25 aprile

Arciwebtv/ 25 ore per il 25 aprile

Dalle 15 del 21 aprile anteprima delle 25 ore per il 25 aprile. Vi aspettiamo sabato su www.arcicomo.it per una maratona di contributi, musica, testimonianze e tanto altro per trascorrere insieme il settantacinquesimo anniversario della Liberazione.

Gli altri programmi del 21 aprile.

La programmazione completa di Arci Como WebTV.

Festa della Liberazione/ Campo solare rinasce

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Mercoledì 25 aprile a Campo solare si sono celebrate la Liberazione e la Costituzione, in un luogo che è oggi, grazie alle associazioni che se ne sono prese cura, un simbolo di libertà e Resistenza per Cantù e non solo.

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Viva l’Italia liberata

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La celebrazione ufficiale della giornata del 25 aprile segna quest’anno una fase particolarmente delicata per la memoria e l’impegno civile del paese. Questa Festa della Liberazione segue di pochi mesi il grave episodio dell’irruzione neofascista alla riunione della rete Como senza frontiere (28 novembre 2017) e l’attacco razzista a Macerata (9 febbraio di quest’anno), casi tutt’altro che isolati di nazionalismo liberticida e xenofobo. In Italia come in Europa, episodi analoghi si stanno verificando con sempre maggior frequenza, facendo leva su un discorso politico-mediatico sempre più indulgente nei loro confronti (e sempre meno in quello degli oppressi), sempre meno disposto a operare distinzioni critiche tra custodi e distruttori dei diritti e delle libertà oggi sanciti dalla Costituzione italiana, che è di per sé l’eredità della Resistenza partigiana e dei valori a cui essa si era ispirata. (altro…)

Arci nazionale/ Libertà e democrazia sono conquiste da difendere ogni giorno

ArciPiù di cento le iniziative organizzate in tutta Italia dall’Arci per il 25 aprile. Di seguito il comunicato stampa emanato dalla Presidenza nazionale dell’Arci in occasione della Festa della Liberazione. (altro…)

23 aprile/ Inaugurazione della mostra a fumetti su Pertini

Mostra su PertiniIn occasione della Festa della Liberazione, il circolo Sandro Pertini di Senna Comasco allestirà una mostra a fumetti sul presidente più amato dagli Italiani; l’inaugurazione sarà alle 10.30 di sabato 23 aprile al centro sociale di via Roma 46 a Senna e vedrà fra i partecipanti il Prefetto di Como Bruno Corda e l’Onorevole Renzo Pigni, segretario di Pertini.

La mostra sarà aperta dalle 9 alle 12 e dalle 15.30 alle 18 tutti i giorni fino al 30 aprile.

L’ultimo giorno della mostra alle 15.30 si terrà il dibattito “Dopo 20 ani di Seconda Repubblica: cosa direbbe Sandro Pertini?”

«In questo tormentato momento politico per il nostro Paese, abbiamo
percepito la necessità di allestire una mostra che insegnasse ai nostri giovani
cosa ha fatto Sandro Pertini per l’Italia, ripercorrendo le tappe fondamentali
della sua vita, dal carcere fascista alla Presidenza della Repubblica.
Pertini è stato un amante e un difensore della libertà, una persona
integerrima, innamorata delle Istituzioni: ha trasmesso questo suo amore a
migliaia di semplici donne e uomini ed è sempre rimasto un baluardo
inespugnabile di onestà. Talmente onesto da arrivare a scontrarsi anche
all’interno del suo stesso partito, il Partito Socialista, pur di difendere a spada
tratta moralità e correttezza.
In prima linea nella guerra di Liberazione dal nazifascismo, ha dato l’anima per
la nascita della Costituzione e della Repubblica.
Oggi, trascorsi più di 20 anni da Tangentopoli, la nuova classe politica non
solo non ha fatto tesoro degli insegnamenti e dei principi dei galantuomini
della Prima Repubblica, ma ha accentuato la crisi di onestà e morale,
contribuendo a diffondere la corruzione che, come in un Paese sudamericano,
imperversa in tutta Italia da Nord a Sud. Il dibattito che terremo il 30 Aprile alle
15.30 vuole proprio essere una occasione di confronto tra le politiche del
passato e quelle attuali.», il presidente del Circolo Sandro Pertini, Flaminio Vasile.

 

25 aprile/ Manifestazione a Dongo

25 aprile dongoPer il 25 aprile la sezione di Dongo dell’Anpi, in collaborazione con il Comune, organizza per la mattinata una manifestazione in piazza Paracchini in cui interverranno dalle 10 Mauro Robba, Sindaco di Dongo, e Wilma Conti, presidente di Anpi Dongo. Alla manifestazione seguirà una deposizione floreale sulla tomba dei Partigiani, mentre per il pomeriggio, alle 15.30 al Palazzo del Vescovo è previsto lo spettacolo teatrale «Lettere partigiane».

«Liberazione è un appuntamento annuale che fa incontrare la Storia con la vita di tutti i giorni, è un momento per riflettere e per ricordare. È una grande festa di democrazia, di libertà, di uguaglianza e partecipazione.»

Un settantesimo degno della Liberazione

Nonostante un po’ di pioggia, la celebrazione ufficiale del settantesimo 25 aprile si è svolta degnamente: con molta gente, ricordi appassionati e approfondimenti meditati, il doveroso omaggio al Monumento alla Resistenza Europea (finalmente riportato a una condizione adeguata alla sua importanza ideale, grazie anche alla collaborazione di molti enti e associazioni antifascisti), l’inaugurazione della targa commemorativa degli internati e degli “schiavi di Hitler” e soprattutto il ringraziamento alle persone che concretamente hanno operato per la Liberazione (tra le altre, oltre al comandante partigiano Mario Tonghini, che ha parlato dal palco, erano presenti, circondate dall’affetto della città, Ines Figini e Rosalinda Zariati).

Ecco alcune immagini della mattinata, a cominciare dalla cerimonia di Rebbio, in ricordo di Alfonso Lissi, per continuare con quella del Monumento alla Resistenza Europea di Como. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Rebbio: omaggio ad Alfonso Lissi.

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Como: la deposizione delle corone al Monumento alla Resistenza Europea.

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Como: l’inaugurazione della targa ai deportati e agli “schiavi di Hitler”.

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Mario Lucini, sindaco di Como.

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Giovanni Bianchi.

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Mario Tonghini, nome di battaglia “Stefano”.

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Ines Figini e Rosalinda Zariati.

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Valter Merazzi, Centro studi “Schiavi di Hitler”.

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Carlo Della Torre, deportato in Germania.

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In alta uniforme al Monumento alla Resistenza Europea.

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Al Monumento alla Resistenza Europea la festa della Liberazione

25 aprile a Como: qualche sottolineatura non rituale ha animato la celebrazione della Liberazione, senza polemiche e con una partecipazione forse un po’ superiore a quella dell’anno scorso.

Il discorso del sindaco è stato teso soprattutto a contestualizzare la lotta di liberazione, per fare comprendere come il riscatto dal regime fascista e dall’occupazione nazista abbia davvero “liberato” il Paese; Mario Lucini ha anche sottolineato l’importanza del lavoro di promozione della conoscenza di questo fondamentale periodo storico e, a questo proposito, non ha mancato di elogiare l’impegno dell’Anpi e dell’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta”; con un passaggio non scontato all’attualità ha poi ricordato l’importanza della manifestazione del “25 aprile pacifista” all’arena di Verona, collegando i valori della resistenza a quelli della pace.

Guglielmo Invernizzi, presidente provinciale dell’Anpi, ha approfondito nel suo discorso i temi più propriamente politici: non quindi solo un sentito omaggio alla Resistenza e alle persone che l’hanno animato (e l’apertura dell’intervento è stato dedicato al ruolo delle donne nella lotta di liberazione), ma anche uno sguardo tutt’altro che rituale sull’attualità. Ha rivendicato l’attualità della Resistenza contro chi, in nome di un malinteso aggiornamento dei termini, tende a metterne in secondo piano il ruolo (il riferimento è stato alle recenti vicende del museo di Dongo, dalla cui intitolazione è sparita proprio la Resistenza), ma con forza ancora maggiore ha richiamato l’attualità della Costituzione, soprattutto come baluardo contro i soprusi del potere (ricordando le tragiche vicende di Federico Aldrovandi, Giuseppe Uva e altri, morti per le violenze delle forze dell’ordine). Senza mezzi termini ha ricordato anche la contrarietà dell’Anpi verso i progetti di riforma del Senato e della legge elettorale, progetti che rischiano di tradursi in una diminuzione di democrazia e in un aggravamento della situazione sociale del paese.

La cerimonia si è poi conclusa, come sempre, con la deposizione delle corone al monumento alla Resistenza Europea. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

Il palco delle autorità durante l’inno nazionale.

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Mario Lucini, sindaco di Como.

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Guglielmo Invernizzi, presidente provinciale dell’Anpi.

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Le corone al Monumento alla Resistenza Europea:

a sinistra quella del Comune, a destra quella del prefetto; i fiori sono stati aggiunti da un bambino dopo la fine della cerimonia.

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Bandite nella Resistenza/ docu-film

banditeAllo spazio Gloria, la sera del 24 aprile, è stato proiettato il docu-film Bandite, diretto da Alessia Proietti e Giuditta Pellegrini nel 2009: un lavoro svolto da donne per parlare di donne. L’evento è stato organizzato e promosso da Anpi sez. Como, Arci, Arci Xanadù, ecoinformazioni, Istituto di storia contemporanea P.A.Perretta, Comitato soci Coop, Cgil, Libera, Emergency, Circolo Italia-Cuba. Spesso la storiografia e il senso comune hanno lasciato alla memoria l’immagine delle partigiane come staffette che non imbracciavano armi, ma fungevano da contatto e da approvvigionamento, per quel loro spirito materno che le caratterizzava. Le due registe, partendo da questo dato, hanno cercato di dar voce alle donne che hanno combattuto nelle formazioni partigiane dal 1943 al ’45. Per farlo, hanno raccolto la testimonianza di sei donne che, in diversi gruppi e in diverse regioni, hanno scelto di mettere a rischio la propria vita per quella che è stata, prima che una ragione politica, una scelta per la conquista della libertà per tutti. Sei donne che non avevano ancora diritto al voto, e per conquistarlo hanno dato prova di una concreta parità, con i loro compagni combattenti che spesso erano i primi a diffidare delle loro capacità. A queste testimonianze s’intervallano documenti che scorrono troppo veloci per essere letti, e gli interventi di tre storiche, che portano il loro contributo meta riflessivo e sociologico sul tema di genere nella Resistenza e nell’Italia fascista. Purtroppo, le protagoniste hanno parlato poco della loro storia personale, scegliendo di concentrarsi sui macro contesti, e di scivolare velocemente sulle azioni, quasi come fossero delle curiosità. Rimanendo in superficie, si corre il rischio di lasciare soddisfatto solo un pubblico che non è avvezzo al tema. Ma gli occhi s’illuminano quando si racconta di aver fatto saltare un ponte; quando il reggiseno si sgancia lasciando cadere la pistola nascosta; quando la fortuna permette di sfuggire ad uno stupro; quando si ricorda la differenza di uccidere con cuore di donna. Il pubblico eterogeneo, secondo gli organizzatori un centinaio, dimostra come il tema Resistenza e donne sia d’interesse, e meriti uno spazio, affinché le Bandite non vengano bandite. [Barbara Rizzi, ecoinformazioni]

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