Enzo D’Antuono

Risultati definitivi complessivi primarie Sel/ Toffoletti terza per la Camera

selParticolarmente positivo il risultato di Anna Toffoletti, candidata alla primarie di  Sel  per la Camera, che ha raggiunto con 241 voti il terzo posto tra le donne in tutto il collegio Lombardia 2. Francesco Vignarca nello stesso collegio della Camera si è classificato quinto con 153 voti mentre l’altro candidato comasco Cristiano Negrini è all’ottavo posto con 101 voti. Al Senato Lombardia maschi Enzo D’antuono è all’undicesimo posto con  203 voti mentre Marco Lorenzini è dodicesimo con 198 voti. Tutti i risultati sul sito di Sel Lombardia.

Parlamento Sel/ Si vota il 29 dicembre

selPronte le liste per le primarie di Sinistra ecologia e libertà. I candidati della provincia di Como sono al Senato Enzo D’Antuono e Marco Lorenzini, alla Camera Cristiano Negrini, Anna Toffoletti, Francesco Vignarca. Per la scelta dei candidati parlamentari di Sel si voterà sabato 29 dicembre  in seggi  e con regole diverse da quelle del Pd. Potranno votare gli iscritti all’albo degli elettori delle primarie nazionali del centrosinistra dello scorso 25 novembre, i tesserati 2012 a Sel Como al 24 novembre 2012 e i tesserati 2011 a Sel Como che rinnovino l’iscrizione entro il 22 dicembre.

Spazio Gloria pieno di ragazze e ragazzi antimafie

Si aperta alle 9 di giovedì 3 maggio allo Spazio Gloria del circolo Arci Xanadù Carovana antimafie 2012 – Fare società. L’incontro, con oltre trecento ragazzi e ragazze delle scuole (Ripamonti, Magistri, Giovio e Pessina di Como, Terragni di Olgiate Comasco), è stato introdotto dal presidente dell’Arci di Como Enzo D’Antuono e dal prefetto di Como Michele Tortora che ha voluto presenziare all’iniziativa per affermarne l’importanza e la positività. Entrambi gli interventi hanno messo in evidenza la diffusione delle mafie anche nel territorio comasco e la necessità di una formazione adeguata dei giovani cittadini per contrastarle. Tortora ha rivendicato gli ottimi risultati conseguiti dalle forze dell’ordine nel contrasto alle mafie che ha portato all’incercerazione dei latitanti e alla confisca di molti ben mafiosi anche in Lombardia. Alla proiezione del film MM Milano Mafia è  seguito intervento  su Corruzione e mafie al Nord di Alberto Nobili, procuratore aggiunto di Milano e la  presentazione dei campi di lavoro di Arci e Libera sulle terre confiscate alle mafie

 «La mafia è fortemente presente su tutto il territorio lombardo, inquina la realtà sociale ed economica e si occupa di appalti pubblici oltre che delle tradizionali attività illecite». Queste le parole pronunciate dal Prefetto di Como Michele Tortora nel saluto iniziale agli studenti: «I successi delle forze dell’ordine contro la mafia non bastano, serve una consapevolezza diffusa della società civile e l’assunzione di regole e comportamenti democratici da parte di tutti. Rispettare la dignità delle persone che ci circondano significa impedire la continua infiltrazione delle mafie». Lo slogan della Carovana 2012 in Lombardia Fare società, come ha spiegato il presidente dell’Arci Enzo D’Antuono, vuole indicare la necessità di liberarsi dalla corruzione e dal potere mafioso, per liberare il lavoro dall’illegalità e dalle infiltrazioni criminali e porre le basi per un futuro diverso che ponga la legalità, i diritti e il lavoro al centro di un percorso di riscatto democratico e civile.

Dopo la visione del film MM Milano mafia, che attraverso interviste e udienze processuali ha ricostruito la pregnante presenza mafiosa nell’imprenditoria milanese e gli inquietanti contatti politici, le parole del Procuratore di Milano Alberto Nobili hanno svelato la nuova strategia della mafia e le possibilità di contrasto a disposizione di ciascun cittadino: «Questo è un problema che riguarda tutti noi, per questo l’indifferenza, la distrazione e il disinteresse sono regali alla mafia. La strategia attuale della mafia è quella del silenzio, il mafioso adora chi si fa i fatti suoi e chi fa finta di non vedere, adora anche il silenzio della ragione e la stupidità. In questo tipo di ambiente sguazza attraverso la violenza, le minacce, la corruzione, perché dove nessuno rispetta le regole, chi è più feroce la fa da padrone». Nobili, che è magistrato da trentatré anni e si è sempre occupato di criminalità mafiosa e organizzata, ha poi spiegato attraverso alcuni esempi di cronaca in che modo il serbatoio della mafia oggi sia ancora il Sud Italia, ma specificando che i suoi veri affari i mafiosi li fanno nelle regioni del Nord. Ritornando a vent’anni fa, quando la cieca violenza di Cosa nostra portò alla stagione delle stragi, il Procuratore ha affermato che «la libertà del nostro paese è stata messa a rischio e c’è voluto tutto quel sangue per convincere lo Stato della gravità del problema. Il sangue con cui la mafia ha macchiato il paese ha portato a una reazione forte, purtroppo una “grande illusione”». Tra il 1993 e il 1995 a Milano e in Lombardia sono stati arrestati 2500 mafiosi e amici di mafiosi, ma questa dura controffensiva ha portato a un cambio di strategia da parte della mafia: «Dal 1995 non ci sono più state stragi, non si è più creato grande allarme sociale, ma la mafia ha mantenuto i suoi affari e il suo “profilo basso” ha coinvolto anche le istituzioni». Oggi i politici in campagna elettorale quando parlano di sicurezza non fanno mai riferimento alla mafia e alla corruzione, nonostante siano questi i veri problemi per la libertà e la stabilità del Paese.

Per tutti questi motivi Alberto Nobili ha sottolineato la necessità di parlare di mafia e di prendere coscienza della gravità di questo fenomeno, sfruttando le armi a nostra disposizione: «Ciò che terrorizza davvero il mafioso non è il carcere, ma sono i soldi, i terreni, le case simbolo del suo potere che lo Stato gli confisca e toglie dalla sua proprietà; il mafioso teme anche la cultura, ha paura di un paese di persone colte, di cittadini preparati che conoscono e rispettano le regole». Nobili ha concluso il suo intervento con un consiglio sincero a tutti i giovani presenti: «Non banalizzate la vostra vita, non rendetela sciocca ma divertitevi e impegnatevi in qualcosa. Non siate distratti, conoscete ciò che vi circonda, imparate quali sono i vostri diritti e doveri, abbiate fiducia nelle istituzioni. Il divertimento è fondamentale, ma cercate anche la partecipazione, l’aggregazione e la solidarietà».

Un esempio di impegno concreto è stata la testimonianza dei tre volontari Tommaso, Stefano e Federica del gruppo Verso Libera Como, che attraverso un filmato e fotografie hanno mostrato agli studenti le esperienze vissute in Calabria, Sicilia e Campania durante i campi di volontariato e formazione di Libera e Arci sui terreni confiscati alle mafie. Ogni estate centinaia di persone scelgono di andare a lavorare sui beni e le terre tolte ai mafiosi e gestite dalle cooperative sociali, per poter toccare con le proprie mani cosa significa fare antimafia quotidianamente, imparare e conoscere queste realtà per poter scegliere “da che parte stare”. [Tommaso Marelli, ecoinformazioni]

Non solo ladri

Il miserabile naufragio della Lega non deve illuderci. Il suo elettorato è infatti da una parte immobilizzato nel cerchio magico della mistica pseudopadana (i militanti, soprattutto), dall’altra incarna una componente antimoderna e ultra-tradizionalista fisiologica nelle società europee. Nel caso italiano, però, questa componente non produce politica in senso proprio, è invece tristemente e mediocremente ripiegata sui propri interessi materiali e chiusa nelle proprie paure. Un mondo al quale il tema della legalità repubblicana appare privo di significato. Tutti ricordiamo che l’illegalità – sotto l’aspetto della rivolta fiscale, dell’evasione fiscale, del disprezzo della forma e della sostanza della Costituzione repubblicana, della xenofobia, del razzismo – è alla base della fondazione stessa del partito di Bossi. Come tanti cittadini onesti abbiano potuto, in tutti questi anni, rifiutarsi di vedere il marcio che si celava dietro quella mistica del capo, quel compiacimento dell’ignoranza, quell’elogio sguaiato dell’egoismo sociale, quella violenza verbale, resta un mistero. (altro…)

Enzo D’Antuono con Lucini

Enzo D’Antuono, presidente dell’Arci di Como,  illustra i motivi della sua candidatura con Mario Lucini e l’impegno dell’Arci nella politica lariana per battere il centrodestra:«In questi giorni ho rotto gli indugi e ho accettato di candidarmi alle elezioni per il Comune di Como. Una scelta difficile, vista la mole di impegni che ho già, ma necessaria; siamo ad una svolta molto importante, per la prima volta il centro sinistra è pienamente in grado di concorrere per la vittoria; ma serve il contributo di tutti. (altro…)

L’apologia del fascismo è reato

 

logoarci1Enzo D’Antuono, presidente dell’Arci di Como, prende posizione sui disordini determinati a Bergamo dalla volontà di aprire una sede di Forza Nuova.

Il presidente dell’Arci in una nota diffusa oggi denuncia l’azione delle destre neofasciste che creano le condizioni perché avvengano scontri e atti di violenza: «Siamo in una Repubblica nata dalla Resistenza, dove l’apologia di fascismo è ancora reato, eppure si permette tranquillamente a formazioni dichiaratamente fasciste di operare, aprire sedi, randellare ogni volta che sia possibile».

Riferendosi ai fatti di Bergamo D’Antuono afferma che «le cariche della polizia sono avvenute in assenza di atti che le legittimassero mentre non si capisce come mai qualche centinaio di fascisti possa esibirsi con caschi, spranghe, saluti romani e inni al duce senza che nessuno delle forze dell’ordine intervenga». E aggiunge: «Segnalo che la via Quarenghi ospita la sede provinciale dell’Arci della Uisp e altre associazioni e soprattutto è una via a forte insediamento di immigrati; credo sia doppiamente folle avere permesso l’apertura di una sede di forza nuova proprio in quella zona, chi ha autorizzato questo o è un irresponsabile oppure spera che così una via centrale della città possa essere liberata dal “fastidio” degli immigrati».

Critiche anche per la stampa: «Esiste un gioco per cui la stampa si concentra tutta sugli episodi eclatanti perché fanno audience, per cui una bandiera israeliana bruciata oscura decine di migliaia di persone che manifestano per la Palestina, o una scritta insultante sui muri o una vetrina spaccata oscurano la marcia pacifica di tante persone. Questo è un gioco che andrebbe cessato se si vuole informare».

Leggi razziali. D’Antuono: “Mi vergogno di essere italiano”

Un appello al mondo dell’associazionismo e della sinistra dal presidente dell’Arci comasca contro il nuovo Testo unico sull’immigrazione. Di fronte alla barbarie dilagante nelle leggi razziali del governo D’antuono è amareggiato: «Mi vergogno di essere italiano»

 

Il presidente dell’Arci provinciale di Como, Enzo D’Antuono, lancia un appello «a tutte le associazioni e alle forze politiche ad unirsi, al di là delle differenze, per far sentire la voce del popolo italiano che non ci sta ad accettare i provvedimenti razzisti che caratterizzano il Testo unico sull’immigrazione».

«Un testo – ha proseguito D’Antuono – che segna un’ulteriore tappa del processo di costruzione di uno stato razzista».

Quella in corso è per l’esponente dell’Arci una lotta contro i poveri che segue una filosofia vessatoria contro le persone in situazioni di disagio con provvedimenti «come la schedatura dei clochard e l’aumento del costo dei permessi di soggiorno, che per una famiglia di quattro persone toccherà i mille euro, denaro che consentirebbe di aiutare i loro parenti nel paese di origine».

Una situazione preoccupante per D’Antuono che ripone comunque le proprie speranze nella «grossa fetta di italiani che non ci sta anche se non riesce a farsi sentire».

«In certi casi mi vergogno di essere italiano» ha concluso ribadendo l’impegno per uno forzo culturale e sociale a sostegno dei più deboli con un’ulteriore intensificazione dell’impegno dell’Arci, da sempre attiva su questi temi.

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