ph. Andrea Butti ® Lake Sound Park
Manu Chao/ Cernobbio si riscopre “Clandestina”
Sold out con una affluenza di quattromila persone per l’ultima serata del Lake Sound Park di Cernobbio, con la seconda tappa del tour italiano di Manu Chao nella sua formazione in acustico.

In un clima di repressione dei diritti come quello che si sta vivendo tutti i giorni e in qualunque ambiente della vita (pensiamo solo ai tifosi lecchesi del Celtic colpiti da daspo, rei di aver ‘provocato’ con due pericolosissime bandiere palestinesi all’amichevole della Como Cup di qualche giorno fa), un concerto di Manu Chao è sempre come un bicchiere di acqua fresca in mezzo al deserto.
Nella città diventata simbolo del turismo e del lusso del Lago di Como, che a settembre ospiterà il Forum Ambrosetti e il forum alternativo di Sbilanciamoci, rete Pace e disarmo e Arci, ci si è sentiti un po’ meno soli, circondati da esseri umani: è quello che hanno realizzato i quattromila corpi accorsi a rendere omaggio al cantautore, ormai simbolo di moltissime battaglie per i diritti.
Una sorpresa è stata sicuramente la presenza di moltissimo pubblico giovane, simbolo che il messaggio di brani come Clandestino, Me Gustas Tu e l’immancabile La Vida Tombola, hanno travalicato anche i confini generazionali e, in una certa maniera, resistono al passare del tempo, nonostante il clima militaresco e di odio su cui le destre mondiali soffiano al fine di causare un incendio devastante.
Sul palco, il cantautore, accompagnato da Matumati alla chitarra e Miguel Rumbao alle percussioni, ha preso i suoi pezzi più famosi diluendoli, scatenando cori, facendosi aiutare da alcuni ospiti speciali come Cico Giramundo (memorabile il momento in cui ci è stato fatto urlare «famiglia grande»). Il risultato è in realtà bello a tratti alterni: avremmo forse preferito meno cori da discoteca e più riflessioni politiche, come quella finale sulla pace in Palestina, in Sudan, in Ucraina e in tutte quelle nazioni colpite dalle guerre. Ben due ore e mezza di live basato solo su chitarre acustiche e basi preregistrate, che hanno comunque tenuto gran parte del pubblico in piedi davanti al palco del Lake Sound Park.
Se il sold-out, comunque, sia stato dovuto alle convinzioni politiche dei presenti o solo alla presenza di quello che, a tutti gli effetti, è ormai un vip, probabilmente non lo sapremo mai. Sembrerebbe che nessuno sia stato fermato o identificato per aver urlato «Palestina libera», almeno fino ad ora, nonostante l’enorme spiegamento di forze dell’ordine atte a sorvegliare che tutta la serata si svolgesse senza problemi.
Resta comunque il fatto che il Lake Sound Park di Cernobbio si conferma come la più grande manifestazione musicale in provincia di Como, ben organizzata (con tutti i classici difetti che può avere una manifestazione da migliaia di ingressi) e con il coraggio di portare anche un artista contro le correnti del mainstream nel proprio cartellone. Chissà che non ci riservi qualche sorpresa anche nel 2026. [Dario Onofrio, ecoinformazioni]


