Salute, appalti e sicurezza al centro del lavoro Cgil

Si è svolta durante la mattinata del 15 maggio nel Teatro Nuovo di Rebbio, l’iniziativa promossa dalla Cgil dedicata a due temi centrali: il diritto alla salute e la tutela del lavoro negli appalti.
Ad aprire i lavori è stato Sandro Estelli, segretario generale Cgil, che ha sottolineato come sanità e lavoro incidano direttamente sulla vita quotidiana delle persone, soprattutto pensionati e lavoratori.

Estelli ha denunciato le lunghe liste d’attesa, la carenza di medici di base e le difficoltà di accesso alle cure pubbliche, ribadendo che «la salute è un diritto universale e non ci si può curare solo se si hanno i soldi». Sul tema degli appalti ha invece evidenziato come lavoratori che svolgono le stesse mansioni ricevano salari inferiori fino al 30-35%, con un aumento degli infortuni legato a subappalti e precarizzazione. L’obiettivo della campagna, ha ricordato, è raggiungere un milione di firme.

Alessandra Ghirotti (della segreteria Cgil Como) ha illustrato la proposta di legge sulla salute, spiegando che sarà possibile firmare online tramite QR code e SPID.
La proposta punta al rafforzamento del servizio sanitario pubblico attraverso investimenti fino al 7,5% del PIL entro il 2030, nuove assunzioni stabili, valorizzazione del personale sanitario e riduzione delle disuguaglianze territoriali. Centrale anche il potenziamento della medicina territoriale, delle Case della Comunità e dell’assistenza a persone fragili, anziani e non autosufficienti.

Firma la proposta qui.

Rosaria Maietta (anche lei della segreteria Cgil Como), invece ha presentato invece la proposta I diritti non si appaltano, nata per contrastare il dumping contrattuale e il lavoro irregolare. Tra i punti principali: stesso salario e stesse tutele per chi svolge le stesse attività, maggiore responsabilità dei committenti, limiti a subappalti nelle attività più a rischio e più diritti di informazione per le rappresentanze sindacali.

Firma la proposta qui.

Antonio Muscolino, per Medicina Democratica, ha espresso pieno sostegno alla proposta sulla salute, definendola una svolta che mancava da anni. Un paese che rinuncia a un servizio sanitario accessibile a tutti non diventa più libero ma più ingiusto.

Tommaso Pizzo della Filcams ha precisato che l’appalto non è di per sé il problema, ma lo diventa quando viene usato per svalutare il lavoro e ridurre le tutele. Ha ricordato che il 67% degli infortuni gravi e mortali avviene in attività di appalto e subappalto.

Nel corso della mattinata sono intervenuti anche Carlo Rossini dello Spi, Cinzia Francescucci della Filctem, Luca Vaccaro della Fillea, Ivan Porcino della Lsc, Roberta Capone della FLC e Francesco Primerano della Fisac, portando contributi sui temi della sanità pubblica, dei salari e della sicurezza sul lavoro.

A chiudere l’incontro è stata Debora Rovessi, segretaria regionale Cgil, che ha invitato tutti a impegnarsi concretamente nella raccolta firme ricordandoci che non è una raccolta simbolica, ma una battaglia per cambiare il modo di vedere il lavoro e la salute in Italia. [Amèlie Di Matteo, ecoinformazioni]

Fotografie di Domenico Ferreri, ecoinformazioni:

Guarda i video dell’assemblea, di Mattia Lavezzi, ecoinformazioni:

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