Senza tetto/ Fare massa critica, elaborare una strategia d’azione concorde
In apertura all’assemblea indetta dalla rete Como senza frontiere ma con l’invito accolto da molte altre realtà non interne alla rete di lunedì 16 aprile al salone Cna, partecipata da una sessantina di persone, il portavoce Fabio Cani ha invitato a fare il punto della situazione riguardante i senza fissa dimora a Como, che in queste settimane devono misurarsi con una drastica contrazione della disponibilità istituzionale alla loro accoglienza, già insufficiente, nonostante l’impegno mostrato dalle forze dell’attivismo sociale nell’integrarla. La situazione, chiarisce Cani, non costituisce un'”emergenza”, definizione che confligge con la sua strutturalità e che giustifica “interventi spot” sui casi peggiori anziché, come sarebbe opportuno, politiche organiche alle radici del problema. Al tempo stesso, però, nessuno – al di là del colore politico – può negare l’urgenza di trovare una soluzione e portarla all’attenzione della cittadinanza e delle istituzioni che la rappresentano. La gestione del problema da parte di queste ultime appare segnata da una certa cattiveria, ma anche da una grave (non irrisolvibile) miopia politica. Le soluzioni – molte – proposte nel corso della serata non vogliono essere mostre di carità a vantaggio di alcuni, ma un richiamo alla responsabilità di tutti, nell’interesse di tutti. (altro…)
Flavio Bogani conferma che «su invito del Vescovo, don Carlo ha messo a disposizione un appartamento per poter accogliere i Migranti nelle fredde notti fino al 31 marzo. Questo appartamento è accanto alla Mensa di S. Eusebio (l’entrata è la stessa).Questo servizio è stato pensato per condividere e aiutare don Giusto e la Parrocchia di Rebbio».
Venerdì 3 febbraio alle 20.45 si terrà nell’oratorio di Sant’Eusebio in via Volta 10, a Como, un incontro per organizzare un gruppo di volontari che si occupino della gestione di quindici posti letto destinati ai migranti.

Con un’accorata lettera, nella quale spiega le inverosimili ragioni per le quali sia la Cri che la Caritas hanno ritenuto di escluderlo dal servizio al Campo di via Regina teodolinda, esprime l’amarezza per l’accaduto. La sua colpa sarebbe stata aver distribuito volantini all’interno del Campo per invitare i migranti a prendere un tè alla Circoscrizione comunale di via Grandi. Naturalmente l’amarezza non fermerà la determinazione di Bogani nel continuare la sua opera per i diritti dei migranti. Leggi nel seguito il testo integrale della lettera.
Flavio Bogani, fondatore dell’esperienza della mensa di Sant’Eusebio, invita martedì 11 ottobre alle 20,30, al Teatro don Guanella in via Tommaso Grossi a Como, a un incontro per stabilire nuovi percorsi di accoglienza per i migranti in città.
Flavio Bogani, ideatore e guida della Mensa di Sant’Eusebio, con una lettera ai volontari e alle volontarie invita a continuare l’attività al Campo governativo di via Regina Teodolinda. La proposta intende soddisfare la richiesta della Cri che ha invitato la Caritas a mettere a disposizione i volontari della mensa di Sant’Eusebio per servire il pranzo e la cena.


