Gianluca Giovinazzo

25 Aprile/ A Rebbio il ricordo di Alfonso Lissi

Come ogni 25 Aprile la cerimonia ufficiale di celebrazione al Monumento alla Resistenza Europea di Como è stata preceduta da numerosi altri appuntamenti dedicati alla memoria di singoli esponenti della lotta di Liberazione. Particolarmente partecipato – come tutti gli anni – quello di Rebbio, che ricorda il comandante partigiano Alfonso Lissi, caduto durante la “battaglia di Lenno” (o “di Tremezzina” che dir si voglia) all’inizio dell’ottobre 1944.

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ecoinformazioni on air/ Gianluca Giovinazzo

Ascolta nell’edizione delle19,45 del 2 febbraio di Metroregione di Radio popolare le dichirazioni di Gianluca Giovinazzo avvocato di Como senza frontiere dopo la sentenza di condanna dei 13 esponeti del Veneto fronte skinheads.

18 marzo/ Mga a Roma contro la demolizione della giurisdizione statale

mgaGli avvocati di MGA (Mobilitazione generale degli avvocati), gli operatori giudiziari, i magistrati onorari, i cittadini delle associazioni saranno a Roma il 18 marzo al Ministero della Giustizia, contro la demolizione della giurisdizione statale in atto.

«La crisi dell’amministrazione della giustizia in Italia ha poliedrici aspetti e molte cause, tra cui le primigenie sono certamente il ribaltamento dei valori costituzionali della solidarietà politica, economica e sociale, e la subordinazione della persona al mercato e agli interessi economici: il risultato sono processi lunghissimi e spesso ingiusti, abuso della custodia cautelare, luoghi di lavoro privi degli standard minimi di sicurezza per gli operatori del comparto, costi insostenibili per l’accesso alla giustizia civile. Una giustizia in crisi significa crisi dei luoghi dove i diritti dovrebbero essere tutelati: e senza sistemi adeguati per il loro riconoscimento e la loro tutela, i diritti, di fatto, finiscono per non esistere.

Qualche giorno fa, visitando un cantiere sulla Salerno Reggio Calabria, il premier Renzi ha dichiarato: «Ci vuole un’Italia che corre e che fa le cose e non che ingrassa i conti correnti degli avvocati per le varie cause». Riflettiamo su queste parole, cui è seguito il silenzio assordante e significativo del Ministro della Giustizia.

Non vogliamo spiegare quello che tutti ormai sanno: che gli avvocati-lavoratori sono sempre più poveri, che i costi della professione sono altissimi, che la difesa è funzione costituzionale e non un modo come un altro per fottere il prossimo, che il sistema giustizia non funziona.

La frase di Renzi è importante perché non è una battuta detta a caso: al contrario, essa esprime in modo chiaro per chi sa concatenare gli eventi un disegno politico in corso di realizzazione. Ciò che colpisce è che nelle parole del presidente del Consiglio è il processo stesso ad essere luogo deteriore, dilatorio, ostacolo dello sviluppo e del progresso: un momento di debacle dell’efficientismo governativo della narrazione renziana. Il processo in questa narrazione smette di essere luogo della tutela dei diritti lesi e dell’accertamento delle responsabilità penali, per diventare una sorta di palla al piede per l’azione dell’esecutivo; gli avvocati, ovviamente, privati opportunisti che speculano sull’anomalia.

L’apparato comunicativo di Renzi e in parte dello stesso ministro della Giustizia Orlando stanno costruendo, in piena logica populista, un altro nemico: la giurisdizione statale.

Se la giurisdizione è un ostacolo allo sviluppo, il cittadino troverà saggio, giudicherà buon amministratore chi ne riduca la dotazione di risorse, renda più complesso e dispendioso l’accesso al processo statale, peggiora le condizioni di lavoro degli operatori del comparto, ne renda i meccanismi farraginosi, lunghi, inefficienti: al nemico vanno tagliate le gambe. In questo quadro si inserisce alla perfezione l’inversa tendenza alla valorizzazione dei sistemi alternativi di risoluzione delle controversie.

La giustizia deve, per Renzi e compagni, virare anch’essa verso luoghi privati: dove non si tutelano diritti, ma si compongono controversie negoziando sui diritti. Le conseguenze di un’operazione del genere le pagheranno, e le stanno già pagando, le persone economicamente più deboli.

Attaccare gli avvocati in questo quadro è funzionale al risultato di creazione artata del nemico. Rigirare sugli avvocati e sul personale giudiziario la responsabilità degli effetti deteriori visibili della delegittimazione dolosa del processo statale è gioco facile e populista: gli impiegati, fannulloni, gli avvocati ricchi truffatori del cittadino in buona fede, diventano gli unici responsabili del processo che non funziona, della giustizia che non arriva, dei diritti negati.

Le cose, evidentemente, non stanno così. Al contrario, avvocati e operatori giudiziari sono le prime vittime del disegno dell’esecutivo: i primi, nella loro maggioranza, pagano le spese delle disfunzioni direttamente, in termini reddituali ed esistenziali; i secondi, che si trovano a gestire con fatica inane una macchina volutamente privata di fondi e di risorse umane essenziali, proprio in una gravissima crisi economica del mercato globalizzato che ha sacrificato le persone sull’altare del capitale e dell’interesse, e che trova il suo equilibrio nello sfruttamento delle fasce più deboli della popolazione.

Gli avvocati di MGA non ci stanno. Né a consentire di essere strumentali al disegno descritto, lasciando passare sotto silenzio le affermazioni false e fuorvianti di Renzi; né ad accettare tacendo la demolizione della giurisdizione statale.

Che, al contrario, in un sistema maggioritario deve essere oltremodo valorizzata, per fare da argine a difesa dei diritti nell’aggiramento di fatto della separazione fra potere legislativo e potere esecutivo cui stiamo assistendo in questi anni, e che agendo da blocco unico sta erodendo sempre più lo spazio lasciato ai diritti, in favore di una logica mercantilistica e soggetta al capitale.

Per questo gli avvocati di MGA, gli operatori giudiziari, i magistrati onorari, i cittadini delle associazioni saranno a Roma il 18 marzo al Ministero della Giustizia. Perché il disegno va svelato, e fermato. Per noi, per le nostre vite, perché senza tutela dei diritti non ci sono diritti, e senza diritti non c’è democrazia.» [Avv. Gianluca Giovinazzo Referente MGA per il Foro di Como]

 

Mga arriva anche a Como/ Giovinazzo referente

mgaMga, la Mobilitazione generale degli avvocati, l’associazione forense nazionale di matrice sindacale, fondata dall’avvocato barlettano Cosimo D. Matteucci che ne è il presidente, e che ha rivoluzionato il sindacato e la politica forense, ha avviato il proprio radicamento territoriale anche presso il Foro di Como.
«Trasparenza, cambiamento, soluzioni e concertazione: questi saranno i cardini dell’azione di M.g.a. presso il nostro Foro, nel solco della linea politica nazionale dell’associazione» dichiara il referente territoriale Gianluca Giovinazzo. «Abbiamo le idee chiare su quelli che sono i problemi della giustizia locale e degli uffici giudiziari» continua l’avvocato sindacalista «e su quelle che sono le difficoltà di esercizio della professione, specialmente in un periodo di grave crisi della categoria, come quello attuale. Opereremo affinchè venga garantita la trasparenza e l’equa distribuzione degli incarichi di nomina giudiziaria, la massima conoscenza e informazione delle attività del C.o.a., dei delegati alla Cassa Forense e all’O.u.a., e la massima trasparenza, efficacia ed efficienza delle strutture e degli organismi istituiti dall’Ordine. Opereremo affinchè venga garantita la puntualità dell’orario di inizio delle udienze; la qualità della formazione professionale e dell’aggiornamento professionale gratuito, e affinchè vengano garantite le migliori condizioni di esercizio della professione ed il miglior funzionamento della giustizia locale. Questo è un periodo importante per M.g.a. e per tutti noi, siamo infatti impegnati nell’affermazione di una nuova visione sociale, sindacale, politica e culturale della categoria professionale: anche gli avvocati sono lavoratori, questa è la sua sintesi, così come sono lavoratori tutti gli altri professionisti e tutte le partite iva. Mutualismo e solidarietà interprofessionale ed intercategoriale, sono queste le parole che costituiscono le chiavi di lettura della nostra azione politica e sindacale. Dobbiamo unire tutto ciò che è stato separato, dobbiamo aggregare ed aggregarci, dobbiamo unirci a tutti gli altri lavoratori, perché questo è l’unico modo per affrontare meglio e magari risolvere, quelli che sono i problemi comuni, a partire dall’iniquità del sistema fiscale e del sistema previdenziale.
E’ per questo che abbiamo aderito alla Coalizione 27 Febbraio (#27F) e partecipato alle manifestazioni nazionali promosse da quest’ultima, la prima presso la sede nazionale dell’Inps il 26/04 e la seconda il 24/06 presso Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Agli avvocati e a tutti gli altri professionisti diciamo una cosa: le nostre condizioni sia di lavoro che di vita possono migliorare solo se migliorano quelle di tutti, nessuno si può salvare da solo. Dobbiamo incrociare le lotte, questa è la nostra soluzione.» [Fonte http://mgaassociazioneforense.com/%5D

7 maggio/ Jobs Dikta(c)t

jobsdiktakGiovedì 7 Maggio alle 21 al salone Bertolio in via Lissi a Como, il Partito comunista d’Italia organizza l’incontro Jobs Dikta(c)t – Disagi o tutele crescenti?. L’iniziativa mira ad approfondire l’azione del governo Renzi in materia di lavoro e politiche sociali. Introdurrà la serata Andrea Cazzato, responsabile provinciale del Pcdi. Interverrano: l’avvocato Gianluca Giovinazzo, membro della segreteria provinciale Prc ed Ettore Onano, segretario della Fiom di Como. Modererà la serata Luca Frosini di ecoinformazioni. Le conclusioni dell’iniziativa saranno affidate al segretario regionale del Partito comunista d’Italia Vladimiro Merlin. All’iniziativa ha aderito ufficialmente la Federazione provinciale del Partito della rifondazione comunista.

Nuova segreteria del Prc di Como

logo prcLa parola d’ordine è «ripartire» e si guarda alle prossime amministrative con la candidatura di Giulio Russo a sindaco di Mariano Comense.

Non nascondono le difficoltà gli esponenti di Rifondazione comunista per una gestazione travagliata durata due mesi: «Tempi così lunghi nascono soprattutto dalla necessità di ricompattare il partito dopo le ultime sconfitte, a cominciare dalle Politiche dell’anno scorso. Ora si tratta di ripartire».

Del nuovo organismo dirigente fanno parte Fabrizio Baggi, Gianluca Giovinazzo, Monica Valore, Giulio Russo, Ruggero Arnaboldi, Luca Frosini e il coordinatore Pierluigi Tavecchio.

«Abbiamo deciso di sfruttare le competenze specifiche di ognuno, in modo da essere sempre di più parte attiva del territorio – dichiara Tavecchio –. Per esempio Monica Valore, impiegata e delegata RSU, si occuperà di lavoro e di questioni sindacali, mentre Gianluca Giovinazzo, avvocato impegnato in questioni civili, sarà attivo nel Sociale e nella Sanità».

La prima scadenza che dovrà affrontare il Partito della rifondazione comunista sarà, tra quattro mesi, quella con le elezioni amministrative per cui il nuovo coordinatore provinciale inizia a scoprire le carte: «Correremo a Mariano Comense con Giulio Russo come candidato sindaco. Il circolo locale ha lavorato molto bene negli ultimi anni, Giulio avrà ottime possibilità di entrare almeno in Consiglio comunale. Per gli altri Comuni stiamo ancora decidendo». [md – ecoinformazioni]

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