Enzo D’Antuono

Dal 21 al 30 gennaio/ Per il Gloria e per la città

gloria-musaLa dieci giorni del circolo Arci Xanadù e del suo spazio Gloria non sarà solo un’importante occasione per approfittare di una serie di spettacoli e di iniziative di grandi rilievo. Il programma delle iniziative che dal 21 al 30 gennaio proporranno musica, cinema, teatro, incontri con tanti artisti e tanti amici e amiche del Gloria presenterà dieci anni in dieci giorni per mostrare ciò che sarà possibile fare nei prossimi 10 se verranno rimossi gli ostacoli allo sviluppo della proposta culturale dell’Arci in città a partire dalla persistente e per certi versi incomprensibile indisponibilità della giunta Lucini a fare la sua parte  per evitare che la città debba rinunciare a uno dei suoi principali beni comuni culturali.  Anche per questo l’Arci presenterà nei giorni dell’iniziativa una riflessione  per la cultura in città per arrivare a un manifesto/appello plurale sul quale si raccoglieranno le firme dei cittadini e delle cittadine.  Si chiederà a tutti/ e i/le candidati/e sindaco  di sottoscriverlo prima delle elezioni. Nei video  la presentazione della serata d’apertura sabato 21 gennaio alle 21,30 con Dai diamanti non nasce niente – Tributo a Fabrizio De André e un intervento del presidente del circolo Arci Xanadù e del Comitato provinciale Arci di Como Enzo D’Antuono. Leggi il programma.

Dal 21 al 30 gennaio/ 10 anni in 10 giorni.. di Gloria!

manifesto-10-giorni«27 gennaio 2007: il cinema Gloria riprende vita e diventa Spazio Gloria. Gennaio 2017 festeggiamo i suoi dieci anni di vita con dieci giorni di eventi, uno per ogni anno. Dal 21 al 30 gennaio ci saranno musica, cinema, teatro, incontri con tanti artisti e tanti amici. Dieci anni in dieci giorni per rappresentare quel che sarà , se si potrà». È il messaggio del circolo Arci Xanadù, che dieci anni fa, riaprì la storica sala di via Varesina 72 a Como con un progetto di cinema post cinema che ha trasformato la sala in un luogo di aggregazione e in uno spazio polifunzionale, insomma in un polmone culturale per la città di Como. Non sono stati dieci anni facili, tanti i problemi, tra cui per primo l’avanzamento dei lavori di adeguamento imposti alla struttura la cui mole e  i cui costi sono lievitati nel tempo. Insomma, questi dieci giorni saranno importanti per festeggiare, ma anche per raccogliere la solidarietà e l’attenzione di chi non vuole che questo spazio chiuda per sempre.

Di seguito il programma completo della dieci giorni:

Sabato 21 gennaio ore 21.30deandre_2017
Dai diamanti non nasce niente – Tributo a Fabrizio De André. L’ormai tradizionale appuntamento musicale che vede la direzione artistica di Renato Franchi dell’Orchestrina del Suonatore Jones , e che per questa edizione vedrà sul palco anche il comasco Marco Belcastro,  il cremonese Giò Bressanelli, la Max Piro Band da Varese, gli Anklebiters da San Vittore Olona, Marco & Stefano da Busto Arsizio e Lorenzo Monguzzi, già voce dei Mercanti di Liquore, apprezzatissimo anche da solista, sicuramente uno dei migliori interpreti di De André. Ingresso 12 euro. Prevendite aperte per i soci Arci sul sito http://www.spaziogloria.com

Domenica 22 gennaio
ore 17 – L’ensemble musicale Micromega sonorizza dal vivo il film documentario Microcosmos di Claude Nuridsany e Marie Pèrennou**
ore 21 – In prima visione Silence di Martin Scorsese ad ingresso ridotto

orizzonti-inclinatiLunedì 23 gennaio ore 21
da Orizzonti inclinati recital: Due amici in cammino per la pace dal diario di Martin Luther King e Mahalia Jackson**
A seguire reading Belle storie africane letture a cura degli allievi del corso di teatro Orizzonti Inclinati**

taxi-driverMartedì 24 gennaio ore 21
Film evento. A 40anni dalla sua uscita nelle sale, di nuovo sul grande schermo solo per una notte: Taxi Driver di Martin Scorsese con Robert De Niro**

Mercoledì 25 gennaio ore 21
Show Cooking A cena con il presidente con Enzo D’Antuono e Max Pini. In contemporanea il reading Gola di Mattina Torre, interpretato da Peppino Luvrano, musiche e canzoni partenopee Vito Pagliarulo**

nebbiosiGiovedì 26 gennaio ore 21
anteprima: estratto dalla La Nebbiosa di Pasolini, regia Paolo Trotti. Adattamento Paolo Trotti e Stefano Annoni. Con Stefano Annoni e Diego Paul Galtieri**
A seguire Potage live**mastandrea

Venerdì 27 gennaio ore 21
Film Tutti giù per terra, a seguire Alessio Brunialti e Stefano Annoni dialogano con Valerio Mastandrea**

7-grani-nanchinoSabato 28 gennaio ore 21
Ragazza di Nanchino, proiezione del docu-film racconto del viaggio dei 7Grani in Cina, a seguire 7Grani in concerto**

Domenica 29 gennaio ore 17.30 e 21
Proiezione del film di animazione Le stagioni di Louise di Jean-François Laguionie. Ingresso ridotto.

Lunedì 30 gennaio ore 21
i Lunedì del Cinema: omaggio a Pablo Neruda. Proiezione di Neruda di Pablo Larraín e workshop/reading con Allineamenti

** Ingresso libero con sottoscrizione

Maggiori informazioni e contatti su www.spaziogloria.com

Libera/ Marco Tagliabue: la forza di denunciare

Marco TagliabueAlla Festa di Libera il coraggio di denunciare, la forza di ascoltare e divertirsi contro le mafie sabato 2 luglio  all’area feste di Maslianico. La pioggia non ha aiutato al festa che ha comunque raccolto molti giovani attivisti. Momento essenziale dell’iniziativa, che ha offerto anche la cucina realizzata con il sostegno dell’associazione Lambienteinvita di Maslianico con materie prime provenienti da Libera terra e ha dovuto cedere al rito della partita calcistica, è stato il dibattito La forza di denunciare. (altro…)

Arci/ D’Antuono invita Mantovani il 30 ottobre a Uccellacci e uccellini

arcicomoIl presidente dell’Arci di Como e del circolo Xanadù risponde a Ada Mantovani (Adesso Como) che aveva espresso nel Consiglio comunale di Como del 13 ottobre dubbi circa la legittimità del contributo dato alla manifestazione su Pasolini Una disperata vitalità. Leggi il testo della lettera.

«Gentile signora Ada Mantovani, sono Enzo D’Antuono presidente dell’Arci di Como e del circolo Arci Xanadù che da 8 anni gestisce il cinema Gloria.

Le scrivo a proposito dell’interpellanza da lei presentata relativa al contributo del Comune alla manifestazione Una disperata vitalità.

Nella sua interpellanza lei contesta come eccessivo tale contributo per un’iniziativa che definisce di “nicchia”. Siamo grandemente sconcertati dalla superficialità con cui tratta la questione e dalle tante inesattezze che esprime.

La mostra L’Oriente di Pasolini è parte, di una più ampia manifestazione a cui abbiamo dato nome Una disperata vitalità, che oltre alla mostra prevede:

– proiezioni di pellicole originali di alcuni dei migliori film di Pasolini, accompagnate da ospiti importanti, personaggi come Carlo Di Carlo, aiuto regista di Pasolini, Ninetto Davoli, suo attore preferito oltre allo stesso Roberto Villa autore delle foto esposte;

– una proiezione lezione dedicata agli studenti delle scuole medie superiori;

– una serata con proiezione di un video omaggio di Mario Bianchi;

– un reading con Moni Ovadia per la  lettura degli Scritti Corsari di Pasolini.

Una manifestazione complessa e articolata che ha reso al meglio la figura di uno dei più grandi intellettuali del Novecento e che è tuttora in corso.

Come lei potrà immaginare tutto questo ha dei notevoli costi, il contributo è riferito dunque a tutta la manifestazione e se non ci fosse stato, insieme al contributo della Regione Lombardia, la manifestazione non sarebbe stata possibile oppure avremmo dovuto praticare prezzi di ingresso molto più elevati.

Per sua conoscenza le faccio presente che la mostra ha avuto diversi momenti ad ingresso gratuito: l’inaugurazione, che ha visto la partecipazione di circa 200 persone, la serata con Mario Bianchi durante la quale è stato proiettato il suo video omaggio a Pasolini, una mattinata di visita guidata per gli studenti.

Troviamo inoltre particolarmente sgradevole il suo stigmatizzare anche la concessione gratuita del Broletto, come se questi spazi non fossero della città e dei suoi cittadini e se non fosse naturale che i cittadini attraverso soggetti come la nostra associazione ne possano godere. Il suo ragionamento presuppone una logica di separatezza tra istituzioni e soggetti culturali che se così fosse renderebbe ancora più difficile realizzare qualsiasi evento.

Noi pensiamo invece che questo sia stato un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni e privati che ha permesso di realizzare un evento che altrimenti Como non avrebbe mai vissuto e dal quale Como ne esce più arricchita.

Certo lei lo definisce di “nicchia” e questo le risolve tutto, ma non è così, e se anche lo fosse andrebbe valutato per il suo valore e significato culturale, e, da questo punto di vista,  i patrocini del Comune di Roma e del Comune  di Bologna alla manifestazione hanno un  significato.

La ringrazio per l’attenzione e  la invito a partecipare nostra ospite la sera del 30 ottobre per la serata di chiusura della rassegna, in quella occasione sarà proiettato il film Uccellacci e uccellini con la partecipazione dell’attore Ninetto Davoli, potrà essere occasione di ulteriori chiarimenti. Cordiali saluti». [Enzo D’Antuono, presidente Arci provinciale e Xanadù]

19 settembre/ L’Oriente di Pasolini a Como


A Como l’Arci Xanadù propone una rassegna dedicata all’intellettuale Pier Paolo Pasolini. Una disperata vitalità sarà un percorso alla ricerca dell’artista, fra cinema, musica e poesia. Pasolini-03 Si comincia venerdì 19 settembre alle 18.30 al Broletto con l’inaugurazione della mostra fotografica L’Oriente di Pasolini, il fiore delle mille e una notte nelle fotografie di Roberto Villa. L’autore sarà presente. Leggi il programma completo.

 

«E’ il trentanovesimo anno dalla morte di Pasolini – commenta Enzo D’Antuono, presidente provinciale dell’Arci (guarda il video) – vogliamo evitare i fiumi di miele che saranno utilizzati per l’anniversario del quarantesimo. Perché la sua è una figura controversa, complessa e non deve essere svuotata di significato».
Oggi c’è tanto bisogno di Pasolini, della sua poesia e del suo sguardo attento e critico sul mondo, come ricorda la curatrice Barbara Lombardi (guarda il video): «Il messaggio della sua opera è ancora attualissimo. La rassegna vuole ridare voce a un personaggio scomodo e controcorrente, che seppe mettere in luce con “disperata vitalità” le contraddizioni e i conflitti del suo tempo, descrivere e interpretare le bellezze e gli orrori di un’Italia in trasformazione».
Una mostra [dal martedì al venerdì 15-20, sabato, domenica e festivi 10-21; ingresso 3 euro] fatta in collaborazione con il centro studi – archivio Pier Paolo Pasolini di Bologna, diverse proiezioni e incontri, una “lezione” per le scuole e un reading con Moni Ovadia proporranno al pubblico un ritratto del Pasolini pensatore e artista eclettico, regista e scrittore, provocatore e “immorale”, critico e poeta. Alle proiezioni parteciperanno anche personaggi di spicco come l’ aiuto regista Carlo di Carlo o l’attore e compagno di mille avventure Ninetto Davoli.
Le proiezioni saranno moderate da Matteo Marelli, critico cinematografico e caporedattore di Uzak.it (guarda il video): «Si va da Il fiore delle mille e una notte a Salò o le 120 giornate di Sodoma. Pasolini sapeva di essere in guerra e che avrebbe perso, ma ha deciso comunque di non arrendersi. Sono due opere chiave per capire bene il suo percorso».
I luoghi in cui si svolgerà la rassegna saranno il Broletto e lo Spazio Gloria.
La manifestazione è organizzata dal Circolo Arci Xanadù, con il patrocinio del Comune di Roma, il patrocinio e il contributo del Comune di Como, il contributo della Regione Lombardia. La rassegna è parte del progetto L’Albero del cinema di Arci Xanadù, ecoinformazioni e l’associazione I Lunedì del cinema, realizzato con il contributo di Regione Lombardia. [aq, ecoinformazioni] [Foto Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Carovana antimafie/ Incontro con le scuole

ImmagineLa prima “fermata” della Carovana antimafie è stata al Gloria, in via Varesina 72 a Como, nella mattina di giovedì 29 maggio, che ha visto la partecipazione degli e delle studenti delle scuole Terragni. Magistri, Ripamonti, Vanoni, Pessina, Caio Plinio. Il tema dell’incontro è stato la tratta degli esseri umani, in particolare a proposito dell’immigrazione, dello sfruttamento in tutte le sue forme e della lotta contro l’emarginazione. L’incontro, presidiato da Enzo D’Antuono, presidente Arci, è stato aperto con la proiezione del film Terraferma di Emanuele Crialese (presentato al concorso della Mostra internazionale del cinema a Venezia nel 2011), seguito da numerosi interventi e preziose testimonianze, a cui hanno contribuito gli operatori della Cooperativa Lotta contro l’emarginazione Paolo Cassani, Elisa Roncoroni, Alessio Cantaluppi e Yvan Sagnet, leader della rivolta del 2011 a Nardò in Puglia contro lo sfruttamento dei braccianti nella raccolta dei pomodori; Ilaria Raucci di  Libera terra; Giulia Venturini di Arci Lecco; Giulia Chiechio di Libera Como. Sul canale di ecoinformazioni tutti i video dell’iniziativa.

Su una piccola isola siciliana, di cui non si specifica il nome, abitata da pescatori e lambita dal turismo, vive una famiglia composta da Ernesto, pescatore, il nipote Filippo, orfano del padre, la madre di Filippo, Giulietta. In mare aperto Ernesto e Filippo portano in salvo alcuni immigranti, i quali approfittano del buio della notte per scappare, mentre ospitano in casa una donna etiope in cinta, Sara, insieme a suo figlio, una donna etiope in cinta di una bambina, insieme a suo figlio, all’oscuro delle forze dell’ordine che li rimanderebbero nel loro paese di origine. La storia di Sara, che ha affrontato un viaggio di due anni, in precarie condizione e soffrendo la fame, per raggiungere il marito a Torino, potrebbe essere la storia e il movente di molti che sbarcano in Italia per raggiungere altre destinazioni. Nel film si toccano diversi temi di un’attualità scottante: il contrasto tra la legge dello Stato e la “legge del mare”, a cui i pescatori anziani soprattutto sono fedeli, che prevede il dare soccorso alle persone in mare, che siano clandestini e non; il timore che lo sbarco di clandestini ostacoli il turismo; i rischi che corrono gli immigrati quando intraprendono il viaggio verso l’Italia; il desiderio di una vita migliore. Mentre la terraferma di Giulietta è trovare un lavoro aldifuori dell’isola per garantire un futuro migliore a se stessa e a suo figlio, quella di Sara è dove può ricongiungere la sua famiglia. Una terraferma diversa ma col medesimo significato: raggiungere un luogo dove non c’è più bisogno di scappare, e dove stabilirsi definitivamente.

Elisa Roncoroni ha ricordato che nel mondo sono 21 milioni le persone che vivono in una condizione di sfruttamento, trattate quindi come merce. «La tratta degli esseri umani è questa, spostare le persone per profitto», profitto di cui beneficiano le associazioni criminali organizzate, ovvero le mafie. Si può parlare di tratta degli esseri umani quando si presentano delle particolari caratteristiche:«Ci dev’essere la coercizione della volontà della persona, la violazione dei diritti umani – spiega Elisa Roncoroni in modo fermo e chiaro per attirare l’attenzione degli studenti in platea che già dimostrano di essere distratti – lo spostamento della persona con la forza o con l’inganno, promettendo magari un lavoro normale, un ricongiungimento familiare, e lo sfruttamento della persona che deriva da questo spostamento». Poi riferendosi al film, di cui ammette di essere rimasta colpita emotivamente, dice:«Le condizioni in cui le persone viaggiano sono disumane, tanto è vero che non superano il viaggio..Le forze dell’ordine è giusto che facciano applicare le leggi, ma è importante anche che tengano conto di altre cose» e sostiene il suo pensiero citando gli articoli 13 della Costituzione e il testo unico sull’immigrazione, che indicano rispettivamente che “la libertà personale è inviolabile; è punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà” e che c’è la possibilità per un migrante di ottenere il permesso di soggiorno.

Dal 2000 la Cooperativa per la lotta contro l’emarginazione ha cominciato a pensare che l’opportunità offerta dal testo unico sull’immigrazione poteva essere usata anche nel caso di sfruttamento lavorativo. Dal 2003 ha accolto centinaia di vittime di questo tipo di sfruttamento, accompagnandoli nel percorso di ottenimento del permesso di soggiorno. «Lo sfruttamento lavorativo è un fenomeno sommerso – spiega Paolo Cassani – i lavoratori irregolari sono ampiamente usati per fare concorrenza sleale sul mercato del lavoro» e queste situazioni non sono molto lontane da dove siamo noi: aziende con dipendenti non registrati che lavorano un nero, posti con precarie condizioni di sicurezza; la Cooperativa si preoccupa di costruire una rete di sindacati per segnalare questo tipo di anomalie. «È una battaglia quella di intercettare le persone sfruttate e informarle in modo da farle vivere regolarmente in Italia». È anche una battaglia di approccio culturale a proposito di accoglienza dei migranti, di eticità e di rispetto dei diritti umani: «Se ci fossero questi elementi potremmo parlare meno di vittime e più di diritti che vengono rispettati».

Alessio Cantaluppi si esprime a proposito dello sfruttamento nel “mondo” della prostituzione, e degli interventi della Cooperativa a tal proposito. Un gruppo di operatori, parte dell’Unità di strada di Como, che effettua uscite serali nelle strade della provincia di Como presso le donne che si prostituiscono. Sono spesso persone che non lo fanno per scelta, ma che sono state portate in Italia con l’inganno, promettendo lavori che non ci sono e poi costrette a prostituirsi. Vivono in una condizione di grosse privazioni, sotto l’occhio vigile di un circuito criminale che le controlla di continuo, e sono quindi private della loro libertà. Inoltre la strada è un ambiente a rischio, basti pensare alla violenza che possono ricevere da parte di malintenzionati, dai clienti e dagli sfruttatori; rischi legati all’uso di sostanze alcoliche o stupefacenti, rischi di contrarre malattie sessualmente trasmissibili. Un obiettivo importante tra gli altri è quello di creare una relazione “normale” con la persona, che a lungo andare si è scordata di avere dei diritti e ricordarle che aldifuori di quel circuito criminale esiste un altro “mondo”, che prevede libertà di scelta e la possibilità di vivere davvero, intraprendendo un percorso di uscita dalla prostituzione. Non dimentichiamo che l’articolo 1 della nostra Costituzione dice che “tutti gli essere umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti”.

«La mia storia è stata quella di raggiungere un sogno, quello di raggiungere questo Paese». Così Yvan Sagnet, 29 anni, camerunense, inizia a  raccontare la sua storia. Appena ventenne arriva in Italia, si iscrive al Politecnico di Torino. Nel 2012 perde la borsa di studio che gli permetteva di permettersi l’università, così va a lavorare a Nardò, in Puglia, facendo il bracciante nei campi di pomodori, talmente era forte il desiderio di finire di studiare. In meridione scopre una realtà italiana totalmente diversa da quella che aveva visto in televisione e di cui si era innamorato: la moda, l’architettura e la cultura italiana . No, in Puglia ha visto una realtà che neanche in Africa aveva mai trovato: persone che avevano perso la dignità e che erano disposte a tutto pur di guadagnarsi da vivere. Vige ancora oggi un particolare sistema di lavoro, che vede a capo “caporali”, persone italiane o straniere che hanno il compito di fare da intermediari tra i proprietari terrieri italiani e i lavoratori e reclutarne di nuovi.

La sua giornata di lavoro iniziava alle 3 di notte per finire tra le 15  di pomeriggio e le 19 di sera; molti lavoratori stremavano dopo ore di lavoro con una temperatura di quaranta gradi sotto al sole. Il contratto collettivo nazionale di lavoro non era rispettato: venivano pagati a cottimo, quindi più barili di pomodori riuscivano a riempire, più guadagnavano. Ogni bidone, che pesava circa 4 quintali, valeva 3 euro e 50, tenendo conto che in una giornata si potevano riempire un massimo di 3 o 4 cassoni, che risulta in un guadagno massimo di 25 euro giornalieri. Poi da questa misera paga bisognava detrarre dei costi obbligatori a cui il lavoratore non poteva opporsi: 5 euro per il pranzo (un panino e una bottiglietta d’acqua), 5 euro per il trasporto da casa al posto di lavoro (il furgone usato per il loro trasporto, omologato per 9 persone, ne teneva 25), e un eventuale costo di 20 euro nel caso in cui un lavoratore si sentiva male e voleva essere portato al pronto soccorso.  Ma a tutto questo non era semplice ribellarsi: i campi di raccolta erano lontani dai centri abitati, e poi quel sistema di lavoro era legato alla mafia, quindi le istituzioni, le aziende e le forze dell’ordine erano complici. Inoltre i braccianti erano di origine diversa, parlavano lingue diverse. «Abbiamo preso il coraggio di ribellarci; grazie all’aiuto di associazione di volontariato del luogo e della Cgil lo sciopero ha ottenuto grandi risultati: dopo ben 100 anni del sistema del caporalato, è diventato illegale, e la Magistratura di Lecce ha fatto arrestare tutte le persone che c’erano dietro, considerate intoccabili da tutta la zona, grazie alle intercettazioni telefoniche». Anche in Lombardia e in Piemonte esiste questo sistema di lavoro. «Oltre allo sfruttamento controllato dalla mafia, c’è anche la distribuzione organizzata: molti prodotti che acquistiamo e consumiamo provengono dallo sfruttamento delle persone; per contrastare questi fenomeni – continua Yvan Sagnet – stiamo intervenendo su più fronti, ovvero riformare il mercato del lavoro e quindi far riportare il collocamento pubblico (i centri per l’impiego) come intermediari tra offerta e domanda di lavoro; vincolare gli incentivi pubblici, quindi indirizzarli solo a quelle aziende che rispettano la manodopera». Secondo Yvan serve una campagna globale di informazione, perché il lavoro nero funziona anche a causa della mancanza d’informazione.

Non sempre però l’esito di una rivolta contro la criminalità organizzata è un successo: nel 1999 in Puglia un ragazzo è stato ucciso dal caporalato, e le cooperative di Libera Terra hanno subito incendi dolosi.

Giulia Chiechio di Libera ha raccontato la sua esperienza nel campo di lavoro Arci e Libera nell’agosto 2013 a Bel passo in provincia di Catania. La cooperativa ha ricevuto il terreno confiscato alle mafie e lo ha rimesso “a vita nuova” come agrumeto e uliveto. Ha spiegato come questa esperienza abbia cambiato il corso della sua vita e dei suoi interessi, e che è un’opportunità per costruire amicizie durature basate su principi in comune. «Senza i volontari nel campi di lavoro Arci e Libera queste cooperative che producono prodotti per Libera terra non riuscirebbero a sopravvivere.. per fare antimafia non c’è bisogno di fare grandi cose, o essere magistrati, forze dell’ordine, ma facendo il proprio dovere». [Clara Chiavoloni, ecoinformazioni]

 

 

 

 

 

Da sinistra: Elisa Roncoroni, Enzo D'Antuono, Paolo Carrisi
Da sinistra: Elisa Roncoroni, Enzo D’Antuono, Paolo Cassani

 

 

Elisa Roncoroni
Elisa Roncoroni

 

 

Da sinistra: Enzo D'Antuono e Paolo Carrisi
Da sinistra: Enzo D’Antuono e Paolo Cassani

 

 

Alessio Cantaluppi
Alessio Cantaluppi

 

 

Enzo D'Antuono e Yvan Sagnet
Enzo D’Antuono e Yvan Sagnet

Carovana antimafie/ In ricordo di Giovanni Falcone

10322479_509199799184594_54809964783067334_nIn occasione del 22esimo anniversario dell’attentato di Capaci, il Circolo Arci Magic Bus, in via della Repubblica a Olgiate Comasco, in collaborazione con il Comune di Olgiate Comasco, ha organizzato una serata in ricordo di Giovanni Falcone e della lotta alla mafia. Per l’occasione è stato proiettato il cortometraggio A29 (vincitore del premio Antonio Montinaro per la Legalità 2012) di Vincenzo Ardito, seguito dagli interventi di Enzo D’Antuono, Presidente Arci; Giulia Venturini di Arci Lecco; il Presidente del Comitato soci Coop Lombardia di Como; il Presidente di Arci Magic bus Fabrizio Romano e la musica di Fabrizio e Mauro 7grani.

Il 23 maggio 1992, sull’autostrada A29 che collega l’aeroporto di Punta Raisi con Palermo, all’altezza dello svincolo per Capaci, 572 chili di tritolo venivano fatti esplodere sotto l’autostrada. L’esplosione investiva la prima delle tre auto blindate in cui c’erano gli agenti della Polizia di Stato Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo, Vito Schifani, che precedeva quella su cui viaggiavano il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e l’autista Costanza Giuseppe. Gli agenti Angelo Corbo,Paolo Capuzza e Gaspare Cervello, a bordo della terza blindata sono sopravvissuti all’esplosione. Dal luogo dell’attentato Giovanni Falcone e la moglie erano usciti vivi, ma arrivati in ospedale moriranno a causa delle lesioni subite.

Protagonista del cortometraggio è un pezzo di asfalto dell’autostrada A29, che salta per aria a metri di distanza, e viene raccolto da un bambino di 8/10 anni, che era in zona per caso con i genitori. Il bambino diventa un uomo adulto, Salvatore Romeo, che ha da sempre conservato quel pezzo di asfalto in ricordo di quella giornata. Lo terrà fino a quando ci sarà una svolta nella sua vita, e cioè quando passa il concorso in Magistratura, sentendo dentro di sé di aver reso memoria a quella giornata del 23 maggio 1992 decide di riportare il pezzo di asfalto al monumento dedicato a Giovanni Falcone.

Giulia Venturini di Arci Lecco ha raccontato le attività nei campi di lavoro di Libera e Arci, attivi ben in 9 regioni italiane: Sicilia, Campania, Puglia, Calabria, Marche, Liguria, Veneto, Toscana e Lombardia, da aprile a ottobre e possono parteciparvi persone singole e gruppi, di tutte le età, anche minorenni. «Durante la giornata sono previsti tre momenti: il lavoro in campagna; incontri con le cooperative e le associazioni del luogo; animazione e svago con diversi laboratori, tra cui teatro. L’obiettivo dei campi è formare ed educare alla legalità e alla responsabilità, agendo in prima persona. Prima di essere convertiti in attività culturali ed economiche, quei luoghi appartenevano alla mafia, ne simboleggiavano il potere; mentre dopo la confisca da parte dello Stato vengono restituiti alla collettività. Grazie ai campi di lavoro Arci questi luoghi abbandonati a loro stessi tornano a essere produttivi e vissuti, diventando comunità alternative alle mafie.

L’Arci inoltre organizza campi di lavoro e conoscenza all’estero. Per l’estate 2014 i Paesi di destinazione sono: Brasile, Mozambico, Palestina, Rwanda, Serbia, Giordania, le cui partenze sono programmate da luglio a settembre. Le attività vanno dalla conoscenza delle realtà locali all’animazione per i bambini, dai laboratori artigianali a quelli sull’educazione ambientale. Le iscrizioni scadono il 6 giugno, per ulteriori informazioni scrivere a campidilavoro@arci.it o consultare il sito www.arciculturaesviluppo.it

Il Presidente del Comitato soci coop Lombardia di Como ha sottolineato che i soci Coop si ispirano agli ideali dell’aiuto reciproco, della democrazia, dell’uguaglianza e della solidarietà, e ha concluso il suo intervento ricordando una frase di Giovanni Falcone:”La mafia è un fenomeno umano, e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine”.

L’intervento musicale dei 7Grani ha intervallato le parti della serata, intonando molte canzoni, coinvolgendo il pubblico presente, come “I cento passi” dei Modena City Ramblers e “Libera la sedia”.

La serata al Magic Bus ha ricordato quanto sia importante fare memoria del passato, per riuscire a costruire un futuro senza gli errori già commessi; errori non solo da evitare dentro di noi ma anche alle persone che ci stanno accanto, e le possibilità di agire in prima persona, a Como e così come in altre regioni e nazioni, sono molte. [Clara Chiavoloni, ecoinformazioni]

 

 

 

 

 

Giulia Venturini
Giulia Venturini

 

 

 

 

 

 

Presidente Comitato soci Coop Lombardia di Como

 

 

 

Mauro e Fabrizio 7grani
Mauro e Fabrizio 7grani

 

 

 

 

Primo maggio/ Work in progress al Gloria

alchechengiGrande partecipazione a Work in progress, il concerto del primo maggio organizzato dall’Arci e dalla Cgil nello Spazio Gloria del circolo Arci Xanadù a Como. Dopo il rinfresco la musica è iniziata  alle 20 con Gli alchechengi poi Oltre il giardino project, l’intervento di Enzo D’Antuono e Lucia Cassina e fino a notte fonda tutti gli altri artisti. On line su ecoinformazioni  alcuni video dell’iniziativa.

Primavera di legalità e antimafia a Como

10013875_10152343412096667_1775287935_nQuest’anno, l’inizio della primavera a Como ha il profumo della legalità e della speranza. Venerdì 21 marzo anche nel comune capoluogo si celebrerà la Giornata della Memoria e dell’Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie. La manifestazione è promossa da Libera Como, con il patrocinio del Comune; la giunta presenterà in consiglio la richiesta di adesione ad Avviso Pubblico

Radici di memoria e frutti d’impegno, è lo slogan utilizzato a livello nazionale dalla Giornata della Memoria e dell’Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie, giunta alla sua diciannovesima edizione.  Venerdì 21 marzo anche a Como si celebrerà per la prima volta l’evento con una manifestazione cittadina, organizzata dal coordinamento provinciale di Libera con il patrocinio del Comune. A testimonianza dell’impegno preso a difesa della legalità, la giunta comunale presenterà mercoledì in consiglio la richiesta di adesione ad Avviso Pubblico, associazione di enti locali e regionali per la formazione civile contro le mafie. «Saremmo il primo paese della provincia a farlo – ha detto l’assessore alla legalità e trasparenza Marcello Iantorno – è nostro volere dare un segnale forte e sottolineare la lotta che stiamo conducendo contro la criminalità organizzata».

L’appuntamento è fissato alle ore 20.30 a Porta Torre; la manifestazione proseguirà fino in piazza Duomo dove verranno letti i nomi delle oltre 900 vittime della violenza mafiosa.
È notizia di questi giorni: a Como sono stati sequestrati beni della ‘ndrangheta: «È la prima volta che accade nel nostro comune – ha commentato il sindaco Mario Lucini – la città è direttamente coinvolta e deve sapere guardare a un futuro diverso».
«La memoria dev’essere affiancata a un impegno concreto nel contrastare le mafie, sia attraverso il rispetto delle legge, sia con la vicinanza nei confronti delle famiglie – ha spiegato Tommaso Marelli, referente provinciale di Libera- affinchè il muro di omertà venga finalmente rotto». La battaglia diventa più aspra in un periodo di crisi economica, territorio fertile per i fenomeni malavitosi: «Lavoro nero ed evasione fiscale, sono solo alcuni esempi – ha sottolineato Alessandro Tarpini, segretario provinciale della Cgil – la camera del Lavoro, insieme agli altri sindacati comaschi, partecipa convintamente a una manifestazione che deve essere il punto di partenza per arginare e combattere le prevaricazioni criminali». Un compito che spetta alla società e alla cittadinanza, per questo esserci venerdì è un dovere, ha ricordato Enzo D’Antuono, presidente dell’Arci.
«La criminalità organizzata è la negazione della democrazia – ha detto Gianfranco Garganigo, presidente di Avc – Csv – dobbiamo far sentire la nostra vicinanza alle persone che lottano in prima linea». Vicinanza e vigilanza, «perché spesso è nel pgt che si inseriscono le infiltrazioni malavitose», ha ricordato Michele Marciano, presidente del circolo Legambiente Angelo Vassallo. Per maggiori informazioni: como@libera.it [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

 

Virzì al Gloria

gloriaEnzo D’Antuono presidente del circolo Arci Xanadù, l’associazione che da 7 anni gestisce il cinema Gloria, risponde alla lettera di Bettina Pontiggia e si dichiara d’accordo con la costumista del film di Virzì. D’Antuono ringrazia per il riferimento «all’esperienza del Gloria, ed era di questo che stavo scrivendo a Paolo per dirgli semplicemente che proprio in questi luoghi, in questo clima, con queste difficoltà, spesso nascono esperienze eccellenti che sono tali proprio perchè devono aprirsi spazi contando solo sulle proprie passioni e sul proprio ingegno e sarebbe bello che qualcuno le raccontasse».

«Da oggi al Gloria è in programmazione proprio Il capitale umano – continua D’Antuono – lo terremo due settimane fino al 22 gennaio, colgo la tua sollecitazione  per invitare  Paolo Virzì ad essere con noi una sera a presentarlo, potrebbe essere un’occasione anche per noi per imbastire una seria discussione sulla cultura a Como».

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