Giovanni Moretti

Ciao Nanni

È morto Giovanni Moretti, fu segretario della Camera del lavoro e candidato del centrosinistra a sindaco di Como quando fu eletto Bruni. Il ricordo di Sergio Simone, compagno di partito e già sindaco di Como: «Per me è un grande dolore la scomparsa di Nanni, gli volevo bene. Era una persona buona e generosa. Mi sovvengono tanti ricordi giovanili. Ci conoscemmo agli albori degli anni 60 e con Piero Scorti decidemmo di iscriverci alla Federazione Giovanile Socialdemocratica. Ma scoprimmo che non esisteva e allora la organizzammo. Io divenni segretario, Nanni responsabile dell’organizzazione e Piero Scorti direttore del giornaletto ciclostilato che chiamammo “La nuova Frontiera”. Nanni propose come primo lavoro di organizzare la raccolta fondi per sostenere la lotta clandestina dei compagni spagnoli. Ci gemellammo idealmente con la città di Valladolid. Nanni sapeva come far affluire le contribuzioni raccolte. Ricordo il primo Congresso Nazionale della FGSI cui partecipammo che si svolse a Salerno. Ci schierammo con Ninni Urso ma finimmo in minoranza e fu eletto segretario Bruno Palmiotti. Ricordo le riunioni per costituire la Consulta giovanile. Ci si incontrava il più delle volte nella sala del giornale L’Ordine sotto lo sguardo severo ma benevolo di don Brusadelli. C’erano Silvano Saladino, Alberto Poma, Guglielmo Invernizzi, Franco Franchi, Felice Sarda, Camillo Monti, i fratelli Campisani, Giuseppe Botta e forse qualche altro che non ricordo. Memorabili le battaglie nel Partito, spesso condotte con troppa spavalderia, tanto che finimmo con l’essere deferiti ai probi viri. Ma in quei giorni si consumò la scissione del PSIUP e Nanni ci comunicò che avrebbe aderito al nuovo Partito, il PSIUP ed io e Scorti gli comunicammo che avremmo aderito al PSI. Le nostre strade si divisero ma continuammo a vederci spesso la sera a casa sua dove si cantavano canzoni di lotta ed anarchiche, e a delle feste a casa mia a Civiglio. Poi lui andò alla CGIL dove condusse memorabili battaglie sindacali e una fra tutte quella della Ticosa. Sulla Ticosa non la pensavamo allo stesso modo ma tant’è, la perdemmo tutti. Ci battemmo per farlo eleggere Sindaco ma perdemmo ancora. L’ho rivisto per l’ultima volta a fine estate. Hasta la vista compagno Nanni». [Sergio Simone per ecoinformazioni]

Una farfalla ci salverà

La farfalla dell’Amazzonia che dà il titolo al libro presentato nella serata di giovedì 25 giugno nell’ambito di Parolario è quella stessa il cui battito di ali può provocare uno sconvolgimento al capo opposto del mondo?

Forse no, ma certamente dovrebbe essere in grado di scuotere le coscienze.

La farfalla è evocata dal titolo Amazon Butterfly in realtà perché lo stato dell’Acre, territorio che fa parte della grande area amazzonica, ha la forma di una farfalla, incastrata tra Perù, Bolivia e gli altri stati brasiliani di Amazonas e Rondonia. Ma davvero le vicende recenti di questo territorio, cui anche Como ha contribuito costruttivamente, dovrebbero scuotere le coscienze, mostrando come, nel solco tracciato da Chico Mendes, i seringueros stiano difendendo la foresta e contemporaneamente il pianeta e insieme i diritti fondamentali delle persone e la possibilità di uno sviluppo sostenibile.

Nel corso della presentazione sono stati affrontate le diverse sfaccettature di queste complesse vicende, da quelle ambientali a quelle politiche, da quelle nutrizionali a quelle imprenditoriali, finanche a quelle filosofiche. Sono tutte parti di un più ampio discorso che – appunto – tocca, o forse meglio dovrebbe toccare, molto da vicino anche le società occidentali. Al centro vi è la questione ecologica nel suo senso più ampio e più vero, cioè la sopravvivenza dell’ambiente e del suo rapporto con le comunità umane. Per questo – nel corso della serata – vengono evocate non solo memorie della lotta per la difesa della foresta amazzonica, ma anche l’attualità delle migrazioni dal sud al nord del mondo (e, sia pure più velatamente, anche quelle in direzione contraria di qualche decennio fa) così come le riflessioni sull’essenza stessa dell’umanità da Platone e Plotino fino ad Heidegger.

Testimonianza concreta di questo complesso intreccio di questioni è il libro, edito da Artigiani di pace (e distribuito da NodoLibri), promosso a sostegno del progetto per lo sviluppo sostenibile dell’Acre, ideato e scritto da Alfredo Vanotti – recentemente scomparso – e Giovanni Moretti. Per convincere della bontà – in senso proprio – dell’iniziativa il libro presenta una serie di prodotti alimentari della foresta amazzonica (frutta, tuberi, pesci) accompagnati da gustose ricette che possono stimolare l’introduzione di questi prodotti “esotici” nel gusto delle latitudini europee.

A dimostrazione che non solo un altro mondo, ma anche un altro gusto è possibile. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

Alle radici/ Non abbiamo bisogno di un nuovo cammino, ma di un nuovo modo di camminare

Jorge Viana ALLE RADICIUna gigantografia sorridente del volto di Chico Mendes ha osservato per tutta la mattinata, dal palco del teatro San Teodoro, gli oltre 170 studenti e studentesse del liceo Fermi, dell’Enfapi e dell’istituto Sant’Elia di Cantù hanno partecipato  alla sessione L’uomo e la foresta del convegno Alle radici del Coordinamento comasco per la Pace e del Comune di Cantù. (altro…)

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