Celeste Grossi

Consiglio comunale aperto/2: le migrazioni e le parole svogliate

La seconda parte del Consiglio comunale aperto sulla questione dei migranti, nella serata di lunedì 26 settembre, si è tenuta in un’aula consiliare disattenta e svogliata, abbandonata in buona parte anche dal pubblico che aveva seguito la prima parte.

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La seduta, infatti, inizia a rilento: una buona parte dell’aula è vuota, lo scarso pubblico e anche chi occupa lo spazio della stampa è distratto… Tra le preliminari, dedicate come di solito ad argomenti disparati, si inserisce la lettura, da parte della consigliera Celeste Grossi, del documento del coordinamento Como senza frontiere, escluso come attore e testimone dallo svolgimento del Consiglio aperto.

Poi, dopo ponti e paratie, si passa agli interventi dei consiglieri sul tema migranti. Inscritti 15 interventi (saranno poi solo 14), distribuiti con alternanza di maggioranza e opposizione come d’uso, dieci minuti al massimo per ciascuno.

Non è facile dare un resoconto complessivo di tanti interventi (più di due ore di parole), se non sottolineando come la stragrande maggioranza di discorsi sia da considerare di maniera.

Di maniera è apparso l’insistito ringraziamento a coloro che si sono prodigati per far fronte alla drammatica situazione della stazione e delle persone lì bloccate (un ringraziamento che, secondo i casi, oscilla tra volontari, forze dell’ordine, amministratori locali, associazioni, medici, parrocchie, infermieri, rappresentati dello Stato e chi più ne ha più ne metta).

Di maniera le analisi generali del fenomeno migratorio, durante le quali si ripete ossessivamente il concetto di emergenza, fino alla contraddizione in termini dell’“emergenza continua”, e che non riescono quasi mai ad andare al di là di pochi, sommari concetti desunti da qualche editoriale sbirciato sulle pagine dei quotidiani.

Di maniera gli appelli a “lavorare insieme”, all’“unità”, all’“incontro”.

Di maniera i riferimenti alla legalità, quasi sempre scambiata per una cieca osservanza delle regole.

Di maniera persino le ingiuriose allusioni ai “clandestini”, agitate con riferimento a dati “aritmetici” e “non matematici” a percentuali di accoglienza palesemente prive di rapporto con la questione.

Di maniera, infine, anche gli interventi che vorrebbero essere provocatori e che, iniziando con la classica perorazione “io non sono razzista”, finiscono per infilare una serie di luoghi comuni quasi peggiori sul terrorismo e sulle minacce ovviamente sempre presenti tra gli stranieri.

Due sole perle, in mezzo a tanto grigiore: il “pescare sul velluto” e gli “stazionamenti alla stazione”. Ma restano lampi involontari.

Davvero poche in realtà, anche nel mezzo di ragionamenti in generale apprezzabili, le indicazioni utili ad andare avanti e a orientare l’azione amministrativa: la richiesta di aderire al coordinamento dei sindaci delle città di frontiera è venuta dalla consigliera Celeste Grossi, la proposta di coinvolgere la consulta degli stranieri dal consigliere Luigino Nessi, l’esigenza di un confronto stretto con le autorità elvetiche dalla consigliera Anna Veronelli.

Sullo sfondo resta la fase attuale, con i migranti trasferiti al campo senza prospettive reali: un campo di cui si continuano a ignorare troppe cose (la mancanza di risposte precise da parte della Prefettura e dei suoi rappresentanti è stata lamentata da quasi tutti gli interventi) al di là del giudizio nel merito (“il campo non è una soluzione” / “il campo è un’ottima soluzione”).

Poi, senza uno straccio di conclusioni (il rituale non le prevede) e di riflessioni (la platea non le richiede), si passa ad altri argomenti. In attesa del prossimo imprevisto. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

Dio odia le donne a L’isola che c’è

celeste-giuliana-dioA L’isola che c’è un incontro su un tema tanto generale da essere decisivo per ogni persona. Si è parlato il 18 settembre con Giuliana Sgrena del rapporto tra religioni, monoteistiche e non solo, con i diritti delle donne, spesso in esse programmaticamente e concretamente, ostacolati, impediti, esclusi. La giornalista, autrice del libro Dio odia le donne, dialogando con Celeste Grossi e con il pubblico che affollato il tendone della Casa dei Popoli dell’Arci , ha citato numerosissimi casi nei quali non solo l’integralismo islamico ma anche quello cristiano determina esclude le donne dalla comunità, considerandole “impure”, secondarie, intrinsecamente colpevoli. Nella documentatissima analisi di Sgrena l’insieme delle vessazioni storiche imposte alle donne dal predominio delle religioni sui diritti si alimenta e ripropone oggi a causa della mancanza di laicità delle società anche di paesi democratici come l’Italia. Già on line sul canale di ecoinformazioni tutti gli altri video dell’iniziativa.

Bread and roses per Ri-amare la politica/ Welcome refugees

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Bread and roses il 26 agosto  al Convegno della Rosa Bianca Ri-amare la politica a Terzolas (Tn). L’intervento di Celeste Grossi (che  non ha potuto partecipare per la morte della mamma avvenuta al mattino del 26 e ha fatto pervenire lo scritto tramite Grazia Villa) e il video di Arci-ecoinformazioni (altro…)

Emergenza umanitaria/ Franco Bordo: si muova finalmente lo stato

AR. MIG BORDONella mattina di giovedì 11 agosto Franco Bordo, deputato di Sinistra italiana, è stato a Como San Giovanni per avere un quadro dello sviluppo dell’emergenza umanitaria rispetto alla sua precedente visita, avvenuta il 21 luglio. Ad accompagnarlo nel sopralluogo Marco Lorenzini, coordinatore provinciale di Sel Como, Celeste Grossi, consigliera comunale per Paco-Sel e Manuela Serrentino del Forum salute di Sel. (altro…)

11 agosto/ Emergenza umanitaria/ Bordo a Como, le proposte di Sel-Si e Paco-Sel

marcobordo celesteTorna a Como Franco Bordo il deputato di Sinistra italiana che aveva già fatto il 21 luglio un sopralluogo alla stazione San Giovanni e ha richiesto con l’intero gruppo parlamentare di Si, una decina di giorni fa, a Alfano di intervenire per i diritti dei migranti accampati a Como. Bordo sarà alla stazione di Como alle 12 di giovedì 11 agosto insieme agli esponenti comaschi di Sel-Si e Paco-Sel che presenteranno il loro documento di analisi della situazione e gli interventi che sarebbe necessario adottare. Leggi il documento Sel-Si, Paco-Sel. Nel seguito del post il comunicato stampa che presenta la visita di Bordo a Como. (altro…)

Qual è la legge della frontiera?

ComoSenzaFrontiere-PiazzaDuomo-07A fondamento del concetto stesso di legalità democratica c’è la conoscenza delle norme in vigore, per questo l’associazione Firdaus,  la rete Como senza frontiere, la parlamentare socialista ticinese Lisa Bosia Mirra, Luigi Nessi e Celeste Grossi (consiglieri comunali di Paco-Sel a Como) interrogano il prefetto di Como e le autorità di governo del Ticino per conoscere quali siano le norme in vigore alle frontiera italo-svizzera. Leggi il testo della lettera

L’emergenza umanitaria della Stazione a Palazzo Cernezzi

Stazione san giovanniAl Consiglio comunale del 21 luglio la dichiarazione  preliminare di Celeste Grossi (Paco-Sel) ha affrontato il tema dell’emergenza umanitaria in Stazione: «La città di Como non ha responsabilità dirette nelle motivazioni dell’esodo che coinvolge interi popoli, ma non può e non vuole esimersi dal compito di governare la situazione di emergenza umanitaria che si è venuta a creare». leggi nel seguito il testo della dichiarazione. (altro…)

Libera/ Marco Tagliabue: la forza di denunciare

Marco TagliabueAlla Festa di Libera il coraggio di denunciare, la forza di ascoltare e divertirsi contro le mafie sabato 2 luglio  all’area feste di Maslianico. La pioggia non ha aiutato al festa che ha comunque raccolto molti giovani attivisti. Momento essenziale dell’iniziativa, che ha offerto anche la cucina realizzata con il sostegno dell’associazione Lambienteinvita di Maslianico con materie prime provenienti da Libera terra e ha dovuto cedere al rito della partita calcistica, è stato il dibattito La forza di denunciare. (altro…)

Con Arrigoni una via per restare umani a Como

Vik Arrigoni striscioneAnche la seduta del 21 giugno del Consiglio comunale di Como è dedicata, come la precedente del 20 giugno, alla discussione della mozione di sfiducia al sindaco Mario Lucini presentata dalle minoranza di centrodestra con l’adesione di Eva Carboni di Amo la mia città e di Gioacchino Favara del Pd. In apertura di serata una preliminare ha posto all’attenzione del Consiglio la necessità di “Restare umani con Vittorio Arrigoni” e ha sostenuto la proposta di intitolazione a Vik di una strada o di una piazza lanciata da Raffaele Faggiano di Arci Noerus e sostenuta dal Comitato comasco pro Arrigoni sottoscritta da oltre seicento persone tra le quali anche consiglieri / e di diversi gruppi politici. Leggi nel seguito la preliminare. (altro…)

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