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Cave/ Stralciata Cermenate

cava molera camerlataSoddisfatto il Pd per Gaffuri: «Ascoltato il territorio, ma serve una nuova legge».

 

«Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato oggi, martedì 28 ottobre 2014, il nuovo piano cave della provincia di Como» spiega il Partito democratico lombardo. Per la provincia di Como, eliminato l’intervento su Cermenate, si tratta di: «Ate g1 – Comuni di Cucciago e Vertemate con Minoprio – mc. 2.800.000; Ate g2 – Comune di Villa Guardia – mc. 100.000; Ate g13 – Comune di Bulgarograsso – mc. 760.000. Per un totale di 3.660.000 mc.»

«Oggi si è arrivati al termine di un iter decennale, dopo aver ottenuto il consenso sia del territorio che degli enti locali interessati – dichiara Luca Gaffuri, consigliere regionale Pd –. In particolare, per quanto riguarda l’Ate G8, la cava di Cermenate, inserita in un’area di pregio, agricola, nel verde delle colline, non è stata accolta la richiesta di inserimento. Questa e prima ancora altre cave sono state stralciate, poiché considerate non compatibili. Quindi, il piano ora rispetta sia le esigenze della cavazione, sia del territorio».

«Come Consiglio regionale dobbiamo arrivare a una nuova legge sulle cave con una nuova visione, più adeguata ai tempi e alle sensibilità territoriali – ha aggiunto Gaffuri –. Deve essere un obiettivo non solo del mandato, ma della prima parte della legislatura. Se, cioè, questo strumento andava approvato come atto dovuto per l’iter tortuoso e lungo che ha percorso e per non lasciare nell’indeterminatezza un’intera provincia, spero proprio che sia l’ultimo piano che passa con questa legge e che la prossima dia risposte a domande ormai cambiate rispetto al passato».

«Grazie all’operato degli enti locali, sollecitati dai rispettivi rappresentanti delle forze di maggioranza e di minoranza, è prevalsa la volontà di non andare a danneggiare in modo permanente un’area nelle cui vicinanze deve passare il corridoio ecologico – afferma Aurora Longo, consigliera comunale di Cermenate bene comune –. In questo modo si tutela soprattutto il diritto alla salute, non solo degli abitanti che risiedono in prossimità del luogo dove doveva sorgere la cava, ma dell’intera collettività». [md, ecoinformazioni]

Circolo Ambiente Ilaria Alpi: «No alla cava sul Monte Cornizzolo!»

Il Circolo Ambiente Ilaria Alpi ribadisce la netta opposizione all’escavazione sul Monte Cornizzolo e all’incenerimento dei rifiuti nei forni del cementificio di Merone, in seguito alla nuova richiesta da parte del cementificio Holcim di Merone. (altro…)

Nessuna nuova cava nel comasco

Ad eccezione delle ipotesi mozzatesi nel documento di indirizzo elaborato dalla Commissione ambiente provinciale. La delibera sarà approvata mercoledì prossimo dalla Commissione per poi affrontare il suo lungo iter.

Non è ancora stata approvata dalla Commissione ambiente la delibera d’indirizzo sul Piano Cave, ma la prima bozza del documento è stata resa pubblica ieri per volontà del presidente di commissione Giancarlo Galli.
Una prima nota riguarda il metodo utilizzato dalla Commissione per redigere il documento: a differenza della proposta dell’assessore all’ecologia Francesco Cattaneo, che spingeva per un rapido svolgimento dell’iter sotto la minaccia del commissariamento regionale, i componenti della Commissione hanno scelto di procedere per consultazioni preventive, raccogliendo i pareri delle associazioni di categoria e dei sindaci interessati.
Proprio su indicazione di questi ultimi si è preferito escludere le ipotesi di apertura di nuove cave, ventilata nei mesi passati sulla stampa. Niente ruspe quindi a Cermenate, Asso e Fino Mornasco, per citare tre dei molti siti precedentemente individuati. Dovrebbe invece prendere corpo l’ipotesi di apertura di una cava a Mozzate, per cui il sindaco ha espresso parere favorevole, nonostante il protocollo firmato alcuni anni fa tra l’amministrazione mozzatese e quella provinciale che impediva grossi interventi nel Comune della bassa già afflitto dalla più grande discarica comasca e dal passaggio della Pedemontana. Dalla realizzazione della nuova bretella stradale saranno ricavati 2 milioni di metri cubi di materiali su 15 milioni previsti, i rimanenti saranno recuperati principalmente dallo sfruttamento, fino ad esaurimento, delle cave esistenti.
Quindi perché il documento non è stato approvato? Risponde Giancarlo Galli: «Il rinvio dell’approvazione definitiva deriva dalla necessità di un’ulteriore verifica per i siti di Cucciago e Locate Varesino. In ogni caso l’iter dovrebbe concludersi mercoledì prossimo dopo aver sentito gli amministratori locali».
«Per la discarica di Locate il sindaco ha detto “ni” – spiega Renato Tettamanti (Prc) – Avendo scelto un metodo di lavoro basato sul consenso delle amministrazioni locali, dobbiamo capire le intenzioni del primo cittadino locatese».
Ben diversa la situazione per la cava di Cucciago, per cui l’amministrazione locale ha più volte deliberato la chiusura. L’impianto è attivo da ormai 30 anni e la commissione ritiene irrealizzabile l’ipotesi di ampliamento per aumentare di 2-3 milioni di metri cubi l’escavazione, almeno finché non venga realizzata la variante alla provinciale 27.
L’amministrazione di Cucciago ha proposto un tetto massimo di 400 mila metri cubi, ma Paola Sala (Fi), consigliere provinciale eletta a Cantù, e con lei il gruppo di Forza Italia, non hanno votato la proposta a causa delle implicazioni viabilistiche e ambientali che incidono direttamente sulla città del pizzo. Si attende quindi una nuova consultazione dei comuni del canturino per una proposta definitiva.
L’obiettivo dichiarato è di portare il documento di indirizzo in Consiglio provinciale entro fine luglio. Ricevuto il via libera consiliare, gli uffici provinciali redigeranno la Vas, strumento molto importante dato il forte impatto ambientale caratteristico del Piano. Se tutto dovesse procedere secondo i progetti, il Piano cave verrebbe sottoposto all’esame del Consiglio entro fine anno. [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

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