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Bufera paratie/ Riunione Anac sospesa

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Non ci sarà l’incontro del sindaco di Como con l’Anac fissato per il 16 giugno. L’autorità di Cantone lo ha disdetto rimandando la questione a successivi sviluppi indicando che la decisione deriva dalle indagini della Procura ed è in relazione agli arresti e alle comunicazioni di garanzia da essa disposti.  (altro…)

Mostro paratie/ Un docente della Statale per Palazzo Cernezzi

facciatapalazzocernezziUn incarico al professor Guido Greco «per i profili giuridici della delibera Anac», mentre è stato avviato «il procedimento disciplinare nei confronti dei dirigenti coinvolti nell’inchiesta della Procura».

 

«La Giunta ha condiviso l’opportunità di affidare un incarico al professor Guido Greco, docente di diritto amministrativo all’Università statale di Milano, per assistere l’amministrazione nell’analisi dei profili giuridici legati alla delibera Anac – annuncia il Comune di Como –. A seguito del procedimento penale promosso dalla Procura di Como nei confronti di tre dirigenti comunali, nella giornata odierna, nel frattempo, è stato avviato il relativo procedimento disciplinare nei loro confronti e in conseguenza della complessità dell’accertamento dei fatti contestati, lo stesso procedimento è stato sospeso, a norma di legge, fino al termine di quello penale». [md, ecoinformazioni]

Paratie/ Finanza in Comune/ Una proposta

C’è appena stato il blitz della Guardia di Finanza lunedì 11 gennaio in Comune e in alcune abitazioni private, compresa quella dell’ex-sindaco Bruni. Vedremo cosa succede.

  1. Una cosa è certa: i due documenti dell’ANAC fugano ogni dubbio in merito al fatto che la giunta Lucini avrebbe dovuto scegliere ben altra opzione da quella fatta: avrebbe cioè subito dovuto chiamare il centro-destra a rispondere delle scelte fatte, su ogni piano; purtroppo, ha invece deciso di continuarne la politica, con conseguenze ad oggi insondabili sul piano giudiziario, ma disastrose sul piano politico.
    Colpisce, tuttavia, l’ostinazione di Lucini nel voler proseguire sulla via intrapresa, come se l’ANAC fosse una “parte politica” senza ruoli istituzionali precisi. Colpisce l’incapacità delle forze politiche che sorreggono la giunta, di comprendere la situazione e di elaborare una prospettiva politica.
  2. Tuttavia, non credo sia sbagliato separare le considerazioni politiche riguardanti il “caso paratie”, da considerazioni di carattere istituzionale. In altre parole, ora compito delle istituzioni, come di tutte le forze politiche cittadine (di maggioranza come di opposizione) e dei cittadini stessi, è quello di tentare di risolvere l’intricatissimo garbuglio “paratie”, separando quest’azione da quella più propriamente politica, che si traduce in un giudizio sull’operato della giunta Bruni e della giunta Lucini. La città ha un problema ed è giusto ed opportuno che essa tenti di risolverlo.
  1. Ebbene credo che la prima cosa da fare e da chiedere al governo cittadino (qualsivoglia evoluzione politica esso subirà nel prossimo futuro) è quella di avere un quadro chiaro delle alternative che si hanno in merito alle paratie.

Non è semplice offrire questo quadro, per diversi motivi.

Primo: il quadro deve essere composto anche alla luce dell’azione dispiegata dell’ANAC, che ha rimandato il problema alla Procura e alla Corte dei conti.

Secondo: il governo cittadino deve offrire tutte le informazioni riguardanti il caso paratie, cosa non semplice se si considera che il quadro deve contenere i possibili scenari futuri.

Terzo: devono essere vagliate tutte le opzioni possibili: compresa quella di abbandonare l’opera della paratie (molto probabilmente opera inutile), fatta salva una decorosa risestimazione del lungo lago.

Quarto: devo essere stimati i costi di tutte le alternative possibili, compresi i costi di un eventuale intervento del Tribunale e della Corte dei conti non solo in merito al progetto e alla varianti n.1 e n. 2, ma anche in merito alla variante n. 3, contestatissima (tanto che è stata questa variante a suscitare l’interessamento dell’ANAC), come l’intero progetto e le prime due varianti.

Quinto: devono essere spiegate in termini comprensibili ai non addetti ai lavori tutte le tecnicalità legali legate al tema degli appalti pubblici.

Sesto: non è facile offrire questo quadro perché la giunta in carica ha reagito emotivamente all’azione dell’ANAC, vuoi ribadendo intempestivamente “noi andiamo avanti” – e dove, di grazia? -, vuoi ponendo la questione in termini meramente d’appartenenza “di gruppo”: se sei con la giunta, allora devi dargli fideisticamente fiducia (addirittura alcuni supporter guardano al sindaco come se fosse una sorta di monarca-papa da seguire ciecamente); conta la fedeltà invece che la lealtà; ogni critica, ogni posizione diversa da quella dominante viene considerata un intralcio, un’offesa personale.
Settimo: non è facile avere questo quadro perché le forze politiche del centro-destra non hanno alcun interesse a farlo. Non rimane che da contare su quelle forze politiche oggi presenti in Consiglio comunale che NON sono state compromesse con il “caso paratie”: ma sono deboli.

Avere questo quadro, sintetizzabile in un documento molto snello e riassuntivo (e dio non voglia che si fornisca una serie di “slides da conferenza”, del tutto inutili), sarebbe già un passo avanti enorme. Per due motivi: perché solo grazie all’ANAC la città ha avuto un quadro della situazione passata, mentre compito dell’aministrazione in carica è anche quello di stimare il quadro futuro; perché, come dimostra l’azione dell’ANAC, l’amministrazione nonaveva affatto fatto questo quadro, nemmeno come strumento di lavoro (né ad uso proprio, néad uso del Consiglio comunale). Non saremmo arrivati a questo punto, altrimenti.

E’ da questo quadro che si può partire per capire gli spazi di manovra esistenti. E’ da qui che si può ripartire per aprire un dibattito sulle alternative possibili. E’ da qui che si può partire per compiere delle scelte razionali [Luca Michelini per ecoinformazioni]

Luca Michelini/ La crisi della giunta Lucini

NOparatieLuca Michelini ritorna, all’indomani della Delibera dell’Anac, sull’analisi della vicenda paratie sottolineando la crisi del centrosinistra comasco e quanto sarebbe stato giusto e opportuno evitare di dare continuità alle scelte sbagliate delle amministrazioni di centrodestra che hanno preceduto la giunta Lucini. Leggi  nel seguito del post l’opinione di Luca Michelini che ripropone anche la sua analisi  (già pubblicata anche su ecoinformazioni nell’agosto del 2015). (altro…)

Paratie/ Il mostro del centrodestra contro Lucini

confstampa paratieMario Lucini fa il sindaco: affronta le 64 pagine della delibera n.1 dell’Anac relativa alle paratie con il piglio di chi non ci sta a essere il capro espiatorio di colpe che non ha e non è disponibile a gettare la spugna. Non abbandona il suo aplomb istituzionale e non dice, come sarebbe giusto, che il pasticcio, il bubbone, è uno dei frutti velenosi lasciatigli in eredità dalle giunte di centrodestra; neppure nomina Bruni, l’artefice di quell’insensato faraonico progetto  che, sottraendo denaro al risanamento idrogeologico deciso dalla legge Valtellina, ha regalato a Como spese enormi, un cantiere infinito e la necessità di occuparsi della gestione di un affare per qualcuno, ma  un disastro per la città.

Questo è il suo stile. Purtroppo. (altro…)

Lungolago, la risposta all’Anac

lungolago paratie Piazza_Cavour_dallxaltoPalazzo Cernezzi ha risposto venerdì 4 dicembre alle nuove richieste dell’anticorruzione sul cantiere per le paratie.

 

«Le domande riguardavano sostanzialmente due aspetti: un eventuale conflitto di interessi in capo all’ingegner Pietro Gilardoni, dirigente del settore Strade e direttore del cantiere delle paratie e le cause dei cedimenti e del fenomeno della subsidenza che hanno interessato l’area dei lavori e in particolare le modalità di realizzazione della vasca B. Per quanto riguarda il conflitto di interessi, la risposta riguarda da un lato l’ipotesi di inconferibilità dell’incarico dirigenziale e dall’altro l’ipotesi di incompatibilità dell’incarico di direttore dei lavori – ricorda l’amministrazione comunale comasca –. Il Comune di Como ha rappresentato ad Anac i risultati dell’istruttoria condotta a suo tempo prima dell’assegnazione degli incarichi all’ingegner Gilardoni, istruttoria riconfermata nel 2014 con la risposta a due interrogazioni consiliari. A seguito dell’ultima nota inviata da Anac, l’argomento è stato nuovamente sottoposto ad istruttoria da parte della segreteria generale e dell’avvocatura comunale che hanno riscontrato l’esattezza delle valutazioni a suo tempo espresse. In particolare, rispetto all’ipotizzata incompatibilità, il Comune ha rappresentato i seguenti aspetti: l’attività professionale svolta riguardava la verifica dello stato di consistenza dei fabbricati di proprietà privata di fronte al lungolago; tale verifica era estranea ai lavori oggetto di appalto; tale verifica iniziava nel giugno 2007, prima dell’avvio del cantiere (partito nel gennaio 2008); la sovrapposizione temporale tra i lavori in corso e le verifiche di Gilardoni ha riguardato il fronte ovest, sul fronte opposto all’area di avvio del cantiere; i pagamenti delle prestazioni, posto che la verifica si esauriva nel settembre 2008 e che l’attività si era conclusa nel dicembre 2008 con la consegna degli ultimi elaborati sottoscritti dalle parti, sono avvenuti in tempi diversi, con un saldo finale datato 14 luglio 2010; l’incarico era stato conferito da Sacaim Cementi Armati ing. Mantelli (la società è stata poi acquisita dalla Sacaim spa, la cui compagine sociale e i cui organi amministrativi sono costituiti da persone fisiche diverse dal socio unico precedente)».

«Sulla base di questi elementi – ribadisce quindi la nota sul direttore ai lavori – non emerge, pertanto, alcun conflitto di interessi né sotto il profilo temporale (Gilardoni è stato nominato dirigente il 29 luglio del 2013 e il 5 agosto direttore dei lavori; le disposizioni giuridiche attuali per scongiurare possibili conflitti di interesse fanno riferimento ad archi temporali di tre anni), né sotto il profilo oggettivo (l’attività libero-professionale svolta era estranea ai lavori oggetto di appalto) né sotto il profilo soggettivo (non c’è identità giuridica tra il committente che aveva conferito l’incarico e l’impresa esecutrice dei lavori all’atto della nomina a dirigente/direttore dei lavori). Per quanto riguarda, gli incarichi del Comune all’ingegner Gilardoni nel 2012 e relativi al collaudo statico dei lavori di ampliamento dl cimitero di Monte Olimpino e alla verifica di idoneità statica della copertura della tribuna d’onore dello stadio, non determinano alcuna condizione di inconferibilità (così come prevista dall’articolo 4 del Decreto Legislativo N.39/2013). Per espressa dicitura di legge per incarichi si intende la carica di presidente, amministratore delegato, posizione di dirigente, svolgimento di attività stabile di consulente. La dirigenza assunta, infine, non si riferisce ai settori per i quali Gilardoni aveva svolto la propria attività professionale ed è quindi esclusa la possibilità che si potesse trovare ad assumere provvedimenti o decisioni negli ambiti in cui aveva impersonato un ruolo contrapposto».

«Per quanto riguarda le lavorazioni di realizzazione della vasca B, la risposta evidenzia tre aspetti, così sintetizzabili – prosegue lo scritto –: non è mai stato escluso che le modalità esecutive possano aver contribuito a provocare i movimenti verticali del suolo registrati; non corrisponde al vero che il progetto originario prevedeva il getto in acqua del solettone di fondo e l’isolamento idraulico della falda di monte; i cedimenti rilevatisi nelle adiacenze della vasca B non hanno avuto incidenza sui contenuti della terza perizia di variante e non sono stati oggetto di contestazione da parte del Comune nei confronti dei progettisti. I contenuti della terza perizia di variante sono stati definiti in base ai risultati della campagna geognostica eseguita durante la redazione dello studio di fattibilità e della stessa perizia, a seguito dei cedimenti verificatisi al contorno della vasca B. Tali cedimenti, emersi dal monitoraggio in fase esecutiva e ulteriormente evidenziati dalle rilevazioni topografiche e satellitari eseguite nell’ambito degli approfondimenti eseguiti dagli atenei comaschi a partire dal 2012, hanno suscitato preoccupazione per il prosieguo delle opere e in particolare rispetto al più delicato contesto dove deve essere realizzata la vasca A, tenuto conto della sua maggiore vicinanza ai fabbricati che si affacciano sul lungolago (ndr, edificio dell’ex bar Monti)». [md, ecoinformazioni]

Paratie: L’Anac fa altre domande al Comune di Como

lungolago paratie Piazza_Cavour_dallxaltoUna nuova richiesta di chiarimenti sul procedimento del Lungolago.

 

«Si tratta della prima comunicazione formale ricevuta a Palazzo Cernezzi, dopo l’invio della nota dello scorso 5 ottobre, in cui l’Ente si conformava alle indicazioni poste dall’Anac – annuncia una nota dell’Amministrazione comunale comasca –. Le domande riguardano: 1) l’eventuale incompatibilità tra la direzione lavori e l’attività svolta da parte dell’Ing. Pietro Gilardoni, nel periodo precedente il suo incarico pubblico, quando operava in qualità di libero professionista; 2) le modalità esecutive della vasca già realizzata [la B]. L’Amministrazione sta elaborando la risposta, che dovrà essere inviata entro 10 giorni».

«Mi aspettavo una risposta non altre domande, alcune mi hanno sorpreso» ha affermato il sindaco di Como Mario Lucini nelle preliminari al Consiglio comunale di lunedì 30 novembre. [md, ecoinformazioni]

Relazione Anac

lungolago comoLucini afferma: «Non mi interessano le medaglie politiche e poco mi interessa tutelare la mia immagine di sindaco. Ho la responsabilità di risolvere il problema e non di buttare a mare tutto quanto». Il Comune ha 40 giorni per le controdeduzioni.

«Il primo dato consolidato è che nel 2012 non si poteva girare la chiave e far ripartire i lavori. Il progetto aveva delle lacune e dal punto di vista tecnico la strada da noi intrapresa è giusta tant’è che è confermata la fondatezza, correttezza e necessità dei contenuti tecnici da noi apportati» dichiara il sindaco di Como Mario Lucini dopo l’arrivo della relazione dell’Anac a conclusione dell’attività istruttoria sul cantiere del lungolago. Un documento che, ammette Palazzo Cernezzi: «Muove rilievi critici sulla progettazione originaria e sulle conseguenti soluzioni giuridico-amministrative prospettate dalla perizia di variante».

«Politicamente sarebbe stato forse più facile azzerare tutto e ripartire da zero ma nell’interesse della città non sarebbe stata la scelta giusta. Azzerare tutto avrebbe, infatti, comportato un aumento di costi e tempi. A parità di scelte, legittime, era ed è nell’interesse pubblico individuare un percorso per proseguire – prosegue Lucini –. Con i “se” e i “ma” è sempre facile fare tutto. Il lungolago è il mio primo pensiero, ogni giorno e quello che ho messo davanti a tutto è sempre stato l’interesse collettivo e pubblico. Non mi scoraggia questo ulteriore scoglio. A me interessa risolvere la questione per la città; non mi interessano le medaglie politiche e poco mi interessa tutelare la mia immagine di sindaco. Ho la responsabilità di risolvere il problema e non di buttare a mare tutto quanto. Non sarei mai partito con questo cantiere ma sento la responsabilità di arrivare ad una soluzione».

Per questo è escluso l’azzeramento dei rapporti con la ditta appaltatrice: «Mandare a casa Sacaim voleva e vuol dire, bandire una nuova gara con prezzi tutti da aggiornare, aprire contenziosi con l’impresa ma anche con la Corte dei Conti e la stessa Anac».

Ora il Comune di Como può presentare istanza di audizione di fronte al Consiglio dell’Anac, con 40 giorni per la presentazione di controdeduzioni.

«La perizia di variante è stata inviata prima della sua approvazione e quindi ci sono i margini per correggere il provvedimento e legittimarlo» precisa il sindaco, che sottolinea come l’averla mandata prima dell’approvazione sia servito anche per rilevare eventuali criticità, normalmente all’Anac viene mandata a perizia approvata.

«Incontreremo a breve la Regione e insieme si valuterà il percorso giusto per arrivare ad approvare una perizia di variante legittima», infatti il primo cittadino comasco ha contatto il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni: «Ci siamo sentiti per telefono e abbiamo condiviso l’esigenza di continuare a lavorare per trovare una soluzione. Purtroppo raddrizzare una cosa storta è complicato, da noi, in Italia, ancora di più». [md, ecoinformazioni]

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