Pd/ Fare la Pace con la Pace
Se il successo della presentazione del volume La parola Pace significa una più convinta scelta antibellica e contro il finanziamento degli eserciti e della guerre del più importante partito della sinistra italiana, a Villa Gallia il 28 febbraio, si è evidenziata una strada importante e positiva.

Dopo l’apertura di Massimo Mancuso, l’introduzione di Gigliola Canepa e l’inquadramento politico del libro e del tema di Chiara Braga (autrice di uno dei contributi del volume), gli interventi di Barbara Pollastrini e di Gianni Cuperlo hanno evidenziato coloriture diverse. Pollastrini ha rivendicato la scelta, all’origine del Pd, di unire anime diverse del progressismo italiano come esempio di costruzione di Pace tramite l’unione che supera i conflitti mentre Cuperlo con una lectio magistralis molto accuratamente documentata sul tema non ha mancato di evidenzare, seppur indirettamente, spunti autocritici parlando della indispesabile scelta contro gli armamenti e dell’evidenza storica che le guerre non si vincono mai. Un punto di vista pacifista, certo diffuso e crescente nel Pd di Schlein, che tuttavia non ha salvato il partito dal sostenere con il voto parlamentare la messa a disposizione di armi a paesi belligeranti. Infine il saluto del segretario cittadino Daniele Valsecchi, l’intervento applauditissimo di don Giusto sulla cooperazione internazionale per la Pace e quello di Patrizia Lissi che ha ricordato l’oscena bocciatura di una mozione in Consiglio comunale che chiedeva semplicemente che l’essere Como Messaggera di Pace e gemellata con una città palestinese e un israeliana determinasse nei comportamenti del governo della città almeno sensibilità e solidarietà. A proposito di Como città Messagera di Pace, non è mancato un caloroso applauso al sindaco Sergio Simone, presente in sala, che quel riconoscimento, importante e oggi sepolto nella colpevole indifferenza, determinò fosse assegnato alla città. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]







