia – caso fra i tanti – una donna vittima di abusi, la riduce a uno stato folle, ferino, larvale, le nega ogni forma di assistenza, fino a che, oibò, una delle rarissime ispezioni a sorpresa fa emergere che proprio quella donna aveva la cittadinanza europea, ed é stata segregata per mesi arbitrariamente. Più arbitrariamente, se possibile, di tutti gli altri reclusi. Solo nella logica perversa del regime é normale che un atto amministrativo, un passaporto, un pezzo di carta, dividano i sommersi e i salvati. Per tutte e tutti coloro che hanno ancora un briciolo di umana pietà a questi lager contemporanei non si dovrebbe condurre proprio nessuno.

I Cpr non possono essere riformati, ma solamente aboliti, rasi al suolo.

Che a spiegarcelo a Sabir sia stata anche una deputata del Partito Democratico, forza politica che ha la piena responsabilità storica di avere creato, perfezionato, moltiplicato, mai abolito i luoghi adibiti alla detenzione amministrativa delle persone migranti, dovrebbe forse confortarci: che gli zoo umani siano uno spettacolo troppo forte persino per gli stomaci di una parte dell’oligarchia?
E invece ci fa solo incazzare.
[Abramo Francescato, ecoinformazioni]

Guarda la registrazione integrale dell’incontro sul canale YouTube di ecoinformazioni.

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