AGGRESSIONE IN TREMEZZINA/ CGIL: RAZZISMO INQUIETANTE

La Cgil di Como esprime la propria solidarietà al migrante aggredito in Tremezzina, ospite della cooperaiva Symploké, mentre stava tornando a casa, al termine del suo turno lavorativo.
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La Cgil di Como esprime la propria solidarietà al migrante aggredito in Tremezzina, ospite della cooperaiva Symploké, mentre stava tornando a casa, al termine del suo turno lavorativo.
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Sinistra italiana solidale con Fabrizio Baggi. “Il coordinamento provinciale di Como di Sinistra Italiana esprime tutta la sua solidarietà e la sua vicinanza al compagno Fabrizio Baggi, oggetto di tre lettere di minacce volgari e deliranti.
Chiunque conosca Fabrizio Baggi non può non riconoscergli una passione e un disinteresse non comuni nella difesa del Bene Comune e nella promozione dei diritti dei più deboli. Per questo appaiono ancora più vili le invettive a lui indirizzate, frutto purtroppo di una pseudo cultura razzista e neofascista che si va diffondendo nel corpo del paese.Auspicando che le autorità competenti possano al più presto individuare gli autori di questo atto, esprimiamo tutto il nostro affetto a Fabrizio con una esortazione a non lasciarsi intimidire e a proseguire nella sua attività a favore dei più deboli e degli oppressi”. [Il Coordinamento provinciale di Como di Sinistra Italiana].

Il segretario nazionale el Prc – Sinistra Europea Maurizio Acerbo conddanna duramente l’intimidazione fascista contro Baggi, dirigente del partito e infaticabile attivista per i Diritti umani. “Il nostro compagno Fabrizio Baggi della segreteria regionale lombarda di Rifondazione Comunista ha ricevuto tre lettere contenenti minacce che alleghiamo. Le lettere sono ovviamente anonime ma è evidente che provengono dall’estrema destra neofascista e razzista.
Fabrizio è un instancabile attivista antirazzista e antifascista impegnato nella Rete Como Senza Frontiere e nell’Osservatorio Democratico sulle nuove destre.
Fabrizio viene definito nelle missive “vomitevole maiale buonista” , il nostro ovviamente “partito di m” e gli immigrati “m. nere”. Le minacce sono esplicite: “vedi di non farti mai trovare davanti a noi che la tua faccia se non quella faccia da demente che ti ritrovi ti verrà cambiata a legnate”, “attento omuncolo che se ti becchiamo in giro ti linciamo”. Il repertorio è il consueto dell’estrema destra: Fabrizio è in buona compagnia con ong e Carola Rackete come bersaglio degli anonimi xenofobi.
Gli autori cercano di spacciarsi come voce del “99,9% degli italiani” nell’euforia che Salvini e Meloni hanno creato negli ambienti di estrema destra.
Si tratta di minacce da non sottovalutare vista la presenza e l’aggressività neofascista in Lombardia e nel comasco. L’aggressione da parte di quattro squadristi a un lavoratore migrante nel comune di Tremezzina di poche ore fa è solo l’ultimo episodio.
Massima solidarietà a Fabrizio da tutta Rifondazione Comunista. I parlamentari europei che la scorsa settimana hanno votato una vergognosa risoluzione che equipara comunismo e nazismo dovrebbero chiedere scusa a persone come Fabrizio che ogni giorno si espongono per difendere la democrazia e la convivenza civile nel nostro paese. Invitiamo tutte le forze democratiche e antifasciste alla massima vigilanza e le autorità competenti a individuare i responsabili”. [Maurizio Acerbo, segretario nazionale Rifondazione Comunista – Sinistra Europea]

Sbaglia chi crede che basti un governo democratico per risolvere i problemi che in Italia sono posti dall’eversione nera, violenta e fascista. Anche se oggi ministra dell’Interno non è più l’amico di Casa Pound e Forza nuova, la legittimazione dello squadrismo è stata criminalmente favorita nella società e gli esiti sono pericolosissimi. E’ il caso dell’inimidazione fascista contro il compagno Fabrizio Baggi, impegnato in Rifondazione comunista, nella rete Como senza frontiere, nell’Osservatorio democratico sulle nuove destre, socio della nostra associazione e compagno di tante lotte per i Diritti umani, che è stato oggetto di una serie di lettere minatorie che sono al vaglio degli inquirenti per perseguire i reati a esse connesse. L’intera Arci esprime la più convinta solidarietà a Fabrizio Baggi, colpito per colpire tutti noi. Grazie Fabrizio per il tuo impegno per i Diritti umani, con te riusciremo a Restare umani. [Gianpaolo Rosso, presidente Arci Como]

Amanda Cooney, attivista per i Diritti umani, ha intervistato Salifu il ragazzo vittima insieme a Yusupha di una campagna razzista a Como.
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Giustamente Stefano Fanetti, il consigliere comunale pd che il 22 sera in Consiglio comunale ha chiesto ragione della mancata concessione della residenza a “John” dopo la decisione del Tribunale di Como che impone al Comune di farlo, ha definito una porcata negare diritti e umiliare la legge. La risposta dell’assessore Pettignano in Consiglio è stata terribile: «Beh, se dobbiamo dargli la carta d’identità, gliela daremo».
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Il 24 aprile scorso un gruppetto di persone da Como è andato al Monginevro e Briançon sulle nuove rotte dei Migranti. Sabato 20 luglio viene riproposto lo stesso “giro” per mantenere i contatti con le realtà visitate (sarà possibile replicare anche sabato 3 agosto). Il programma può essere il seguente: partenza alle 6 dall’Oratorio Rebbio, in via Lissi a Como, arrivo a Oulx e visita alla accoglienza gestita dai giovani anarchici. Salendo verso Il Monginevro, sosta a Clavière dove ci sono stati problemi nell’accoglienza ai migranti. Salita al passo del Monginevro, con sosta al confine e seguente discesa a Briançon in Francia per incontrare realtà di accoglienza. Pranzo al sacco e ritorno a Como in serata. Per l’accoglienza di Oulx si possono portare zainetti, scarponcini e generi alimentari da lasciare. Per il trasporto il Ducato dell’Oratorio di Rebbio e la macchina di don Giusto sono disponibili. Info e prenotazioni comosenzafrontiere@gmail.com

“Caro podestà Alberto Airoldi, ti scrivo questa lettera aperta. Tu non hai potuto fare nulla per salvare la vita di Giancarlo Puecher, martire della nuova Italia, prima medaglia d’oro della Resistenza. Non hai potuto fare nulla perché se anche tu avessi voluto impedire quell’esecuzione non avresti potuto. Perché quello era un regime tirannico ed assassino. Matteotti aveva scoperto, tra le altre cose, che il duce intascava bustarelle dall’americana Sinclair Oil e per questo gli tapparono la bocca.
Tu appartenevi a quel regime, in pianta organica. Ora i nipotini tuoi belli vogliono dedicarti una via. Certo, nipotini felloni e smemorati che, prima, si dicevano Padani ed infatti hanno cambiato l’intitolazione di una piazza togliendo la parola «Roma» che al tuo duce piaceva tanto, ma davvero tanto. Pensa che sognava di rifare l’impero, niente meno! E tu eri d’accordo, se non lo fossi stato ti avrebbero messo a lavare i cessi oppure ti avrebbero confinato a Stromboli, chissà. Questi tuoi nipotini erbesi, già spregiatori del tricolore, adesso sono rinati, miracolo, ohibò, ultra italiani, e ti riesumano per farsi belli. Ma erano già brutti, oltre che bugiardi; adesso sono pure più feroci. In linea col nuovo duce, lo chiamano «capitano», hanno cambiato linea. La piazza Padania meglio chiamarla Puttania, sarebbe il suo vero nome, data la facilità con la quale hanno rinnegato la camicia verde con quella nera o azzurra – ma è lo stesso. Adesso vogliono dedicarti una bella via, con una tua nipote in testa, già.
Caro podestà, dicono che, dopo, passato il regime dove ti sei adoperato anche contro gli ebrei andando oltre i già mostruosi ordini fascisti [vedi Enzo Marelli su La provincia], sei stato bravo e buono e che ti sei occupato di letteratura e tradizioni. Ma che bravo, ma che buono! Già, ma per il 1943, alla data 23 dicembre, cosa avresti mai scritto? Nulla. Oppure «È stato giustiziato un bandito ribelle, gli abbiamo messo in corpo la dose di piombo che si meritava?». Giancarlo Puecher, antifascista, era cattolico e praticante. Prima di morire ha invocato la Madonna, ha voluto pregare e ha pregato anche per gli individui in camicia nera che gli hanno sparato «eseguendo gli ordini». Ha invocato la Madonna, sì, quella che si prega col Rosario che piace tanto a Salvietta. Ma forse non è la stessa Madonna. Ci deve essere pure una madonna del fascio, lui pregherà quella.
Tu, caro podestà, nel tuo tanto scrivere, ti sei mai pentito di quell’assassinio? Allora, non te la prenderai se qualcuno, di notte, imbratterà di sterco la targhetta col tuo nome e ci scriverà «Assassino e complice della morte di Giancarlo Puecher». In fondo, tu sei morto nel tuo letto, mica come il padre di Puecher, morto di stenti in campo di sterminio nazista, colpevole di condividere, anche come padre, gli ideali del figlio.
Tu, caro podestà, avevi diritto ad essere dimenticato. Pare che così non vogliano.
Tu avresti approvato se qualcuno – lo stato, il tuo stato fascista – avesse sparato nella schiena come traditore della patria a chi avesse tentato non dico una secessione ma avesse anche solo messo il tricolore italico nel cesso.
Noi ci rivendichiamo eredi morali di un’altra Italia, quella democratica nata dal sangue di uomini come Giancarlo Puecher e suo padre, assassinati innocenti.
Noi non possiamo e non dobbiamo dimenticare”. [Teodoro Margarita]

Nella serata di lunedì 1 luglio alcune centinaia di persone hanno dato vita a un presidio in solidarietà a Carola Rackete, capitana della Sea Watch 3 approdata, per permettere ai migranti salvati di essere finalmente assistiti, a Lampedusa sabato 29 giugno e, ora sotto processo per resistenza, favoreggiamento e tentato naufragio doloso.
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Il 24 giugno Jacopo Mascheroni riceverà, con tutta probabilità, la sentenza riguardo la violazione di foglio di via da lui commessa alla Marcia della pace del 2017. Jacopo, che ha ricevuto la misura preventiva a seguito dei fatti della stazione san Giovanni di Como, ha deciso di creare due momenti, Difendi la solidarietà – Atto I e Atto II, per esorcizzare lo spettro della colpevolizzazione degli innocenti e per rivendicare il reato di solidarietà.
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