Ridateci il pride. In tutt’Italia, tradizionalmente nel mese di maggio, in alcuni casi a giugno,  si sono svolti i pride, feste delle differenze che creano uguaglianza. A Como non si può? Da alcuni anni l’organizzazione del pride si è allontanata dalla prassi decennale di costruirlo insieme in un concerto arbobaleno di forze per diventare proposta di un gruppo che di volta in volta decide se, quando e come farlo.  Quest’anno voci non controllate parlano di luglio.

Al di là di intemperanze escludenti che fortemente contrastano con il senso stesso del pride, animate verso qualsiasi organizzazione attiva nel territorio, riprendendo invece il successo di alcune edizioni (le trovate tuttte su ecoinformazioni.com) e la capacità in esse di mettere a concerto tante voci diverse, si povrebbe partire dallo storico discorso del 2022 che al Pride tenne Antonio Proietto. Forse c’è ancora la possibilità di scelte unitarie che non riducano il pride a semplice parata multicolore. Meglio di nulla, ma certamente troppo poco per un tema che è ora più che mai centrale nel dibattito politico e contro ogni diversità si sviluppano sempre di più violenza e repressione. Non coglierlo sarebbe un grave errore. In questo numero trovate il reportage sul Varese pride molto discusso per gli sponsor e un’organizzazione forse troppo imprenditoriale, ma comunque vero, partecipato, capace di lanciare messaggi condivisi e importanti come Io non ho nulla che non va di Matilde. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

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