monumento di Libeskind

Villa Olmo e The Life Electric

COMO COMUNEBocciate la proposta di rivedere il piano finanziario di Villa Olmo e la sospensione della costruzione del monumento di Libeskind nelle ultime due sedute del Consiglio comunale comasco prima delle vacanze natalizie.

 

Villa Olmo

Giovedì 11 dicembre l’Assemblea di Palazzo Cernezzi ha affrontato una mozione proposta dal’opposizione, esposta da Mario Molteni, Per Como, sulla ristrutturazione e futura gestione di Villa Olmo. L’attenzione delle minoranze si è incentrata sul Piano di sostenibilità finanziaria dell’opera presentato alla Fondazione Cariplo che ha stanziato il finanziamento per la risistemazione del complesso e sulla creazione di un orto botanico «un alter ego di Villa Carlotta?» ha chiesto Molteni che ha sottolineato i costi di gestione «quasi 500mila euro l’anno, mi chiedo se non stiamo facendo il passo più lungo della gamba». U progetto che prevede un forte afflusso di visitatori difficile da ottenere per Marco Butti, Gruppo misto, «non c’è sostenibilità! Anche se si trasferissero i visitatori di tutti gli eventi degli altri spazi espositivi cittadini, per cui bisognerebbe anche pensare quale futuro si vuol dare».

Di «scelta fatta per convinzione, come prospettiva strategica per la città» ha parlato invece il sindaco Mario Lucini, ricordando che si tratta di fondi Cariplo per interventi emblematici «che abbiano un aspetto di prospettiva per il territorio». Dal punto di vista delle spese poi, per il primo cittadino, sono assolutamente sostenibili e la previsione di 50mila visitatori è ragionevole, «visiti i 200mila visitatori di Villa Carlotta e gli 80mila di Villa Balbianello», e in più si creano posti di lavoro. «Sono fiero che siamo riusciti ad arrivarci – ha concluso –, non era scontato». Sulle cifre è intervenuto anche Giorgio Selis, Como civica, i costi saranno di 290mila euro, e attualmente sono di 185mila, il costo quindi sarebbe di 100mila», mentre il dibattito si è inasprito.

Una intesa sembrava essere stata raggiunta fra maggioranza e opposizione su un emendamento che avrebbe portato all’accettazione della mozione, ma, dopo gli accordi presi fuori dal’aula, in aula le interpretazioni letterali o meno del testo hanno portato ad una diatriba che ha allontanato sempre più le posizioni portando alla bocciatura sia dell’emendamento che di un subemendamento proposto da Molteni e poi della mozione. «Il piano di sostenibilità economica c’è e non andremo a predisporne uno alternativo – ha detto il capogruppo di Amo la mia città Marco Tettamanti – il modello gestionale dovremo andarlo ad elaborare».

 

Monumento di Libeskind

Lunedì 15 dicembre è invece ripresa la discussione sulle mozioni presentate da Alessandro Rapinese, Adesso Como, sul monumento a Volta ideato da Daniel Libeskind per la diga foranea. Dalla maggioranza sono state ricordate esperienze del passato comasco: Dalla fontana, «ora simbolo della città di New York» ha ricordato il capogruppo del Pd Andrea Luppi, fatta smontare e poi venduta dalle passate amministrazioni, al Novum Comun, «per cui venne presentato da Terragni un progetto differente da quanto si voleva realizzare e fece scalpore tolte le impalcature» ha aggiunto Patrizia Lissi, Pd.

Molteni ha diffuso i dati di un sondaggio svolto sul sito della propria lista, a cui hanno partecipato 152 votanti (poco più della metà comaschi), quasi il 54 per cento a favore del monumento e per il 60 per cento contro il posizionamento sulla diga foranea, mentre Enrico Cenetiempo, Ncd, ha attaccato chi prospettava l’idea di un possibile spostamento dell’opera dopo 5 anni «a quale prezzo?» «Se lo metti, poi lo togli a spese tue» ha concluso.

Nella replica Rapinese ha attaccato a spada tratta la maggioranza «a casa vostra non tutto ciò che è gratis lo accettereste» e a chi presenta l’opera come una novità positiva ha risposto «anche le paratie erano qualcosa di nuovo». Il capogruppo di Adesso Como ha quindi ricordato la raccolta firme per il referendum cittadino sull’opera «il 22 ottobre avete dato l’autorizzazione per la raccolta firme e il 28 la Giunta ha deciso di procedere come se nulla fosse!» Referendum che si fa sempre più probabile dato che «ad oggi abbiamo raccolto 3.600 firme» ha annunciato il consigliere. Al voto le mozioni sono state bocciate, la prima dalla maggioranza compatta, mentre la seconda, che chiedeva la sospensione del procedimento in corso, ha visto qualche tentennamento con l’astensione di Paco-Sel, Amo la mia città e di tre consiglieri del Partito democratico.

 

Mozioni

La seduta è proseguita con la discussione di una prima mozione presentata dalla Lega contro l’utilizzo del termovalorizzatore per smaltire i rifiuti di altre regioni, ma data la rilassatezza del clima in aula, dopo diversi interventi, il proponente Diego Peverelli, indispettito «questa è la vostra democrazia» ha urlato, l’ha ritirata insieme con altre due in calendario e i lavori si sono conclusi. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Palazzo Cernezzi chiede chiarimenti su Life Electric

monumento-libeskind-rendering«In relazione al progetto esecutivo per il posizionamento sulla diga foranea del monumento Life Electric e in relazione ai lavori di adeguamento della diga stessa, il Comune di Como ha scritto oggi [mercoledì 10 dicembre] all’associazione Amici di Como e al progettista da loro incaricato chiedendo chiarimenti e una relazione comparativa tra il progetto definitivo presentato per la prima fase di gara e quello esecutivo – dichiara una nota del Comune di Como –. Ai fini della seconda fase di gara, è stato altresì chiesto di “indicare gli importi delle categorie di lavori di cui al computo metrico, comprendendo gli oneri specifici della sicurezza”».

Rallentamenti per Life Electric

diga foranea como«Le prove di carico in corso in questi giorni sul tondello della diga foranea – in vista dell’allestimento di Life Electric – hanno registrato qualche rallentamento rispetto al cronoprogramma iniziale – spiega una nota di Amici di Como del 9 dicembre sull’avanzamento dei lavori preliminari per valutare la capacità statica della diga su cui verrà posta l’opera di Daniel Libeskind –. A differenza di quanto rilevato in una prima fase, infatti, i massi su cui poggia la diga non scendono fino a quota 17 metri ma si spingono circa a 26. Di fatto le trivellazioni dureranno qualche giorno più del previsto».

Approvata l’espansione della Steriline

3 COMO COMUNESi discute poi del monumento di Libeskind a Palazzo Cernezzi.

 

Via S. Bernardino

Le barriere antirumore di via San Bernardino da Siena sono state al centro delle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 1 dicembre. Luigi Nessi, Paco-Sel, si è felicitato dell’esito positivo del dialogo con Pedemontana, così come il sindaco Mario Lucini che ha ricordato i sopraluogo effettuato e che la società che sta costruendo la tangenziale comasca per cambiare i pannelli «aspetta una sottoscrizione formale da parte dei residenti».

 

Zone non metanizzate

Dopo un minuto di silenzio, chiesto da Nessi, per ricordare l’ex calciatore comasco Piergiorgio Corno l’aula ha affrontato e approvato all’unanimità il primo punto all’ordine del giorno: La consueta lista delle zone non metanizzate o parzialmente metanizzate utile ai cittadini «ai fini delle agevolazioni fiscali sull’uso del g.p.l. e del gasolio, per riscaldamento».

 

Steriline

Immagine2La maggioranza ha approvato, astenute le minoranze, subito dopo un intervento Suap. Una variante urbanistica chiesta da Steriline s.r.l. per nuova edificazione industriale all’interno del complesso immobiliare di via Tentorio per poter ampliare il proprio stabilimento. Si tratta, ha spiegato l’assessore all’Urbanistica Lorenzo Spallino, di «Una industria all’avanguardia metalmeccanica, una azienda leader nel confezionamento dell’industria farmaceutica, che ha la necessità di ampliarsi». Al Comune spetteranno 184mila euro di monetizzazioni e 152mila di oneri di urbanizzazione e dovrebbero crearsi 30 nuovi posti di lavoro. «Sono felice dell’approvazione da parte del Consiglio, che ringrazio – afferma Spallino sul Notiziario comunale –. E sono altrettanto felice che un’azienda leader nel mondo abbia scelto di sviluppare qui, e non altrove, i suoi impianti produttivi. Credo che la città possa andare orgogliosa della scelta di ieri sera».

 

Life Electric

La discussione è quindi passata alla trattazione congiunta di due mozioni presentate da Alessandro Rapinese sul monumento proposto per la diga foranea comasca regalato da Daniel Libeskind.

Il consigliere di Adesso Como ha chiesto a tutti i presenti di leggere attentamente la relazione presentata dalla Soprintendenza, lamentandosi poi per la mancata presentazione in aula «si è arrivati in Commissione solo dopo la conferenza stampa!» Rapinese ha così presentato entrambe le mozioni, la prima che chiede l’impegno del «sindaco a cercare di persuadere i benefattori che vogliono piazzare un monumento raffigurante una grande M sulla diga foranea di Como a destinare i loro denari, invece che alla realizzazione del discutibile monumento, in favore della manutenzione di quanto di bellissimo ha già la nostra città che però versa in pietose condizioni», la seconda ripercorrendo la genesi del monumento alla Resistenza europea, molto più partecipato, chiede la sospensione del procedimento in corso per l’edificazione del monumento.

Le minoranze hanno quindi attaccato. «Mi sembra che siamo diventati ostaggio degli Amici di Como» ha dichiarato causticamente il leghista Diego Peverelli, mentre il suo collega di partito Giampiero Ajani ha letto stralci della relazione della Soprintendenza di cui ha letto stralci come: «Sarà dunque necessario valutare dei modelli reali significativi». Se «bisogna approfittare del dono è la più bassa e squallida delle motivazioni» ha dichiarato Sergio Gaddi, Fi, che ha attaccato lancia in resta «quel monumento non è un’opera d’arte e nemmeno un intervento urbano», rincarando la dose «il legame tra quell’opera e Volta non esiste». «Perché non sono stati chiesti i pareri degli Ordini degli architetti e degli ingegneri?» ha chiesto Anna Veronelli, Fi. «L’incontro con Libeskind è stato chiesto dalla minoranze e siamo qui a discuterne solo per le mozioni presentate» ha aggiunto Marco Butti, a cui si è aggiunta Ada Mantovani «è una operazione di marketing bella e buona, un’opera autoreferenziale» ha detto la consigliera di Adesso Como dichiarando anche che «stiamo accettando quest’opera come se fossimo una delle città più anonime». Mario Molteni, Per Como, invece ha ricordato la figura di Piero Caldirola a cui la diga è dedicata «di cui fra 4 giorni ricorrono i 100 anni dalla nascita, non mi è arrivato all’orecchio nessuna iniziativa in proposito».

Dai banchi della maggioranza, contro il tono della seconda mozione che chiede una valutazione dell’opera da parte di «persone aventi una specifica formazione» e non «da arroganti politici, magari pure incompetenti» hanno preso posizione Nessi e Eva Cariboni pur ricordando le perplessità sull’iter dell’opera e la non contrarietà al referendum per cui si stanno raccogliendo le firme, «Nel metodo non si è tenuto conto del programma – ha detto la consigliera di Amo la mia città –, non c’è stata informazione, non c’è stato dialogo e nemmeno c’è stata alcun tipo di consultazione». Solo Gianni Imperiali, Como civica, ha preso la parola per sostenere l’opera.

Data l’ora la seduta è stata aggiornata a giovedì 11 dicembre. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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