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Da Como due possibilità per la Perugia – Assisi di domenica 16 maggio

L’Arci di Como, con Associazione antirazzista interetnica 3 febbraio, Acli, Acsi, Cgil, Cisl, Uil, Coordinamento comasco per la Pace e Avc-Csv, invita a partecipare alla Marcia per la Pace. (altro…)

Il primo maggio 2010 manifestazione a Como

Cgil, Cisl e Uil  invitano a partecipare al Corteo deil primo maggio a Como. concretramento in via Milano, zona San Bartolomeo, alle 9. Arrivo in piazza Duomo alle 11, seguiranno gli inetreventi e alle 12,20 La Moranera in concerto. Leggi il volantino

Cgil, Cisl, Arci e Acli insieme per il lavoro

marcia%20impCgil. Cisl, Acli e Arci invitano a partecipare alla Marcia per il lavoro. Insieme per battere la crisi. Milano, 24 ottobre 2009. Raduno a Porta Venezia alle 14. Conclusione in Piazza Castello alle 16,30.

Per diverso tempo l’economia e la società lombarda dovranno gestire le conseguenze della crisi economica, produttiva ed occupazionale che ha colpito i mercati internazionali, che fa sentire i suoi effetti negativi sulle famiglie, i lavoratori occupati, i precari giovani e non, i pensionati, i lavoratori stranieri. Per questo è necessaria non solo una politica regionale che sostenga la ripresa produttiva e tuteli le fasce più deboli della popolazione, ma anche un’azione di Governo nazionale che adotti scelte coraggiose di ridistribuzione delle risorse, ed un sistema delle imprese che sostituisca alla riduzione dei costi e alla compressione dei salari un reale investimento nell’innovazione e nella ricerca di nuovi mercati. Vogliamo intensificare i confronti regionali e territoriali tra le istituzioni, i Sindacati e le altre parti sociali, anche per ottenere a livello nazionale risposte concrete a tutela di lavoratori e pensionati: dall’alleggerimento della pressione fiscale su buste paga e pensioni, alla lotta alla povertà e alla disoccupazione, per un rilancio reale del sistema economico lombardo ed una tutela più ampia ed estesa dei diritti, del lavoro, del welfare, della sicurezza e della solidarietà sociale della nostra regione. In particolare, proponiamo una serie di obiettivi ed azioni dirette, seguendo alcune priorità: • Copertura del sistema di ammortizzatori da estendere a tutti i soggetti del mondo del lavoro colpiti, fino alla fine della crisi. • Nuove tutele, formazione e riqualificazione per i lavoratori e lavoratrici in disoccupazione ordinaria e in mobilità. • Reimpiego dei lavoratori in mobilità o espulsi. • Formazione e riqualificazione professionale per lavoratori e lavoratrici in cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga. • Nuovi strumenti di ripartizione del lavoro (contratti di solidarietà e part-time) per creare una concreta alternativa ai licenziamenti. • Interventi di salvataggio industriale e subentro di nuovi soggetti imprenditoriali per le aziende in crisi. • Conservazione della vocazione industriale delle aree dismesse, orientando gli investimenti verso soluzioni e produzioni eco-compatibili e di risparmio energetico. • Tutela ed inclusione sociale e professionale dei lavoratori immigrati. • Politiche di aiuto alle famiglie colpite dalla crisi che si trovano sotto la soglia di povertà (sostegno affitti, bollette, mutui, rette, tariffe, addizionali locali). • Politica di welfare che tuteli la protezione sociale dei cittadini e l’assistenza sanitaria, con un forte intervento sulla condizione degli anziani e a favore della non-autosufficienza. • Raccordo dei Piani di Zona per potenziare la rete dei servizi alla persona. • Un nuovo patto di stabilità interno per favorire gli investimenti degli Enti Locali in infrastrutture e sviluppo eco-compatibile. • Un più puntuale impegno degli Enti Locali, a partire dai Comuni più grandi come Milano, a sostegno di coloro che sono colpiti dagli effetti della crisi.

Il presidio di Cgil, Cisl, Uil contro il decreto legge 112

Soddisfazione delle segreterie della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil per la riuscita della manifestazione indetta per la mattina del 28 luglio davanti alla Prefettura di Como.

In una nota le segreterie confederali della funzione pubblica hanno espresso soddisfazione per la partecipazione al presidio organizzato davanti alla Prefettura di Como a cui hanno partecipato «un migliaio di lavoratrici e lavoratori del pubblico impiego» che si sono ritrovati per protestare «contro le misure del decreto legge 112, in fase di conversione al Senato».
Una manifestazione riuscita per gli organizzatori «nonostante il periodo estivo e le difficoltà poste da molte Amministrazioni, che è significativa dello stato di malessere e preoccupazione che attraversa i dipendenti delle funzioni pubbliche della provincia di Como».
La protesta è nata dal fatto che «le misure del decreto si sostanziano in un coacervo di provvedimenti disorganici: tagli di stipendi sul salario accessorio individuali fino ad un massimo, in alcuni casi, di 5 mila euro annui; stanziamento di risorse insufficienti per il rinnovo dei contratti nazionali scaduti; blocco del turn-over rispetto ad organici già ridotti all’osso; modifica peggiorativa della disciplina del part-time che da diritto si tramuta in benevola concessione del datore di lavoro; instaurazione di un regime speciale, solo per i dipendenti pubblici, per quanto riguarda la disciplina della malattia. Provvedimenti assunti con carattere di necessità ed urgenza, scavalcando il ruolo delle organizzazioni sindacali nel chiaro tentativo di mettere fine alla contrattazione nazionale».
Una delegazione sindacale è stata accolta dal Prefetto di Como che ha ricevuto un documento riassuntivo che rimarcava «la forte preoccupazione di un taglio dei servizi erogati nella Provincia di Como», votato nelle assemblee di lavoratori. Ai rappresentanti sindacali il rappresentante del Governo «ha dichiarato che scriverà al Ministro per la funzione pubblica ed al Ministro degli interni, allegando il documento».
Dure le prese di posizione contro il ministro Brunetta «è evidente che l’effetto delle misure messe in atto potrà essere solo uno smantellamento del servizio pubblico, con pesanti costi e conseguenze nei confronti della cittadinanza tutta» e per il futuro «le mobilitazioni proseguiranno in un crescendo di iniziative fino all’auspicabile proclamazione, nel caso la situazione rimanesse immutata, di un grande sciopero generale unitario di tutto il pubblico impiego».

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