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Rosaria Maietta/ Una sintesi del Rapporto sociale Inps

L’intervento della presidente del Comitato Inps e le slide che ha proposto il 12 novembre nell’incontro alla Aamera di commercio di Como di presentazione del Rendiconto sociale provinciale 2024 hanno illustrato i principali temi mettendo in evidenza le tate criticità e le preoccupazioni per il futuro.
I dati del Rendiconto Inps esprimono in generale la complessità e l’importanza del suo ruolo nel sistema previdenziale e di welfare del Paese ma anche l’andamento dell’economia generale, fortemente collegata alle dinamiche del lavoro, delle retribuzioni e delle pensioni. La generalità dei lavoratori dipendenti del settore pubblico e del settore privato, così come la generalità dei lavoratori indipendenti sono iscritti all’Inps, ad esclusione degli iscritti alle casse professionali. Per questa ragione i dati che troviamo in questo rendiconto trasmettono una fotografia dello stato di salute dell’economia di tutto il territorio nazionale e un resoconto puntuale dell’andamento del mercato del lavoro relativo a ciascuna provincia.
Il 2024 ha determinato evoluzioni contrastanti nel nostro Paese: da un lato il clima macroeconomico è stato segnato da profonde incertezze a causa dei conflitti reali e delle competizioni commerciali internazionali, dall’altro lato il Pil reale del nostro Paese è cresciuto dello 0,7 per cento, mentre l’inflazione accumulata per anni e mai recuperata dalle dinamiche salariali ha finalmente rallentato (l’indice FOI è cresciuto dello 0,8 per cento), le unità di lavoro in Italia sono cresciute del 2,2 per cento.
Tutto questo ha influenzato il bilancio dell’INPS nazionale con un aumento della massa retributiva complessiva del 5,2 per cento e un risultato economico positivo per INPS nazionale, pari a 15 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 12,2 miliardi del 2023.
In generale sono cresciute le entrate contributive. Riguardo al mercato del lavoro dipendente si è registrato:
- un incremento delle entrate pari al 2,3%; una crescita delle retribuzioni lorde per dipendente pari al 2,9% annuo con valori differenziati per settore di attività (diminuzione pari a 2,2% nel settore agricolo, un incremento del 3,6% nel settore industriale e del 2,8% nel settore dei servizi);
- un incremento della massa retributiva pari a 5,2% per l’intera economia quale effetto congiunto dell’andamento occupazionale alle dipendenze e dello sviluppo delle retribuzioni individuali.
Per quanto concerne l’aumento delle pensioni per il 2024, la misura applicata è stata determinata nella misura provvisoria del 5,4%. Le entrate contributive sono complessivamente cresciute del 34% in 10 anni.
Anche le uscite per prestazioni istituzionali sono cresciute. Nel 2024 il totale delle uscite correnti è stato pari a complessivi 459.545 mln, in 10 anni la variazione percentuale è stata del 37,58.
Nell’ambito delle uscite è complicato fare una valutazione dell’andamento decennale a causa della copertura di provvedimenti di sostegno del reddito periodici. Si può facilmente percepire l’anomalia degli anni caratterizzati dagli interventi per contrastare la pandemia da covid 19 e la “normalizzazione” del dato relativo al 2024, se confrontato con quello del 2019. In estrema sintesi si è confermata una tenuta complessiva del sistema che comunque, in prospettiva, si dovrà misurare con le trasformazioni demografiche, tecnologiche e del mercato del lavoro e con le ricadute che queste trasformazioni determineranno sul sistema previdenziale.
Cosa è accaduto a Como? I dati raccontano
La popolazione della provincia di Como sta invecchiando. Per fortuna aumentano le speranze di vita 86,2 donne -82,1 uomini. La popolazione complessiva della provincia è composta nel 2024 da quasi 600.000 di cui le donne sono il 50,7 %. Gli under 14 anni sono il 12%, la popolazione tra i 15 e i 64 anni è il 63,7%, gli ultra 65enni sono il 24,1%. L’andamento sociodemografico è in linea con la tendenza regionale, ha un saldo negativo costante almeno dal 2013. Nel 2023 il dato demografico è -0,4% . La decrescita è influenzata dal continuo calo delle nascite negli ultimi 10 anni che non è bilanciato dall’aumento delle aspettative di vita né dal saldo migratorio. Gli immigrati provenienti dall’estero nel 2023 nella provincia di Como sono stati 3273 , è un dato inferiore rispetto al periodo precedente e inferiore rispetto al panorama regionale, si tratta dello 0,6% della popolazione.
Scendono sia occupazione che disoccupazione. Il saldo è comunque positivo ma diminuisce il saldo tra assunzioni e cessazioni!A crescere è il tasso di inattività. Nella Provincia di Como, nel 2024 il saldo netto occupazionale è stato positivo, con un numero maggiore di assunzioni di rapporti di lavoro rispetto alle cessazioni. Tuttavia si sono ridotte sia le assunzioni che le cessazioni rispetto all’anno precedente. Le assunzioni sono passante da 71756 a 67674. La riduzione ha riguardato in particolare i contratti di lavoro a tempo indeterminato e a tempo determinato. Le cessazioni sono state 46230 nel 2024 (a fronte di 48583 nel 2023). Aumenta il tasso di inattività (28,7% è la media nel 2024 (nel 2023 era al 28,2%) e il dato tra i giovani 15-24 anni è altissimo 73,6% femmine 67,1% maschi). Gli occupati in provincia di Como nel 2024 sono stati 263.000. Il tasso di occupazione è sceso al 67,3% nell’anno 2024 rispetto al 67,9% del 2023 e si è mantenuto sotto la percentuale lombarda, che è al 69,4%. Del totale dei lavoratori in provincia di Como 207.354 sono lavoratori dipendenti è QUASI L’80% (suddivisi in privati 176000 in prevalenza maschi, pubblici 23.000 in prevalenza femmine, agricoli 2000 e domestici quasi 7000). Il 13% del totale dei lavoratori (34.078) è extracomunitario.
Anche i dati relativi ai disoccupati non sono tranquillizzanti: nel 2024 sono stati 15000, il 5,4% della popolazione tra i 15 e i 74 anni. Il dato lombardo è al 3,7%.
I dati dei frontalieri dal rendiconto Inps non emergono. Non esistono dati precisi e recenti che forniscano il numero esatto di frontalieri dalla provincia di Como, ma si stima che fossero circa 30.000 (la stima più recente disponibile) nel 2023. Sono lavoratori che non risultano nei flussi Uniemens ad Inps ma che contribuiscono all’indotto economico complessivo della provincia. È utile sapere che questi lavoratori, quando diventano disoccupati, percepiscono la Naspi sulla base della residenza, quindi in questo caso vengono calcolati nella massa delle Naspi
E le retribuzioni? La fotografia che emerge dal Rendiconto provinciale è la fotografia di una provincia che offre lavoro più povero rispetto al resto della Lombardia in termini di retribuzioni, una provincia schiacciata tra Milano e la Svizzera che offrono posizioni lavorative meglio remunerate attraendo forza lavoro, tuttavia i due poli economici (Milano e Svizzera) evidentemente non riescono a fare da volano per le retribuzioni comasche nell’ottica di una competizione contrattuale che spinga le retribuzioni verso l’alto. Nell’anno 2023 le retribuzioni comasche sono risultate infatti più basse della media Lombarda per tutti i dipendenti privati ad esclusione dei servizi di alloggio e ristorazione e, dato ancora più allarmante, sono risultate più basse della media nazionale in quasi tutti i comparti privati (su 18 comparti, 13 hanno retribuzioni più basse della media nazionale) ad eccezione di manifattura, commercio, assistenza sociale, attività artistiche e alloggio e ristorazione. Il dato aggregato presenta una retribuzione media dei lavoratori dipendenti privati di 80,2 euro giornaliere per le donne e 106 per gli uomini contro i 93,7 euro della media delle donne lombarde e 127 euro degli uomini lombardi. Il dato nazionale medio è 79,8 euro medi giornalieri per le donne, 107,5 per gli uomini. In questo caso il divario di genere in termini retributivi è importante, ma è evidente anche una disparità economica più generale rispetto alla media lombarda. Per quanto riguarda i dipendenti pubblici la provincia di Como si attesta sotto le retribuzioni medie giornaliere lombarde e nazionali in tutti gli aggregati analizzati (8 gruppi) ad eccezione delle forze armate e vigili del fuoco dove per le sole donne il dato è leggermente più alto sial del lombardo (differenza di 1 euro) che del dato nazionale (4 euro). Il dato aggregato mostra che per i dipendenti pubblici la retribuzione media giornaliera è di 103,2 euro per le donne, 130,3 per gli uomini contro i 109,3 euro delle donne lombarde e 138,6 euro degli uomini lombardi e 112,1 euro delle donne a livello nazionale e 141,7 euro degli uomini a livello nazionale.
Gender gap. È già emerso dai dati precedenti: di 254.602 lavoratori circa il 44% quindi 112.444 sono donne (meno della metà, ma le donne in provincia sono più della metà della popolazione). 80 euro medie giornaliere per le dipendenti private a fronte di 106 per gli uomini significa il 25% della retribuzione in meno e 103 euro per le dipendenti pubbliche a fronte dei 130 per i dipendenti uomini significa il 21% in meno. Inoltre i lavoratori dipendenti con contratti Part Time della Provincia di Como rappresentano il 23,2% dei lavoratori dipendenti totali, di questi il 38,6% è donna. La percentuale di part time è più alta rispetto al valore regionale e più bassa rispetto al dato nazionale. Il dato non evidenzia quanti di questi sono part time involontari.
In linea con la tendenza nazionale, la Provincia di Como ha segnato un aumento delle riscossioni ordinarie per Entrate contributive da uniemens di poco più dell’1% nel 2024 rispetto all’anno precedente e dell’1,5% rispetto al 2022 arrivando a 1 miliardo 374 milioni 166 mila euro. Questo aumento rispecchia in quota proporzionale la seppur minima crescita delle retribuzioni nominali in provincia. Se facciamo il calcolo dell’aumento retributivo nominale in relazione all’inflazione accumulata e mai recuperata il quadro è chiaro.
Ammortizzatori sociali. Nella Provincia di Como si è riscontrato un aumento dei beneficiari di ammortizzatori sociali per cessazione di rapporto di lavoro, dovuto soprattutto ad un aumento delle domande accolte di NASpI. Nel 2024 le domande accolte di Naspi sono state 17.522 a fronte delle 16.170 del 2023 e delle 14.477 del 2022. Questo aumento è in parte collegato all’aumento dell’incidenza della crescita del lavoro stagionale nella nostra provincia, cui lo strumento della Naspi è inesorabilmente collegato. Sarebbe interessante avere i dati delle Naspi catalogati per settore di provenienza e avere i dati di permanenza in naspi suddivisi per comparto per avere un focus più chiaro sul tema lavoro stagionale. Nel 2024 è cresciuto l’utilizzo di ammortizzatori per calo lavoro (CIGO CIGD CIGS FIS da 978.545 ore nel 2023 a 1.435.814 ore), queste ore corrispondono nel 2024 a 10.842 fruitori. Questa crescita è in linea con l’aumento del ricorso ad ammortizzatori sociali nel resto della regione ad esclusione della provincia di Milano (dove il ricorso a CIGO CIGD Cigs e FIS scende) e risponde alla crisi del comparto manifatturiero che da fine 2024 ha interessato gli stabilimenti produttivi della nostra provincia con particolare riguardo al comparto tessile.
Pensioni. I pensionati in provincia di Como calcolati nell’anno 2024 sono159.115. I pensionati IVS (vecchiaia, anzianità\ anticipata, superstiti, invalidità) nel 2024 sono 147.513 mentre i Beneficiari di pensioni o assegni sociali sono 4.277. Infine i Beneficiari di pensioni di invalidità civile e/o indennità di accompagnamento sono 22.544 L’età media di accesso alla pensione per vecchiaia o anticipata si è alzata da 63,4 per le donne e 62,4 per gli uomini nel 2022 a 64,0 per le donne e 62,4 per gli uomini nel 2023 a 64,4 per donne e 62,5 per gli uomini. Dunque in soli due anni le donne hanno mediamente rimandato di un anno l’accesso alla pensione. I trattamenti pensionistici medi vigenti nel 2024 sono risultati più bassi per ex dipendenti privati e pubblici rispetto ai dati regionali e più bassi per ex pubblici rispetto ai dati nazionali. Nel quadriennio 2021-2024 il numero delle pensioni IVS liquidate presenta un andamento tendenzialmente decrescente. Il 2021 in particolare rimane l’anno con il maggior numero di pensioni liquidate. Nel 2024 registriamo un importo medio delle pensioni vigenti per gli ex lavoratori dipendenti di 1089,5 euro per le donne e 2075,6 euro per gli uomini a fronte di 1180,4 euro per le donne media lombarda e 2288,3 euro per gli uomini. Anche le pensioni degli ex dipendenti pubblici come detto, sono più basse della media lombarda: 1831,9 euro donne e 2520,4 euro uomini contro i 1844,5 euro per le donne contro i 2572,1 per gli uomini. Non va meglio per ex autonomi ed ex parasubordinati, con pensioni più basse della media lombarda. Sarebbe interessante conoscere il dato delle pensioni dei frontalieri, con particolare riguardo a quelle situazioni in cui la persona percepisce sia una pensione italiana che una pensione svizzera, avendo avuto una carriera spezzata tra i due paesi I dati del quadriennio 2021- 2024 evidenziano infine una riduzione costante del numero delle pensioni liquidate dalle 10186 del 2021 alle 8988 unità nel 2024. L’abbassamento più consistente riguarda le pensioni di anzianità che scendono dalle 3746 del 2022 alle 3193 del 2023 alle 2944 infine nel 2024. Va meglio la liquidazione dei trattamenti nel solo 2024, anno in cui l’importo medio delle pensioni liquidate in provincia è più basso rispetto alla media delle pensioni liquidate in Lombardia ma più alto dell’importo medio nazionale. 1564,9 euro donne como- 2373 euro uomini como; 1565,7 donne Lombardia- 2480 euro uomini Lombardia; 1415 euro donne Italia- 2096,5 euro uomini Italia. In relazione alle anticipazioni pensionistiche il numero di domande accolte per quanto concerne la prestazione di Opzione Donna è nettamente diminuito (da 6802 nel 2022 a 1132 nel 2024).
L’andamento delle prestazioni per invalidità civile presenta un andamento oscillatorio nel 2024 le prestazioni vigenti sono 25757. La prestazione di RdC si è conclusa nel 2023 ed è stata sostituta da due nuove misure di sostegno: l’Assegno di Inclusione (ADI) e il Supporto Formazione Lavoro (SFL). Nel corso del 2024, le istanze accolte sono state circa 2.108 per l’ADI e 203 per il SFL. I nuclei beneficiari di Assegno unico sono 58.786.
Relazioni con l’utenza. Si segnala una crescita nell’utilizzo del Cassetto Bidirezionale Patronati; un decremento delle pratiche presentate sia da parte dei Patronati che di quelle presentate da cittadino. Nel 2024 delle 159482 pratiche presentate il 52,1% è stato presentato tramite patronato in provincia di Como, in diminuzione rispetto al 2023 (dato 53,9%). In provincia operano 48 sportelli di patronato. Tramite patronato è stato presentato l’87,6% delle pratiche pensionistiche, il 91,3% delle invalidità civili, il 64% delle prestazioni assistenziali, il 67,4% delle Naspi, il 59,2 % delle pratiche relative a ratei maturati e non riscossi, il 58,8% delle ricostituzioni. La contrazione del personale dipendente dell’Inps di Como pesa sulla relazione proficua con i patronati locali, che si ripercuote sul servizio agli utenti e ai cittadini. Resta inevasa ad esempio la richiesta di incontro ricevuta dalla Direzione Inps da parte dei maggiori patronati provinciali.
Situazione degli uffici Nel 2024 il personale Inps contava 136 persone, in diminuzione rispetto alle 154 del 2023 e in continua diminuzione rispetto al quinquennio precedente. I dipendenti Inpsnel 2019 erano 188. La perdita in 6 anni di oltre 50 unità di personale determina un aggravio di lavoro per tutto il personale in forza e indebolisce il rapporto positivo tra l’ente e il territorio.
Contenzioso: diminuiscono i ricorsi amministrativi da 598 nel 2023 a 479 nel 2024. Il 30,5% dei ricorsi si sono risolti favorevolmente per il cittadino in autotutela. i ricorsi giudicati in istruttoria (inammissibili e improcedibili) sono n.6 e n.31 quelli definiti per cessata materia del contendere. Nel corso dell’anno sono stati trasmessi alla segreteria del Comitato Provinciale n.166 ricorsi e al 31 dicembre risultano deliberati n.165 ricorsi. In ordine al contenzioso giudiziario ordinario, si accerta nel 2024 un incremento della giacenza dei ricorsi da lavorare al 31 dicembre (+10%), a fronte di n.327 giudizi pendenti totali nell’anno. Il 47,3% del contenzioso giudiziario ordinario definito ha dato esito favorevole a Inps. [Rosaria Maietta]

