Celeste Grossi

A Palazzo Cernezzi: liberare Gabriele Del Grande!

La dichiarazione preliminare su Gabriele Del Grande,  svolta nel Consiglio comunale di Como del 20 aprile da Celeste Grossi. «Chiediamo al sindaco e al presidente del Consiglio di far sentire forte la voce solidale della nostra città, Messaggera di Pace, e di adoperarsi urgentemente presso il nostro ministero degli Esteri per chiedere che Del Grande venga immediatamente rilasciato e rimpatriato. (altro…)

Celeste Grossi: la sinistra è bella, la sinistra è forte, la sinistra è necessaria

Presentazione giovedì 6 aprile nel parco della Stazione San Giovanni di Como avanti alle Mani, simbolo dell’azione per i diritti dei migranti della Bella Como, della candidata sindaca, delle candidate e dei candidati  de La prossima Como. Guarda  sul canale di ecoinformazioni tutti i video dell’iniziativa.  (altro…)

La prossima Como/ A sinistra con Celeste Grossi

La pacifista Celeste Grossi, consigliera comunale uscente di Paco-Sel, è la candidata sindaca de La prossima Como. La decisione è stata presa unanimemente nell’assemblea del 4 aprile dalle persone impegnate nel progetto che ha unito le sinistre, l’ambientalismo e una parte significativa dell’attivismo sociale  e culturale della città. 

Lucia Cassina e Como contro le deportazioni a Palazzo Cernezzi

 All’inizio del Consiglio comunale di Como del 9 marzo,  Luigi Nessi  ha rivendicato l’importanza della controinformazione svolta il 4 e 5 marzo in città contro le deportazioni dei migranti e Celeste Grossi ha evidenziato l’importanza civile delle iniziative dell’8 marzo  a Como dedicate a Lucia Cassina e  denunciato l’ulteriore oscuramento alla città e cono d’ombra per i diritti del campo governativo sotto il quale non viene permesso il passaggio di persone che manifestano per i diritti umani e contro la violenza.

Leggi la dichiarazione di Luigi Nessi.

Leggi la dichiarazione di Celeste Grossi.

La prossima Como: non per le elezioni ma per la democrazia

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Prima presentazione “alla stampa” di La prossima Como e la prima cosa che Marco Lorenzini tiene a sottolineare è che questa rete di soggetti politici non è nata per le elezioni, ma in seguito a un percorso che, radicato in molti fronti di impegno, generali e locali (per la pubblicità dell’acqua, per la Cittadella della salute a Como, contro il Ttip, per la Costituzione, nella rete Como senza frontiere ecc.), si è espresso negli ultimi mesi in uno sforzo di approfondimento delle realtà e dei problemi della città e del territorio.

Ci sono due priorità, secondo Lorenzini: un problema di democrazia e un’esigenza di ridistribuzione dei saperi e delle possibilità (anche economiche). Quindi La prossima Como non si pone la questione di un’eventuale gestione del potere, bensì quella di contribuire alla capacità di generare trasformazioni collettive. I nodi politici si concentrano nella valutazione critica dell’esperienza del centrosinistra («una stagione finita») e nella considerazione dell’attuale giunta Lucini (per la quale è inevitabile una «valutazione critica ponderata»). Di qui una rivendicazione di “discontinuità” a fronte delle citate esigenze di “redistribuzione”, il che significa non tanto semplicemente forme di assistenza, ma piuttosto la promozione di partecipazione e di cambiamento.

La rete non è quindi una somma di sigle politiche, ma un terreno comune su cui provare a costruire qualcosa di profondamente nuovo, e anche qualcosa di autenticamente unitario («Como è uno dei pochi luoghi in cui si sta cercando di aprire percorsi unitari» ha rimarcato Marco Lorenzini).

Su questi concetti è tornato anche Fabrizio Baggi, che ha sottolineato l’importanza del prossimo incontro di sabato 4 marzo, dalle 9.30 nella Sala Stemmi del Municipio di Como, in cui nuovi contributi di conoscenza e approfondimento saranno presentati e in cui verrà anche resa pubblica la Carta dei valori da sottoscrivere da parte di chi vorrà partecipare al percorso.

Gli attuali consiglieri comunali di Paco-Sel, Luigino Nessi e Celeste Grossi, hanno sottolineato il legame tra l’esperienza in corso e quella prossima. Luigino Nessi ha ricordato il grande lavoro di inclusione fatto in questi anni, a favore degli strati più deboli della popolazione; Celeste Grossi ha parlato di futuro e di speranze, senza negare i problemi con questa giunta («Paco-Sel è stata nella maggioranza in modo leale ma senza soggezione  e in alcuni casi votando contro), ma proponendo soprattutto l’esigenza di mettere a punto scelte utili e praticabili, che coinvolgano la cittadinanza in modo attivo e ricordando come anche in Italia non sia più tempo di candidature alla Clinton quanto piuttosto alla Sanders.

Nonostante l’insistenza dei giornalisti presenti, non è stato fatto nessun nome di possibili candidati o candidate, né per il sindaco né per il consiglio. È stato invece proposto un ribaltamento del metodo (o meglio: un riassestamento della logica): prima i programmi e poi i nomi. Sperando che la città capisca… [Fabio Cani, ecoinformazioni]

Il prossimo appuntamento de La prossima Como è sabato 4 marzo dalle 9,30 nella Sala Stemmi del Comune di  Como.

 

Già on line sul canale di ecoinformazioni anche tutti gli altri video della presentazione alla stampa de La prossima Como.

Como Comune/ Paco-Sel denuncia violazioni dei diritti dei migranti

manomigranteAl Consiglio comunale di Como del 20 febbraio, Celeste Grossi (Paco-Sel), con una dichiarazione preliminare, ha denunciato le violazioni dei diritti umani in città a danno dei migranti ai quali non si riconosce dignità di persona e diritti pur sanciti anche dalla Costituzione italaiana. Con la preliminare Grossi chiede al sindaco Mario Lucini di   «verificare la situazione e, in assenza di provvedimenti positivi, di impegnarsi perché questa non diventi la risposta delle istituzioni alla necessità di accogliere molte più donne e uomini di quanti trovano posto nel Campo governativo di via Regina Teodolinda». (altro…)

Dal 14 febbraio/ Studenti senza frontiere: Agli occhi dell’altro

esher-candelabroSi aprirà martedì 14 febbraio al Chiostrino artificio, in piazzolo Terragni 4 a Como, dalle 14 il ciclo Agli occhi dell’altro, sei conferenze sul tema dell’immigrazione organizzate dagli Studenti senza frontiere. L’iniziativa focalizza l’attenzione sul fenomeno migratorio, dalle cause degli spostamenti alle risposte che la società europea dà ai migranti. Non mancherà, com’è inevitabile, un approfondimento sulla situazione che si è creata dall’estate 2016 a Como, ma le conferenze si pongono l’obbiettivo di trattare l’argomento in termini più ampi. (altro…)

8 gennaio/ Paco-Sel non vota

provincia_como_saporitiCeleste Grossi e Luigi Nessi non parteciperanno alle elezioni per il Consiglio provinciale di Como indette per l’8 gennaio. Si tratta di elezioni di secondo livello per le quali il diritto di voto è stato sottratto alla popolazione dal pasticcio della legge Delrio per riservarlo, con diverso peso a seconda delle dimensioni dei comuni, ai soli sindaci e consiglieri comunali. Si tratta di modalità già contestate  da altri consiglieri, oggi anche palesemente in contrasto con quanto scelto dal paese il 4 dicembre. (altro…)

Diritti umani/ Il dramma del 10 dicembre dentro e fuori il Campo governativo

8 COMOCOMUNECon una preliminare Celeste Grossi (Paco-Sel) ha ricordato al Consiglio comunale del 12 dicembre come l’impegno per dare valore alla Giornata mondiale dei diritti umani bisogna partire dall’azione nei territori e a Como proprio il 10 dicembre un ragazzo ha tentato il suicidio nel Campo governativo e all’esterno del Campo 74 migranti non hanno trovato altro che un’accoglienza fredda. Il tema è stato ripreso  da Luigi Nessi (Paco-Sel) che ha anche ricordato la fuga dalla guerra di interi popoli e ha chiesto l’impegno per la drammatica situazione di Aleppo e per la Pace in Siria del Coordinamento nazionale degli Enti locali per la Pace e i Diritti umani e ha chiesto a Mario Forlano, presidente del Coordinamento comasco per la Pace, di farsi portavoce dell’appello nel Convegno A piedi liberi del 17 e 18 dicembre allo Spazio Gloria. Sulle questioni relative ai minori al Campo governativo è intervenuto anche Bruno Magatti, assessore alla Politiche sociali, che ha dichiarato che la lettera inviata a Renzi e Alfano dovrà essere reiterata agli esponeti del nuovo governo. (altro…)

Consiglio comunale/ La Giornata in memoria delle vittime dell’immigrazione

mano-migrantiwelcome-grLa Preliminare di Celeste Grossi al Consiglio comunale del 3 ottobre.  «”Dovremmo protenderci nel Mediterraneo come ’arca di pace’, non come un ’arco di guerra’”. Diceva, inascoltato, trent’anni fa don Tonino Bello. 

Oggi è la prima giornata nella quale nel nostro Paese si ricordano anche istituzionalmente le migliaia di vittime dell’immigrazione. Il 16 marzo 2016 è stata infatti approvata la legge che istituisce in questa data la Giornata della Memoria delle vittime dell’Immigrazione, perché il 3 ottobre del 2013, al largo dell’isola di Lampedusa, 368 persone morirono annegate.

Quelle morti, e tutte le altre che le hanno precedute e seguite, lasciano attoniti. Eppure è necessario avere il coraggio di nominarle, di ricordarle, di narrarle. Il coraggio del dolore e del lutto, per evitare altre morti e altre tombe marine. Il rischio, però, è che dopo un minuto rituale di silenzio,  le vittime del nostro egoismo smettano di interrogarci su quanto il nostro paese e l’Europa tutta abbiano smarrito il senso di umanità.

Nell’ultimo anno, a causa della progressiva chiusura delle frontiere, le vittime sono aumentate: dall’inizio del 2016, sono più di 3.500 i morti: uomini, donne, ragazzi, ragazze, bambini, bambine.

Ognuno di loro, proprio come noi, ha avuto una donna che gli ha dato la vita e adesso ha una striscia d’acqua a scarnificarne il corpo e a trasportarne le ossa. Dei loro nomi non sappiamo, delle loro storie nemmeno.

Come molti dei giovani accampati alla stazione e nel prato di San Giovanni, prima, e in via Regina Teodolinda, poi, i morti di Lampedusa del 3 ottobre di 3 anni fa provenivano dal Corno d’Africa, in prevalenza dall’Eritrea, da cui migliaia di persone, in cerca di futuro e pace, continuano a fuggire dalla dittatura del presidente Afewerki, che dura dal 1993.

Pensare di costringere le loro aspirazioni umane entro i muri e i cancelli  del nostro egoismo e della nostra mediocrità, pigra e incattivita, è semplicemente dissennato perché oltre ad andare nella direzione opposta a quelle dei loro desideri, va nella direzione opposta del momento storico. Nessuno può fermare una fiumana di uomini e donne che bussano alla nostra porta in fuga dalla miseria, dalla sofferenza, dalla guerra di cui spesso siamo responsabili noi. C’è una responsabilità collettiva della nostra società ricca ed una, più pesante, di chi ricopre ruoli istituzionali e ha il potere di produrre, con le proprie scelte, conseguenze concrete sulla vita delle persone.

La politica dei muri ha comportato un aumento delle cifre richieste dai trafficanti a chi cerca di raggiungere le coste europee e soprattutto un aumento dei rischi nella ricerca di nuove rotte. Il Mediterraneo, diventato un enorme cimitero a cielo aperto, continua a essere la rotta più pericolosa: solo nel naufragio avvenuto il 21 settembre scorso davanti alle coste egiziane sembra ci siano stati più di 300 i morti.

La disumana cancellazione del principio di non respingimento, previsto dall’articolo 33 della Convenzione di Ginevra sul diritto d’asilo, ha reso il Mediterraneo un mare di morte. In Europa è in corso una guerra. La guerra contro gli esclusi.

Solo corridoi umanitari sottrarranno alla criminalità le vite di migliaia di persone. Invece, i governi europei, compreso quello italiano, stringono accordi con i governi dei paesi di origine e di transito, per chiudere ogni possibilità, anche illegale, di arrivare in Europa (di vie legali per chi chiede protezione o cerca lavoro, come è noto, la legislazione non ne prevede, obbligando i migranti a mettersi nelle mani dei trafficanti per raggiungere l’Europa).

In Italia e in Europa ci si arrampica sulle parole: “Sì ai profughi, no ai clandestini”. Per anni la parola “clandestino”, nel nostro Paese e nel nostro territorio, è stata usata come sinonimo di pericoloso criminale. Noi non accettiamo che il mondo venga diviso in clandestini e non. Ci sentiamo cittadini del mondo per caso nati in Italia. L’unica razza che conosciamo, proprio come Albert Einstein, è la razza umana.

Il recente accordo, firmato ad agosto dal capo della polizia italiana Gabrielli con il suo omologo sudanese, consente addirittura il rimpatrio di persone (48 sono state rimpatriate il 24 agosto), provenienti da una regione, il Darfur, dove è noto che uomini, donne, ragazzi, ragazze vengono perseguitati e uccisi da bande paramilitari direttamente legate al governo.

Non vogliamo essere complici di leggi che hanno  costretto quelle persone, in cerca di sicurezza per sé e i propri figli, ad un viaggio mortale. Quelle persone che non incontreremo mai sarebbero potute diventare nostre concittadine.

Continueremo ad impegnarci, per loro e per la nostra umanità per garantire accoglienza e protezione sul nostro territorio a chi è riuscito ad  arrivare, sta arrivando, arriverà. Continueremo a chiedere che siano aperti subito canali umanitari in entrata e in uscita dall’Italia perché vogliamo vivere in un paese, in un territorio, in una città viva. Che dica chiaro che c’è un’altra Italia, un’altra Lombardia, un’altra Como. E siamo anche noi». [Celeste Grossi, consigliera comunale Paco-Sel]

Successivamente, in apertura della seduta, su proposta della consigliera del Pd Patrizia Lissi si è osservato un minuti di silenzio in memoria delle vittime dell’immigrazione.

 

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