Paco-Sel e Sel per le periferie e il sociale
Con una nota dei consiglieri comunali e del portavoce provinciale Paco-Sel e Sel invitano a destinare nel 2016 maggiori risorse alle periferie e agli interventi sociali. (altro…)
Con una nota dei consiglieri comunali e del portavoce provinciale Paco-Sel e Sel invitano a destinare nel 2016 maggiori risorse alle periferie e agli interventi sociali. (altro…)
Se l’Arci di Como è tra i primi promotori del Comitato comasco del Coordinamento per la democrazia costituzionale, a livello nazionale l’associazione non aveva ancora aderito. Nell’importante sessione del Consiglio nazionale dell’Arci a Roma il 13 febbraio si è affrontato il tema del Referendum costituzionale sulla riforma renziana. Il Consiglio ha invitato a illustrarlo il costituzionalista Alessandro Pace che ha evidenziato tutti i limiti e i pericoli insiti nella riforma. Il Consiglio nazionale dell’Arci, dopo la discussione nella quale anche Celeste Grossi ha sostenuto la necessità di dare il massimo sostegno ai comitati per il No, a stragrande maggioranza, ha votato l’adesione al Comitato nazionale per il No alle riforme Costituzionali. (altro…)
Scendiamo in piazza sabato 23 gennaio, tutte e tutti per chiedere uguaglianza di diritti ed opportunità e la fine di discriminazioni prive di giustificazioni. Una democrazia è davvero tale solo quando assicura pari dignità, tutele e diritti universali, senza discriminazioni di nessun tipo. Questo appello lo rivolgo soprattutto a chi come è eterosessuale. Estendere diritti a chi non li ha non vuol dire toglierli a chi li ha.I diritti o sono di tutti, di tutte o non sono. (altro…)
In Sala Stemmi il 21 gennaio si è svolto con l’incontro Ritorno al futuro, un approfondimento scientifico e politico particolarmente utile a chi amministra che ha spaziato sui temi dei beni comuni, delle prospettive del rapporto pubblico privato e della storia delle municipalizzate senza trascurare né il piano locale, né quello globale con le importanti relazioni di Roberto Fumagalli e di Mario Agostinelli. Molti anche gli interventi dei numerosi partecipanti al seminario introdotto per gli organizzatori (Paco-Sel e Sel) da Marco Lorenzini. Nel dibattito sono intervenuti anche l’assessore all’ambiente del Comune di Como Bruno Magatti, il presidente di Acsm-Agam Mariuccio Orsenigo, l’assessore provinciale Ferruccio Cotta (contrarissimo alla vendita della azioni di Acs-Agam) e una rappresentanza dei lavoratori che se il Comune di Como cederà le sue quote, avallando il processo di privatizzazione, perderebbero il posto e se riassunti da altre aziende sarebbero vittime della perdita di diritti dovuta al jobs act. Le conclusioni di Celeste Grossi e Luigi Nessi hanno evidenziato le ragioni dell’improponibilità della vendita di quote di patrimonio pubblico per chi vuole tutelare l’interesse dei cittadini. il patrimonio della città di Como e il lavoro.
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L’Assemblea nazionale di Sel del 16 gennaio, appena conclusa a Roma, ha deciso di non avviare la campagna del tesseramento al partito e di contribuire «attivamente ad un processo politico aperto, partecipato e democratico, che guardi alla Costituzione di un fronte progressista ampio e plurale, con la propria originale cultura politica per progettare l’Italia e l’Europa che vorremmo».
Il commento di Celeste Grossi: «Sono sul treno di ritorno dall’assemblea nazionale di Sinistra ecologia libertà. L’ assemblea si è conclusa con il voto favorevole (un solo voto contrario) sull’ordine del giorno presentato dal Coordinamento (si può leggere sul sito). L’assemblea è stata densa e non semplice, un passaggio difficile in un momento difficile. Il dibattito è stato attraversato dalle preoccupazioni sul caos che governa il mondo, ma anche dalla consapevolezza della nostra inadeguatezza rispetto alla sfida difficile da affrontare. Siamo tutte e tutti convinti della necessità di un campo politico più largo, della irreversibilità e dell’urgenza di avviare un percorso plurale. Non sappiamo dove la navigazione ci porterà e questo ci crea inquietudine. Ma consideriamo inquietudine e dubbio parte della nostra cultura politica. Una cultura che la nostra comunità ha costruito nel tempo cercando di creare un lessico comune capace di tenere insieme differenti sensibilità e memorie. Andremo all’appuntamento del 19 – 21 febbraio con la convinzione che sia un momento importante per il futuro della sinistra in Italia. Cercheremo di portare il patrimonio costruito negli anni con passione e entusiasmo. Due risorse che scarseggiano in questo momento di desertificazione della politica e di grandi paure. Auguro a tutte e tutti speranza e buona politica».
Celeste Grossi e Luigi Nessi consiglieri al Comune di Como di Paco-Sel esprimono preoccupazioni per il futuro di Acsm Agam: «Se anche il Comune di Como, che insieme a quello di Monza oggi detiene oltre il 51%, prendesse la stessa decisione, il controllo pubblico della s.p.a. sarebbe sostanzialmente vanificato, ponendo del tutto fuori controllo le scelte di politica industriale, e quindi la natura e la qualità degli investimenti, allontanandole dai reali bisogni del territorio e con potenziali rischi per le il futuro lavorativo di parte del personale». Leggi nel seguito il comunicato. (altro…)
Il 20 novembre è la Giornata internazionale dell’infanzia. Il 25 novembre è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Il Cisda (Coordinamento italiano sostegno donne afghane), in collaborazione con il Comune di Como organizza l’incontro “La violenza sulle donne e sulle bambine in Afghanistan. Sono stati fatti passi avanti?” nella giornata del 20 novembre alle 18 nella Sala stemmi del Comune di Como. Scarica e diffondi la locandina. Invita all’evento facebook.
Interverranno Silvia Magni, vice sindaco e assessora con delega alle Pari opportunità; Maryam Rawi, rappresentante di Rawa (Associazione rivoluzionaria delle donne dell’Afghanistan); Graziella Mascheroni, Cisda; Manuela Serrentino, Donne in nero; Celeste Grossi, consigliera comunale Paco-Sel.
Chi è Maryam Rawi?
«A partire dall’uccisione di mio padre e di altri membri maschili della mia famiglia, la tragedia ha sempre accompagnato la mia vita. Per questa ragione il mio unico sogno è una vita sicura e protetta per i miei figli: ciò che desidero è veramente poco. Il successo non mi interessa».
Maryam è nata 40 anni fa a Kabul e ha due figli. È una rappresentante di Rawa, l’Associazione Rivoluzionaria delle Donne dell’Afghanistan. Il suo cognome “Rawi” è inventato per ragioni di sicurezza e al tempo stesso ricorda tutte le donne dell’associazione che Maryam rappresenta. Rawa è nata nel 1977 a Kabul come organizzazione di donne afghane per i diritti umani e l’uguaglianza delle donne. Dopo l’invasione sovietica, alcuni membri di Rawa sono stati imprigionati a Kabul, e dal momento che un gran numero di rifugiati sono fuggiti in Pakistan, la stessa RRawa ha spostato in qualche modo il suo focus, e ha iniziato a lavorare con donne e bambini rifugiati a Peshawar (la città capoluogo della provincia della frontiera Nord Occidentale in Pakistan, al confine con l’Afghanistan). Le attività svolte si basavano sul fornire servizi umanitari a assistenza sociale, attraverso i quali si è anche cercato di educare le donne afghane ai propri diritti. Il lavoro veniva portato avanti anche clandestinamente in alcune città afghane. Quando all’occupazione sovietica è seguito il sanguinoso governo fondamentalista e più tardi il regime talebano, l’intervento è continuato sia in Afghanistan che in Pakistan con programmi di alfabetizzazione, orfanotrofi e scuole. Anche oggi svolge la parte politica del lavoro in entrambe i Paesi, ma per lo più in modo semi-clandestino a causa dei gravi rischi per la sicurezza. Rawa non è registrata presso il governo e non usa mai la propria sigla nei progetti, in quanto tutte le iniziative sono presentate come promosse da privati, da gente locale. L’esperienza di Maryam è l’esempio di come un numero sempre crescente di donne afghane è coinvolto in attività politiche e sociali volte ad ottenere diritti umani per le donne e contribuire alla lotta per la ricostruzione in Afghanistan di un governo basato su valori democratici e secolari, nonostante l’opprimente atmosfera politica. Una battaglia dura, allo stremo delle forze ancora oggi. [a cura di Manuela Serrentino]
Altri articoli di ecoinformazioni su Maryam Rawi e Rawa.
Poche ore dopo la manifestazione Como con Parigi del 16 novembre, in Consiglio comunale, con una dichiarazione preliminare, la consigliera di Paco-Sel Celeste Grossi, pacifista e Donna in nero, ha proposto le linee d’azione per contrastare terrorismo e guerre. Como Città messaggera di Pace e sede del Monumento alla Resistenza europea ha grandi responsabilità e possibilità d’azione. Leggi nl seguito il testo della dichiarazione. (altro…)
Mentre il direttore generale del Sant’Anna vede nell’applicazione della riforma della sanità lombarda occasione per dare finalmente realizzazione alla Cittadella della salute a sinistra la riforma di Maroni è valutata assai negativamente e se ne temono gli effetti disastrosi sulla salute di tutti i cittadini. Celeste Grossi, portavoce di Paco-Sel e Marco Lorenzini coordinatore provinciale di Sinistra ecologia libertà sottolineano che «Como non può perdere nuovamente il Sant’Anna», ritengono antieconomica e sbagliata la scelta dell’Asl di investire in costosissime ristrutturazioni senza progetto e chiede insieme al Comitato per la Cittadella della salute «che tutti i firmatari dell’Accordo di programma e della sua integrazione del 2011 si incontrino per programmare tempi e modi della realizzazione della Cittadella della salute». Leggi nel seguito il testo del comunicato. (altro…)
Sulla questione della provocazione razzista dei cartelli di Confesercenti al Mercato di Como interviene la portavoce di Paco Sel: «La notizia dei cartelli razzisti e discriminatori nei confronti degli zingari comparsi al Mercato coperto a Como è arrivata rapidamente su siti e quotidiani nazionali. Ringraziamo la testata ecoinformazioni che, per prima, ha sollevato il problema, la Federazione provinciale del Prc, che ha immediatamente chiesto l’intervento dell’Amministrazione comunale, e ci aspettiamo che i cartelli, firmati da Confesercenti vengano presto rimossi, come ha dichiarato a Comozero l’assessore competente Paolo Frisoni: “Per una città come Como che si vanta di essere accogliente sono andati sopra le righe. Non rientra nella nostra mentalità un linguaggio del genere. Non è nemmeno buona pubblicità nemmeno per le associazioni di categoria. Ritengo l’espressione discriminatoria e mi dà fastidio che abbiano usato il mercato per appendere questi cartelli. Ci incontriamo sempre, molti incontri non capisco perché arrivino a questo. Non possiamo accettare che il mercato venga utilizzato in questo modo. Li rimuoveremo e valuteremo sanzioni. I problemi non si risolvono con i cartelli”.