Antonio Russolillo

Donne resistenti/ Dalla Cuba post rivoluzionaria all’Italia partigiana

cubaDalla Cuba post rivoluzionaria all’Italia partigiana, passando per il Donbass e la linea del fronte curda. Situazioni e tempi molto diverse tra loro, ma accomunate da un dato importantissimo: il decisivo ruolo delle donne. Si è aperta così Donne resistenti, l’incontro organizzato dal circolo comasco di Italia Cuba presso il salone Bertolio di via Lissi, nella giornata di sabato 7 marzo, e ha ha visto tra i suoi ospiti Maria Giovanna Tamburello ed Inna Mashkarova, esponente del comitato Ucraina antifascista di Milano e del gruppo Global rights of peaceful people. Tra il pubblico anche l’assessore Marcello Iantorno e l’ex deputata Rosalba Benzoni.

Le due relatrici hanno quindi affrontato il tema del ruolo della donna in due momenti storici molto precisi, quali la Cuba negli anni successivi alla rivoluzione castrista e l’attuale est Ucraina. Maria Giovanna in particolare ha tratteggiato l’importanza della presenza femminile nel lungo processo di alfabetizzazione delle campagne caraibiche, una “guerra” dura e non meno pericolosa di quella armata, e che ha visto personalità come Vilma Espin in prima linea. La Espin, moglie di Raul Castro ed a cui è intitolato il gruppo cittadino dell’associazione, è stato a lungo presidente dell’organizzazione Donne di Cuba oltre che una figura importantissima nella rivoluzione del ‘59, in prima linea nel processo che ha portato l’isola ad avere un’altissima percentuale di donne laureate, attive nel campo della sanità e dell’insegnamento, oltre che una presenza oggi maggioritaria nel parlamento di L’Avana.

Molto diverse le coordinate geostoriche dell’intervento della Mashkarova, nativa di Sloviansk, a pochi chilometri da quella Donetsk teatro dei più terribili scontri nell’attuale conflitto ucraino. Inna ha infatti parlato della disastrata situazione della sua terra d’origine, stretta tra l’”operazione antiterrorismo” del nuovo governo di Kiev e condizioni di vita sempre più difficili, verso cui i continui sforzi delle diverse associazioni di aiuto e dei comitati sorti anche nel nostro Paese svolgono un ruolo importante nel portare aiuti, nonostante le crescenti difficoltà date da una situazione internazionale estremamente difficile e non semplice. A riprova delle sue parole l’attivista di origine russa ha mostrato al pubblico una serie d’immagini e video dalle principali città del Donbass, vittime negli ultimi tempi di ingenti bombardamenti da parte delle forze regolari del presidente Poroshenko.

Due testimonianze estremamente vivide, a cui ha fatto seguito un contributo scritto della storica dell’istituto Peretta Patrizia Di Giuseppe, assente dall’incontro per motivi di salute, che ha richiamato il ruolo di partigiane come Carla Capponi e Giuliana Gadola Beltrami. A questo ha fatto seguito la proiezione del documentario “Le donne nella resistenza curda”, sugli sforzi del battaglione denominato YPG nel contrastare nel nord Kurdistan l’avanzata dell’Isis, altra ed incredibile prova della forza dell’”altra metà del cielo” in uno dei contesti attuali più drammatici.

Un incontro sentito quindi, alla vigilia della simbolica data dell’8 marzo, “ricordata” dalle mimose lasciate sul banco delle relatrici. Quest’ultime hanno voluto fare in chiusura un augurio per una festa delle donne di pace, vedendo molti dei contesti che hanno descritto, e che possa far valere il suo messaggio originario, visto le perversioni “pop” che ne  hanno caratterizzato gli ultimi anni. [Luca Frosini, ecoinformazioni, foto Italia Cuba Como]

Aumento tasse frontalieri, una decisione infausta

FRONTALIERI ALTRILo afferma in un comunicato l’Unione sindacale svizzera (Uss): «Non risolve nessuno dei problemi del mercato del lavoro»

A partire dal 1° gennaio 2015, il moltiplicatore comunale per il calcolo delle imposte alla fonte dei frontalieri
che rientrano quotidianamente al loro domicilio aumenterà dal 78% al 100%.
«Una decisione – afferma l’Uss –  che purtroppo riflette il clima di profonda ostilità nei confronti dei frontalieri da mesi fomentato dalle destre populiste e xenofobe». Il Comitato cantonale  stigmatizza questo clima di ostilità «e di squallido populismo a cui è da ricondurre la decisione di aumentare le imposte dei frontalieri. Una decisione che non risolverà nessuno  dei gravi problemi che investono oggi il nostro mercato del lavoro, anzi! La decisione del parlamento risulta inoltre iniqua in quanto tratta in modo diverso i frontalieri rispetto ad un’altra categoria di stranieri presenti nel nostro paese, i cosiddetti globalismi ai quali vengono generosamente e ingiustamente concessi i forfait fiscali. A taluni, ai facoltosi milionari si elargiscono regali, ai salariati già in difficoltà si diminuisce invece il potere di acquisto. Ma questa è la logica che le destre ed il padronato sono riusciti ad imporre in questi anni nei quali si approfondiscono di anno in anno le
diseguaglianze sociali. Il Comitato cantonale e le Federazioni sindacali valuteranno quindi come opporsi a questa decisione considerando anche l’ipotesi di un ricorso al Tribunale federale. I delegati riuniti a Bellinzona hanno nuovamente ribadito che la via per contrastare le distorsioni nel mercato del lavoro passa dal rafforzamento dei contratti, dall’ introduzione di minimi salariali che tutelino tutti i lavoratori dal dumping salariale e dal rafforzamento delle sanzioni nei confronti di quei datori di lavoro che sfruttano senza scrupoli i propri dipendenti. Datori di lavoro che, complice l’assenza di minimi salariali legali e dei contatti collettivi in tutta una serie di rami economici, stanno conducendo una politica salariale che sta trasformando il Ticino in una sorta di zona franca nella quale si sta sviluppando un’economia parallela con salari da fame. Non si risolvono certamente queste problematiche peggiorando le condizioni dei lavoratori». [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

17-18 maggio/ Mauthausen: il viaggio per la memoria

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Nel settantesimo anniversario dagli scioperi del marzo 1944, la cui brutale repressione portò nel nostro territorio all’arresto e alla deportazione di molti comaschi, lavoratori della Ticosa e della Castagna, Italia Cuba, Anpi Como, Arci Como, Cgil, Cisl, Uil, Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta, Comitato soci Coop, Emergency e Libera organizzano, nel weekend del 17 e 18 maggio, un viaggio al Campo di Concentramento di Mauthausen, per onorare la memoria dei tanti caduti in quel luogo di orrore.

Il viaggio, che vedrà la partecipazione di una classe quinta del liceo Carlo Porta di Erba, è stato reso possibile, insieme agli sforzi di Antonio Russolillo e degli altri promotori, grazie anche ai contributi di numerosi soggetti, come Cgil, Cisl e Uil, che hanno messo a disposizione uno dei due pullman, il Comune di Como e la Coop Lombardia, donatori di 500 euro a testa per finanziare l’esperienza e abbattere i costi del viaggio.Partenza quindi, per gli oltre 100 partecipanti, da Rebbio sabato 17 nella mattinata, con pernottamento nella città austriaca di Linz e visita al campo il giorno dopo, con il rientro previsto per la mezzanotte. Presto on line su ecoinformazioni il resoconto del viaggio del nostro inviato Luca Frosini.

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