Chiara Braga

Tracciato Pedemontana

tratta b1 b2 pedemontanaCavalli incontra i sindaci del Basso Comasco, per Gaffuri: «Il progetto deve essere modificato».

 

«La disponibilità ad approfondire, come richiesto da alcuni degli enti locali interessati, un’ottimizzazione del tracciato della variante alle Sp33 e 133 (Trco 11), opera connessa alla Pedemontana nella bassa comasca» come spiega un comunicato di Regione Lombardia è stato «uno dei temi al centro dell’incontro fra l’assessore regionale alle Infrastrutture e mobilità [Alberto Cavalli] e i sindaci e assessori dei Comuni di Rovello Porro, Rovellasca, Misinto, Lazzate, Cogliate, Ceriano Laghetto e Saronno, nonché i tecnici delle province di Como e Monza Brianza» tenutosi martedì 13 maggio Palazzo Lombardia. Un confronto tenutosi dopo gli accertamenti annunciati dal presidente lombardo Roberto Maroni e una interrogazione alla Camera, sulla sostenibilità finanziaria, della deputata comasca del Partito democratico Chiara Braga.

«Ben venga l’incontro il risultato non è per niente soddisfacente» dichiara però il consigliere regionale democratico comasco Luca Gaffuri, la stessa Regione spiega che: «I Comuni hanno anche avanzato la richiesta di sospendere le attività espropriative, che stanno procedendo con tempi molto ristretti per le valutazioni da parte dei cittadini interessati».

«Avevamo scritto alla Regione per chiedere una modifica del tracciato originale – prosegue Gaffuri – la soluzione alternativa presentata alla regione avrebbe minor impatto per le comunità vicine e prevedrebbe una considerevole diminuzione dei costi, una riduzione del consumo del suolo e la garanzia dell’attività agricola, e un percorso più lineare fatto di sole due rotonde invece delle cinque previste. La nostra proposta eviterebbe, inoltre, un’azione di esproprio in zone residenziali situate proprio lungo il tracciato».

«Settimana prossima sarà riunita la Segreteria tecnica dell’Accordo di programma, alla presenza dei Comuni, delle Province, del concessionario Autostrada Pedemontana lombarda Spa e del concedente Cal Spa – ha annunciato l’assessore – per approfondire tutti gli aspetti delle proposte di variante al tracciato avanzate dai Comuni».

Ma non è soddisfatto il consigliere Pd: «È chiaro dopo ieri che le intenzioni della Giunta rimangono immutate il tracciato rimane confermato nonostante questo comporti espropri e atti di occupazione. Nella segreteria tecnica convocata per settimana prossima saranno ribadite le ragioni del territorio. Urge un intervento da parte della Regione affinché sia valutata un’ipotesi più economica dell’opera prima che di adottino provvedimenti definitivi». [md, ecoinformazioni]

Un’interrogazione al Governo sulla Pedemontana

pedemontanaBraga: «Abbiamo interrogato i ministri per avere indicazioni precise sulla sostenibilità del quadro finanziario».

 

«Presentata alla Camera un’interrogazione indirizzata ai ministri dell’Ambiente, delle Infrastrutture e delle Finanze in merito ai lavori di realizzazione dell’autostrada Pedemontana Lombarda per i quali sono emerse, soprattutto nelle ultime settimane, alcune significative criticità di tipo finanziario e preoccupazioni riguardo alla realizzabilità completa dell’opera – afferma la deputata comasca del Partito democratico Chiara Braga –. Lo dichiara la deputata comasca, e responsabile ambiente della Segreteria nazionale del Partito Democratico, Chiara Braga –.Abbiamo interrogato i ministri per avere indicazioni precise sulla sostenibilità del quadro finanziario, alla luce delle scelte che il Governo si appresta a fare, relativamente alla defiscalizzazione dell’opera. L’obiettivo di portare a compimento un investimento importante per il territorio lombardo, qual è Pedemontana, non può avvenire sacrificando la qualità della progettazione e la realizzazione di tutti gli interventi connessi alla viabilità principale necessari a garantire la funzionalità dell’opera. Peraltro, non esiste nessun collegamento diretto tra la realizzazione del lotto B1 e l’accessibilità all’area di Expo 2015 ed è bene che tutti gli aspetti, compresi quelli di mitigazione e compensazione ambientali, vengano garantiti soprattutto nel momento in cui si ridefiniscono le condizioni di finanziabilità dell’opera».

«Per quanto riguarda la coperture finanziaria dell’autostrada Pedemontana – prosegue Braga – chiediamo infatti di conoscere i termini del nuovo piano economico e finanziario contenente l’atto aggiuntivo adeguato alle prescrizioni del Nars, Nucleo di consulenza per l’attuazione e regolazione dei servizi di pubblica utilità, da sottoporre alla nuova approvazione del Cipe».

L’interrogazione, presentata dal deputato democratico Ermete Realacci si chiede poi: «Quali garanzie di rispetto degli impegni assunti in sede di progettazione definitiva dell’opera sussistano da parte di Pedemontana, in relazione alla realizzazione delle opere connesse e funzionali al raccordo alla viabilità locale, agli interventi di compensazione e mitigazione, al corretto inserimento paesaggistico dell’infrastruttura» (l’interrogazione). [md, ecoinformazioni]

22 Aprile/ Jobs Act: l’incontro con Filippo Taddei

Pd como Proprio mentre la cronaca politica è dominata dalle schermaglie parlamentari sui nuovi provvedimenti per il Lavoro, il Pd comasco prova a fare chiarezza su uno dei punti più controversi, e attesi, dell’ambizioso programma renziano: il Jobs Act. Nella serata di martedì 22 aprile l’Hotel Continental ha infatti ospitato Jobs Act: Creare lavoro, far ripartire il Paese, evento organizzato dai “Democrats” lariani e dedicato alle ultime novità sul tema.

Ospite d’onore, insieme al segretario provinciale Savina Marelli, al responsabile economia e lavoro del Pd locale Fausto Tagliabue e alla parlamentare comasca Chiara Braga, Filippo Taddei, collega di scranno “romano” della Braga e anch’esso membro della segreteria nazionale con delega proprio alle tematiche lavorative.

Introdotto dalla Marelli, coordinato nelle sue parti dalla Braga, l’incontro ha avuto come momento centrale la relazione di Taddei, chiamato a sgombrare il campo intorno all’annunciato pacchetto di misure, in via di discussione parlamentare nei prossimi giorni. «Innanzitutto una doverosa precisazione- ha esordito il giovane esponente del Pd- questo è un Governo con il Pd, non del Pd. La discussione con le altre forze dell’esecutivo è per questo necessaria». Frase, quest’ultima, che può essere vista come ideale risposta alle polemiche degli ultimi giorni, che hanno visto il progetto di legge Poletti, prodromo all’Atto del Lavoro, al centro di tesissimi botta e risposta tra le forze di Maggioranza.

Esaurita l’attualità, l’esponente della segreteria Renzi ha passato in rassegna le radici del Jobs Act, le sue motivazioni e l’impatto che potrà avere sulla disastrata situazione occupazionale del nostro Paese: «dal 2008, anno d’inizio della Grande Crisi- ha ripreso Taddei- in Italia si è spezzato un equilibrio, un sistema è andato velocemente in frantumi». Un orizzonte cupo, ma da cui dobbiamo rialzarci, tenendo presente che indietro non si può più tornare, come ha lasciato poi intendere il deputato di origine emiliana: «dobbiamo accettare il fatto che non torneremo più alla situazione del passato, alle sue certezze, ai suoi miti», ma viceversa bisogna ricominciare a credere nel futuro, ad « un Italia diversa, migliore. E’ questa la scommessa del Partito Democratico».

Scommessa che verrà affrontata con nuove forme d’azione, come «un’attenzione particolare alle fasce lavorative sprovviste di qualsiasi tutele come le partite Iva, una rinnovata forza contrattuale al tempo indeterminato, la semplificazione normativa per tutti i soggetti in causa, dallo strumento del contratto unico a tutele crescenti», ormai presenza storica dei progetti renziani, «per i lavoratori, arrivando agli incentivi per le aziende che assumono e che creano occupazione». Obiettivo finale sarà quello di «rimettere al centro il Lavoro, modernizzando così il Paese per avvicinarlo a standard “normali”», con una serie di tappe intermedie che vedranno anche «un ripensamento degli ammortizzatori sociali, magari più incisivi ed equi. La Cig si è rivelato uno strumento utilissimo per proteggere migliaia di persone dallo spettro della povertà e della disoccupazione, ma non possiamo continuare così. Il reddito minimo di cittadinanza potrebbe essere uno degli strumenti, insieme ad un utilizzo più esteso di forme come il contratto di solidarietà, come tra l’altro avviene in tutta Europa». Un raggio d’azione estremamente vasto, di cui il Dl Poletti sarà un «primo passo, per rimettere in marcia un progetto e per dare un segnale: scommettiamo su quell’Italia che non si è arresa alla crisi, e che è già ripartita».

Scommessa e progetto: parole utilizzate, prima dal contributo di Taddei, anche da Fausto Tagliabue, dirigente di peso del Pd comasco: «Lavoro vuol dire fare i conti con una vera e propria emergenza, visto che anche a Como, più resistente di altri ai venti della Crisi, i numeri della disoccupazione sono più che raddoppiati in questi ultimi 7 anni». Tagliabue ha posto l’accento anche su altri dati e temi, come il fatto che « il mercato del lavoro comunque non è immobile, come dimostrano i migliaia di avviamenti professionali registrati nell’ultimo anno. Questo dimostra che più sulla mancanza di impiego dovremmo puntare, come Partito e come Politica, sul combattere l’inattività, e parimenti più che sulla domanda bisogna agire sull’offerta di lavoro».

L’ultima parte della serata è stata dedicata agli interventi dal pubblico, come testimoniato dai contributi del segretario della Uil Enzo Monteduro, del presidente della CNA Como Fausto Bergna, e dei candidati comaschi alle Europee Paolo Sinigaglia e Sergio Aureli, che hanno portato un saluto ai presenti in sala. [Luca Frosini, Ecoinformazioni, foto da Blogdem Como]

Magatti/ Geotermico a Como una possibilità per l’area Ticosa

IMG_20140412_144927Geotermico è già parola poco diffusa e compresa, proporlo poi “profondo” è forse troppo azzardato per chi in  città preferisce attardarsi nello “storico” e “vitale”e assai superficiale conflitto tra spazi a  pagamento e gratuiti per la sosta. Per questo l’importante iniziativa di sabato 12 aprile in biblioteca a Como ha visto una serie di relatori di altissimo porfilo che hanno avviato la discussione sull’ipotesi di utilizzo dell’energia del calore terrestre a Como senza però riuscire a riempire la sala animata tuttavia da molti addetti ai lavori.  Presenti, oltre alla parlamentare del Pd e responsabile ambiente nella segreteria del partito Chiara Braga e l’assessore all’Urbanistica Lorenzo Spallino – entrambi anche intervenuti nel dibattito – il sindaco Mario Lucini e alcuni consiglieri della maggioranza. I video dell’incontro saranno tutti presto on line su Altra Como e sul sito dell’Ordine degli ingegneri, promotori dell’iniziativa insieme all’assessorato all’ambiente del Comune di Como. Presto on line su canale di ecoinformazioni altre anteprime video con gli interventi iniziali di Giorgio Fontana e Chiara Braga.

E troppo presto per dire che si può fare e naturalmente nessuno può dire che si farà il campo geotermico profondo di Como. Ma l’ipotesi presentata nel dibattito in biblioteca sabato 12 aprile non è semplicemente un’idea. Si tratta di un’ipotesi scientifica alla quale credono ingegneri, geologi, docenti universitari del Politecnico e scienziati del Centro Volta. È l’ipotesi alla quale vuole seriamente lavorare l’assessore all’ambiente Bruno Magatti che ha rivendicato nel suo intervento il fatto che per una volta non è qualcuno che bussa alla porta del pubblico per proporre un’idea, ma essa nasce fin dall’inizio dalla sinergia tra competenze politiche e scientifiche a disposizione della cosa pubblica. L’idea è semplice e già realizzata in centinaia di altri luoghi anche in Italia: fare un buco (sarà  necessario farlo profondo forse qualche migliaia di metri)  estrarre da esso acqua calda, farle scambiare calore con un circuito secondario, utilizzare quest’ultimo prima per produrre con una turbina e un generatore energia elettrica per poi distribuire il calore residuo con un impianto di teleriscaldamento direttamente nelle abitazioni della città. Allo stato degli studi che da oggi partono con maggiore intensità i punti forti dell’iniziativa sono almeno due: c’è un’area quella della Ticosa che la città ha urgenza di riprogettare in modo innovativo ed economicamente produttivo e la presenza del Cosia che può offrire un’interessante “autostrada”dove fare correre i tubi del teleriscaldamento senza rompere tutte le strade e con costi ovviamente molti minori. E se il pozzo non offrisse temperature sufficienti a produrre corrente elettrica? Si aprirebbe comunque una possibilità davvero interessante con l’uso diretto delle acque relativamente fredde per riscaldarle ancora con impianti a energie alternative o – forse meglio ancora – per utilizzarla nel teleriscaldamento dove la temperatura richiesta è naturalmente più bassa di quella necessaria per la generazione di elettricità.

Quindi si può fare? Sì, si può studiare se e come farlo e soprattutto, e ciò segna davvero un cambio di passo per il centrosinistra comasco, si comincia a pensarci fin dall’inizio alla luce del sole (in biblioteca, pubblicamente e con i cittadini e le cittadine della città) il che per una fonte profondamente sotterranea è davvero una rivoluzione della politica con la scienza.  In chiusura l’intervento di Spallino che ha indicato la necessità di progettare complessivamente l’assetto urbanistico della città  chiarendo che spetta alla politica la decisione in un quadro che vede le diverse aree non come problemi ma come occasioni per  migliorare la città.  E alla domanda di Fontana che gli ha chiesto: “Vorremmo il tuo permesso per fare alcuni buchi nel suolo in Ticosa”  ha risposto sorridendo: “Ora sì”.

Nel dibattito sono emerse anche posizioni critiche con dubbi circa la scelta dell’area della Ticosa, a cui si preferirebbe una localizzazione periferica, la constatazione di battute d’arresto di progetti analoghi in Svizzera, i costi elevati anche della fase di trivellazione. La conclusione di Magatti ha sottolineato la positività di un dibattito vero anche con posizioni critiche, ha chiarito che naturalmente non si intende utilizzare l’intera superficie dell’area Ticosa e ribadendo che al variare delle disponibilità offerte alle diverse profondità dalla geotermia si potrà ragionare su come realizzare un eventuale impianto senza nessuna preconcetta adesione fideistica a un’dea, ma con la consapevolezza che per risolvere i problemi bisogna sperimentare soluzioni innovative. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

12 aprile/ Geotermico: da Como la proposta per avviare un progetto in Ticosa

geotermiaConvegno con docenti universitari e ricercatori sabato 12 aprile dalle 14 alla Biblioteca comunale di Como, in piazzetta Lucati, organizzato dall’assessorato all’Ambiente del Comune di Como e dall’Ordine degli ingegneri della provincia di Como.

 

«La Terra costantemente emette energia sotto forma di calore, che dalle zone più profonde si propaga verso la superficie: si tratta del cosiddetto flusso di calore, o flusso geotermico – spiega un comunicato di Palazzo Cernezzi –. Tale flusso, costante e continuo, rappresenta un’importante fonte che da tempo viene utilizzata per il riscaldamento domestico. Recentemente lo sfruttamento si è esteso grazie all’avvento di speciali apparecchiature, le cosiddette pompe di calore, tali da rendere possibile in qualunque luogo della Terra ed in qualunque condizione geologica o climatica, ricavare energia sufficiente per coprire i normali consumi per riscaldamento e acqua calda di una famiglia. Il tutto al prezzo di una ragionevole quantità di energia elettrica per il funzionamento della macchina. Ma per riscaldare interi quartieri o una città la bolletta elettrica sarebbe insostenibile. È allora possibile ricorrere a sistemi tanto più profondi da permettere l’uso diretto del calore della terra e anzi riuscire a produrre energia elettrica senza alcun effetto di inquinamento ambientale».

«L’Italia è tra i paesi “geotermicamente” più caldi d’Europa e questa è una condizione che non possiamo non sfruttare – precisa l’assessore Bruno Magatti, presentando questa mattina alla stampa il dibattito –. L’esempio più importante a livello europeo dell’utilizzo di tale energia è il sistema di riscaldamento urbano della città di Ferrara. Si tratta di un impianto di teleriscaldamento che serve 14mila appartamenti con evidenti ricadute sulla qualità dell’aria che si respira e già in fase di raddoppio. Penso che a Como non manchino le capacità per poter avviare un progetto e mi auguro che l’appuntamento di sabato possa accelerare l’avvio degli studi necessari».

«Il riscaldamento degli edifici civili impiega almeno il 40% dell’energia primaria, il che corrisponde in sintesi ad un equivalente saldo negativo in termini di bilancia commerciale per l’import di combustibili fossili – prosegue l’ingegner Giorgio Fontana, ideatore del convegno insieme a Magatti –. Ciò spiega l’enorme potenziale a disposizione in termini di filiera industriale, vantaggi ambientali, Pil disponibile sul territorio anziché flusso di denaro esportato. In Germania tale approccio è già diventato sistemico e strutturale, laddove storicamente tali tecnologie (si pensi ad esempio alle caldaie a condensazione) sono sempre arrivate nel nostro paese a vari anni di distanza e con un enorme altrui vantaggio. Con la geotermia anche un territorio come il nostro può mettere a sistema competenze e tecnologie di assoluto prim’ordine, come dimostrerà il convegno» (un contributo sul teleriscaldamento).

«E proprio l’Istituto di geofisica e geoscienze del Consiglio nazionale delle ricerche ha già consegnato all’assessore Magatti e all’ingegner Fontana un primo studio preliminare sulla geotermia profonda a Como Raccolta preliminare di informazioni geologico-geotermiche nell’area di Como – precisa un comunicato di Palazzo Cernezzi –, realizzato sulla base delle informazioni disponibili nei data base del Cnr».

DEEP GEO - Volantino DEF«All’introduzione di Franco Gerosa, presidente dell’Ordine degli ingegneri di Como e della parlamentare Chiara Braga, responsabile ambiente nella direzione del Partito democratico – spiega gli interventi un comunicato –, seguirà l’intervento dell’assessore all’Ambiente Bruno Magatti, da tempo sostenitore della necessità di avviare un progetto per la realizzazione di una centrale geotermica in città, nell’area dell’ex Ticosa. Seguirà l’intervento del professor Giulio Casati del Centro di cultura scientifica Alessandro Volta che inquadrerà i bisogni e le necessità delle nostre città, oggi e soprattutto nel futuro. La parola passerà quindi ai tecnici con l’intervento di Adele Manzella, geofisica, responsabile della geotermia per l’Istituto di geofisica e geoscienze del Consiglio nazionale delle ricerche e coordinatrice scientifica di Vigor, progetto finalizzato all’individuazione e realizzazione di interventi per ampliare il potenziale sfruttabile di energia geotermica in Campania, Calabria, Puglia e Sicilia, del professor Ennio Macchi, docente del Dipartimento energia del Politecnico di Milano, di Fausto Ferraresi, dirigente del Gruppo Hera e presidente dell’Associazione italiana teleriscaldamento urbano. In chiusura l’intervento dell’assessore all’Urbanistica del Comune di Como, Lorenzo Spallino che parlerà delle opportunità per un’area Ticosa di stampo europeo». [md, ecoinformazioni]

Razzismo elvetico/ Braga: segnale allarmante

chiara braga«Dalla Svizzera arriva un segnale di allarme per tutta l’Europa. Si tratta di una decisione che rispettiamo poiché riguarda gli affari interni di un Paese straniero, tuttavia non si può pensare che questa scelta non abbia conseguenze e pesanti ripercussioni, anche per i rapporti tra il nostro Paese e la Confederazione elvetica. Ritengo si tratti di una scorciatoia pericolosa che dà una risposta sbagliata ad una questione reale. Serve una politica europea che consenta di tenere insieme le esigenze del mercato con quelle sociali, assicurando diritti e tutele alla libera circolazione dei cittadini. La gestione dei flussi migratori non può essere oggetto di atti unilaterali ed è evidente che le ricadute dell’esito referendario dovranno trovare una composizione ragionevole a livello istituzionale nel più ampio contesto europeo. L’Italia guarda a questo segnale  con particolare preoccupazione, vista la condizione dei quasi 60.000 lavoratori frontalieri che dalle zone di confine ogni giorno vanno in Svizzera a prestare il loro lavoro e che da tempo sono già oggetto di discriminazioni salariali e persino attacchi a sfondo xenofobo. Il nostro Paese dovrà giocare un ruolo in prima fila in UE per garantire il diritto alla  libera circolazione e per la  tutela lavoro frontaliero.  Su questo fronte l’impegno del Pd continuerà ad essere massimo».

No alla tassazione degli studenti comaschi a Varese

liceo gb grassi saronnoChiara Braga chiede l’intervento della Provincia di Como contro la proposta del commissario della Provincia di Varese Dario Galli di introdurre un contributo per gli studenti lariani che vadano a studiare in un istituto varesino.

 

«Non è una soluzione accettabile» afferma recisamente la deputata democratica comasca Chiara Braga. Tutto nasce dalla possibile chiusura di una succursale del Liceo scientifico G.B. Grassi di Saronno dati costi dell’affitto (150mila euro) troppo alti per il commissario straordinario della Provincia di Varese Dario Galli. L’ipotesi prospettata dall’esponente leghista è l’introduzione di un contributo per gli studenti comaschi che lo frequentano per poter recuperare il denaro necessario al mantenimento della struttura. Una tassa, si paventa, estendibile poi a tutti gli studenti che dalla provincia comasca vadano a studiare in quella varesina.

«Non sarebbe corretto far pesare ulteriormente i costi dell’istruzione pubblica alle famiglie già pesantemente provate dalla crisi economica – precisa la deputata comasca –. Per di più, far pagare i maggiori costi scolastici alle famiglie degli studenti esterni significherebbe di fatto porre questi ultimi in uno stato di disuguaglianza e disparità».

«Sulla vicenda non sorprende affatto l’ennesimo silenzio dell’attuale commissario della Provincia di Como Carioni – conclude con un affondo a un altro esponente della Lega Nord Braga –, il quale dovrebbe invece impegnarsi per garantire il servizio di istruzione pubblica agli studenti comaschi magari attuando convenzioni di copertura parziale con la Provincia varesina. Se infatti la situazione comporta, come sembra, un maggiore onere per l’amministrazione provinciale di Varese dovrebbe essere compito dell’omologo ente comasco accollarsene la spesa». [md, ecoinformazioni]

Una interrogazione alla Camera sui ristorni

frontalieri«No a forme di pressione che fomentino sentimenti di avversione nei confronti dei lavoratori frontalieri» dicono i deputati comaschi Braga e Guerra.

 

L’interrogazione presentata alla Camera, prima firmataria Maria Chiara Gadda, sottoscritta dai deputati democratici comaschi Chiara Braga e Mauro Guerra, chiede ai ministri degli Esteri e dell’Economia: «Quali forme di tutela il Governo intende attuare per salvaguardare il quadro normativo che disciplina l’imposizione fiscale dei lavoratori frontalieri, con particolare riguardo alla questione dei ristorni».

Una richiesta di chiarimento: «A seguito dell’approvazione quasi unanime, lo scorso 29 gennaio 2014, da parte del Gran consiglio dell’iniziativa cantonale in materia di imposizione fiscale con la quale il Canton Ticino chiede all’Assemblea federale svizzera l’abrogazione unilaterale dell’accordo fiscale sui frontalieri in vigore dal 1974».

Roma ha: «Approvato un decreto legge che prevede la cosiddetta voluntary disclosure, una richiesta spontanea del contribuente che permetterà di regolarizzare i capitali non dichiarati all’estero per i quali dunque non sarà più previsto l’anonimato, le imposte dovute verranno pagate per intero attraverso un meccanismo di riduzioni diversificate delle sanzioni, mentre sono previste importanti attenuazioni del carico penale».

«Il provvedimento appena varato dal Governo ha come obiettivo quello di garantire una nuova base giuridica di partenza per arrivare ad un accordo fiscale tra il nostro Paese e la Confederazione elvetica – precisa la nota dove i deputati comaschi sottolineano come – L’iniziativa ticinese è stata lanciata proprio come forma di pressione nei confronti del Governo elvetico in occasione delle trattative su un nuovo accordo fiscale tra Italia e Svizzera sulla tassazione dei capitali esportati illecitamente».

«A questo si accompagna il referendum elvetico del prossimo 9 febbraio promosso dal partito conservatore dell’Udc, sintetizzato nello slogan “Basta con l’immigrazione di massa”, per limitare appunto l’accesso ai lavoratori stranieri in territorio svizzero, che soprattutto in Ticino rischia di peggiorare la situazione, accrescendo le ostilità in un clima già abbastanza teso – concludono Braga e Guerra –. La speranza è che, come purtroppo già avvenuto negli anni passati, non si fomentino sentimenti di avversione inutili soprattutto in un periodo di forte crisi come quello attuale, agendo sulle paure dei cittadini e dei lavoratori, e soprattutto non si utilizzino i frontalieri come strumenti di scambio o peggio di ritorsione sui quali far pesare gli esiti di importanti negoziazioni e accordi futuri» (l’interrogazione). [md, ecoinformazioni]

Chiara Braga in Parlamento su Terra dei fuochi, Ilva, dissesto idrogeologico

chiara bragaLa parlamentare del Pd, responsabile ambiente nella segreteria Renzi, è intervenuta nel dibattito parlamentare sul Decreto legge sulla Terra dei fuochi con la sua dichiarazione di voto a favore: « Con questo provvedimento si inizia finalmente a scrivere una pagina nuova, con l’ambizione di trasmettere al Paese un messaggio di riscatto che vogliamo interpretare proprio da queste realtà, dicendo che le istituzioni che noi oggi rappresentiamo non si arrendono alla sconfitta, all’illegalità, al degrado ambientale e sociale». Guarda il video.

Per un’urbanistica sostenibile: l’incontro a Cantù

TANGENZIALECOMOUn piano con molti punti oscuri, l‘esigenza di un reale cambio di passo, progetti e proposte per limitare il consumo di suolo e tutelare maggiormente l‘ambiente: questi sono stati i temi di Informazioni e riflessioni per un’urbanistica sostenibile, l’incontro organizzato dal gruppo di lavoro P.g.t 2013 presso il salone dei convegni a Cantù. Centro della discussione, nella serata di venerdì 17 gennaio, è stato il piano canturino di governo del territorio, la cui approvazione finale è prevista per il 7 febbraio. Sul progetto gravano però numerosi punti oscuri, dalla reale volontà di limitare la speculazione alla transito della nuova tangenziale nel territorio comunale, presente nel testo nonostante le assicurazioni del primo cittadino.

«Il Pgt così formulato disattende – ha esordito Antonio Pagani, capogruppo democratico al comune brianzolo – le stesse promesse elettorali di Lavori in Corso, che prevedevano la fine dell’edilizia selvaggia e una maggiore logica nella gestione del territorio». Invece la maggioranza <<non segna alcun cambiamento rispetto alle precedenti giunte di Centrodestra, soprattutto sulla limitazione delle spazi edificabili». I numeri previsti parlano infatti di un aumento delle unità abitative, in previsione di una  crescita della popolazione: «il problema- ha riportato Vitaliano Colombo, urbanista con esperienze amministrative a Lurate Caccivio – è che si prevedono più di 1000 unità in costruzione, per un di totale di 6000 abitanti in più nei prossimi anni. Cifre molto lontane dalla realtà».

Il doppio intervento non ha dovuto aspettare molto una risposta, vista la presenza tra il pubblico di Vincenzo Latorraca, assessore all’urbanistica: «il progetto è molto diverso da come l’avete presentato – ha ribattuto l’esponente di Lavori in Corso, smentendo i dati riportati- e non lo dico solo io, ma la stessa Regione Lombardia, che dopo controllato il piano non ha rilevato nessuno di questi numeri».

Il botta e risposta non ha però esaurito l’annoso problema della salvaguardia del territorio, magari da condurre con proposte e progetti anche a livelli più estesi della realtà canturina. Compito fatto proprio dagli ospiti di rielievo dell’incontro, a cominciare da Chiara Braga: «in sede parlamentare – ha confermato la neo responsabile all’ambiente della segreteria Pd – stiamo formulando una proposta di legge per limitare il consumo di suolo e soprattutto il consumo di terreno agricolo. Contiamo di approvarla in tempi molto rapidi». Bene ma non abbastanza secondo invece il consigliere regionale del M5s Giancarlo Corbetta, per cui «è condivisibile l’impianto presentato dalla Braga, ma servirebbe anche qualcosa in più. Noi proporremo in Regione di aumentare gli oneri di urbanizzazione al di fuori delle aree urbane, utilizzando poi i fondi raccolti per dare respiro alle casse dei comuni in difficoltà».

Progetti ambiziosi la cui messa in pratica deve essere però rapida, come ricordato da Damiano Di Simine, presidente lombardo di Legambiente: «il problema non può essere più sottovalutato- ha riportato nelle conclusioni l’ambientalista- il consumo di suolo ha raggiunto nel nostro territorio livelli drammatici. Servirebbe così un cambio di passo per superare una mentalità malata e insostenibile, che ha prodotto solo disastri». [Luca Frosini,  ecoinformazioni]

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