Mario Pianta

eQua: contro disuguaglianze locali e globali

È iniziato nel pomeriggio di giovedì 7 aprile, nella sala Curò del Museo di scienze naturali di Bergamo ma anche online su Zoom e Facebook, eQua. Lotta alle disuguaglianze e diritti sociali [al tempo della guerra], primo incontro nazionale dell’Arci. La conferenza introduttiva, eponima di una tre giorni che vedrà discutere di disuguaglianze ed inclusione, Pnrr, corridoi umanitari e molti altri temi inerenti il terzo settore e l’associazionismo, ha visto intervenire Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, Luciana Castellina, presidente onoraria dell’Arci, Vittorio Agnoletto, portavoce di Nessun profitto sulla pandemia, Mario Pianta, professore alla Scuola normale superiore di Firenze, Maura Cossutta, dell’Assemblea della Magnolia, don Virginio Colmegna di Laudato sì e Martina Comparelli di Fridays for future. I lavori sono Stati introdotti da Massimo Cortesi, pesidente di Arci Lombardia.

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Mario Pianta, Alessandro Santoro, Guido Ortona, Pietro Raitano, Domenico Finiguerra, Guglielmo Ragozzino a Sbilanciamoci!

Per Mario Pianta dell’Università di Urbino, moderatore del secondo panel su Cambiare le produzioni, cambiare i consumi, «Di fronte alla crisi e alla recessione dell’economia mondiale e in modo ancora più grave quella italiana ci sono tre direzioni possibili: rovesciare il rapporto tra finanza ed economia reale, costruire un’economia sostenibile, ridare centralità e dignità al lavoro in un contesto in cui gli aspetti di eguaglianza sono rimessi al centro dell’attenzione». (altro…)

E con la crisi Italia in svendita

sbilanciamociCattive notizie sul quadro internazionale della finanza pubblica da Mario Pianta dell’università di Urbino, che nel suo intervento a Sbilanciamoci! ha confrontato le ripercussioni della crisi economica in Italia e all’estero.

Dopo l’inizio della crisi vera e propria sei mesi fa ci fu la corsa a salvare la finanza, ma il metodo impiegato è stato dovunque quello di “metterci una pezza” e quindi la domanda è stata riattivata ripristinando il vecchio meccanismo che si era inceppato.

Negli Stati Uniti, in Francia in Germania a queste misure è seguito un lieve miglioramento ottenuto a spese dei contribuenti, ma in Italia la situazione continua ad essere gravissima: è l’unico Paese che ha avuto una caduta del Pil del 6 per cento mentre operai e insegnanti precari salgono sui tetti per rivendicare il loro diritto al lavoro.

«I dati parlano chiaro – ha spiegato Mario Pianta – . Il Pil pro capite nel nostro Paese è sceso del 7 per cento nei sette anni di governo delle destre: un punto ogni anno! Le entrate fiscali dell’Iva sono diminuite per la prima volta nella storia testimoniando che l’evasione è ormai diventata una regola».

Al declino ha fatto da contraltare una strutturale incapacità di fronteggiare la crisi e il deficit farà aumentare il nostro debito pubblico che, secondo l’Ocse, nel 2010 raggiungerà il 127 per cento dell’intero valore del Pil.

Metà del debito italiano è detenuto da investitori stranieri, che a poco a poco si stanno comperando il nostro Paese. Sui mercati finanziari mondiali si comprano pezzi di Italia a causa della caduta di competitività delle nostre industrie.

«A Villa d’Este in questo momento i grandi della finanza stanno pronunciando discorsi pieni di retorica liberista e governista presentando i loro bluff – ha concluso Pianta – , ma se tutto andrà per il meglio quando la crisi sarà superata ci ritroveremo in serie B per quanto riguarda i redditi e la struttura produttiva indebolita e svenduta. Occorrono idee diverse e Sbilanciamoci! è un  piccolo primo passo in questa direzione».

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