Movimento 5 Stelle

Tremezzina: «Trovare soluzioni percorribili»

variante-tremezzinaIl Movimento 5 stelle lombardo chiede di non finanziare la variante della Tremezzina.

 

«Per l’opera, come abbiamo già avuto modo di denunciare, non ci sono i fondi e da tempo chiediamo una revisione del progetto che impatterebbe pesantemente sull’ambiente – afferma il consigliere regionale pentastellato Stefano Buffagni –. I partiti continuano a promettere ai cittadini, con mozione o atti di indirizzo, che troveranno finalmente una soluzione che non c’è per la Statale Regina: 330 milioni di euro per aprire la montagna con una galleria non servono e non li troveranno».

«Esistono già soluzioni rapide, le abbiamo proposte più volte – aggiunge –. Piuttosto che paventare l’ennesima opera faraonica con l’apertura di un cantiere che durerà anni mettendo in ginocchio il turismo nella zona vorremmo si investisse sui trasporti pubblici locali, con nuovi battelli, autobus elettrici di dimensioni inferiori in modo da rendere più agevole il passaggio sulla strada, aumentandone le corse e creando sinergie tra i vari mezzi di trasporto con coincidenze con treni. La pianificazione dei collegamenti intermodali e l’integrazione tariffaria sarebbero già un passo avanti concreto e fattibile a costo zero».

«È poi necessario dare voce ai cittadini – aggiunge –. Vogliamo sentire cosa ne pensano i laghée. Sul tavolo poniamo proposte meno invasive e decisamente meno dispendiose, partendo con la proposta di allargamento dell’attuale strada provinciale, la demolizione di 7 case da espropriare. L’investimento complessivo, oltre alla salvaguardia del paesaggio lacustre comasco, avrebbe anche una positiva ricaduta in termini di servizi per i cittadini, con importanti risvolti occupazionali e turistici. Non vogliamo snaturare le bellezze del lago comasco». [md, ecoinformazioni]

1 marzo/ Gioco d’azzardo patologico

como a 5 stelleConferenza sabato 1° marzo alle 14.30 alla Biblioteca comunale di Como in piazzetta Venosto Lucati 1, modera Nunzio Nasti, psicoterapeuta, intervengono Michele Sforza, psichiatra, Roberto Pozzoli, presidente Associazione Vinciamo il gioco, testimonianze della Associazione giocatori anonimi di como e Varese. Per informazioni Internet www.como5stelle.com.

Prelievo del 20 per cento/ Il ministero blocca

como a 5 stellePer il M5s i frontalieri: «In Svizzera chiamati “topi”, in Italia trattati come polli da spennare». Ma il Ministero dell’economia chiarisce con una nota che il prelievo è bloccato. 

«È entrato in vigore il primo febbraio il provvedimento che prevede il prelievo del 20 per cento dai bonifici provenienti dall’estero ed indirizzati a conti correnti italiani – ricorda il Movimento 5 stelle comasco –.
Adusbef e Federconsumatori insorgono contro questa misura – legge 97/2013, un regalo del governo Letta – applicabile anche ad esempio a donazioni (il parente all’estero che aiuta la famiglia) o restituzione di prestiti! Escluso da questa trattenuta è il reddito da lavoro e quindi ci si potrebbe aspettare che questa norma non vada a colpire i frontalieri.
Ma ecco la prima stortura: spetta al frontaliere l’onere di comunicare alla banca che i bonifici in entrata sul proprio conto corrente sono derivanti da lavoro estero… come a dire “sei colpevole fino a quando non dimostri il contrario”.
La seconda stortura è data dalla tempistica all’italiana: le banche sono obbligate dal primo febbraio ad effettuare questa trattenuta, ma non sono ancora preparate a ricevere e valutare le autocertificazioni dei frontalieri che vengono richieste su moduli forniti dalla banca stessa ma non ancora disponibili!»

«Nel frattempo il prelievo va in ogni caso effettuato ed il contribuente dovrà poi richiedere la restituzione dell’imposta non dovuta – denunciano –.
Il frontaliere che lavora all’estero ma vive, consuma in Italia e partecipa attivamente all’economia italiana si trova quindi a percepire una parte di stipendio in liquidità ed un’altra parte in crediti dallo Stato… e tanti auguri!»

Una situazione segnalata in Regione e in Parlamento dai pentastellati per: «Un problema urgente che può costituire un vero e proprio furto ai danni dei frontalieri con conseguenze non irrilevanti all’economia locale». [md, ecoinformazioni]

Bando calore

3 COMO COMUNEIl M5s chiede un Consiglio comunale aperto alla cittadinanza per valutare se bloccare la gara in corso.

 

Il consigliere comunale comasco pentastellato Luca Ceruti ha consegnato lunedì 10 febbraio una richiesta di convocazione di un Consiglio comunale aperto, supportato dalle liste civiche Adesso Como e Per Como, gli esponenti del Gruppo misto, Laura Bordoli, Enrico Cenetiempo, Francesco Scoppellitti, e da Anna Veronelli, Pdl, sul: «Bando di gara in corso per l’affidamento del servizio energia degli impianti termici al servizio degli edifici del Comune di Como (Bando-calore)».

Un incontro per valutare e esaminare i: «Rilievi critici emersi successivamente all’indizione della gara a seguito della proposta di Anci-Nomisma (giugno 2013), l’evoluzione della legislazione di settore, le più recenti esperienze di altri importanti enti locali e dei contributi presentati, ai sensi di legge, da soggetti portatori di interessi diffusi» e quindi decidere se sospendere o revocare il bando di gara in corso, da 39 milioni di euro, partito e sospeso più volte dal maggio 2012, come chiesto da Ceruti nel giugno 2013.

L’obiettivo è quello di fermare tutto per sviluppare un progetto pilota offerto da Anci e Nomisma a Como per l’efficientamento energetico degli edifici, criticando la forma attuale del bando che «si limita alla fornitura di combustibile e ad interventi solo sugli impianti», guardando all’esperienza milanese di Project Financing sul tema, con il supporto delle critiche fatte al bando fra giugno e luglio 2013 da Legacoop Como-Lecco.

Alla seduta aperta sarebbero invitati per «un supporto autorevole, competente e obiettivo» i responsabili del progetto-pilota, rappresentanti dell’Amministrazione provinciale di Milano, «impegnati nella citata proposta di Project Financing», Saveria Sechi e Maria Teresa Vaccaro, «rappresentanti della comunità scientifica esperti della materia», rappresentanti di Legacoop Como-Lecco, e «altri soggetti portatori di interessi diffusi di cui sarà ritenuto utile e positivo il contributo» (richiesta della convocazione con relazione, mozione per la revoca). [md, ecoinformazioni]

Discarica di Mariano Comense

movimento 5 stelle lombardiaIl M5S lombardo chiede controlli sulla pericolosità della discarica.

«Nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Milano sulle bonifiche dell’ex area Sisas che ha portato all’arresto di sei persone, tra funzionari pubblici e imprenditori, con accuse che vanno dalla corruzione alla truffa aggravata fino al traffico illecito di rifiuti compare anche la discarica di Cascina Settuzzi – a Mariano Comense, ricorda un comunicato del gruppo regionale del lombardo pentastellato –. Il Movimento 5 Stelle aveva presentato una interrogazione perché Regione Lombardia avviasse un controllo sulla qualità delle acque e il livello di concentrazione di sostanze inquinanti nei pressi della discarica».

«Alla luce dell’avvio dell’inchiesta risulta ancor più urgente una risposta da parte della Giunta alle nostra denuncia: un prelievo di campioni di acqua a valle delle discarica, analizzati dall’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, ha rilevato una concentrazione di sostanze inquinanti come Benzene, Stirene, p-Xilene e Toluene superiore ai valori limite – precisa il consigliere regionale Gianmarco Corbetta –. Un approfondimento e un chiarimento istituzionale è doveroso: si parla del deposito di migliaia di tonnellate di rifiuti pericolosi che Cascina Settuzzi non poteva accogliere. Certo il fatto che anche Arpa, l’organismo di controllo regionale, sarebbe coinvolta nelle indagini ci preoccupa molto. Serve un intervento immediato per chiarire definitivamente il grado di pericolosità del sito per poi decidere se attuare un intervento straordinario per la messa in sicurezza della discarica di Cascina Settuzzi». [md – ecoinformazioni]

Fusioni Comuni: polemiche fra M5S e Pd

regionelombardia2Dopo i referendum il Consiglio regionale ha votato le fusioni che porteranno alla nascita dei Comuni di Bellagio, Colverde e Tremezzina.

«La maggioranza in Regione si è spaccata oggi sulle incentivazioni economiche alle fusioni dei piccoli Comuni. L’ordine del giorno presentato dal Pd, firmato anche dal consigliere Luca Gaffuri, è infatti stato approvato con i voti dell’opposizione e del Nuovo centro destra, nonostante l’opposizione dell’assessore leghista al bilancio Massimo Garavaglia, della Lega, della Lista Maroni e di Forza Italia – annuncia un comunicato del Pd –. Fino alla scorsa legislatura la Regione, proprio per sostenere le aggregazioni, dava contributi consistenti sia alle unioni (i Comuni restano separati ma gestiscono insieme i servizi e hanno un consiglio comunale “congiunto”) che alle fusioni, mentre nel 2012 le fusioni sono state espunte. Garavaglia stesso, e poi il capogruppo leghista Massimiliano Romeo, sono intervenuti in Aula per dire no alle incentivazioni. Il voto del Consiglio li ha sconfessati».

«Senza colpi di scena, invece, le votazioni sulle singole fusioni, compreso l’atteso voto della maggioranza e del Movimento 5 Stelle contro la fusione di Uggiate Trevano, Faloppio e Ronago – prosegue la nota –. Sono quindi state approvate 9 fusioni di 22 piccoli comuni, mentre sono state bocciate 10 fusioni che coinvolgevano 36 centri minori. In provincia di Como si uniscono Bellagio e Civenna, per i quali rimarrà il nome Bellagio; Gironico, Parè e Drezzo, che prenderanno il nome di Colverde e Lenno, Tremezzo, Mezzegra e Ossuccio che prederanno il nome di Tremezzina. Scontato il voto negativo sulle fusioni bocciate nettamente dai referendum (Porlezza, Valsolda, Claino con Osteno e Val Rezzo; Menaggio, Grandola ed Uniti, Plesio e Bene Lario; Pianello del Lario e Musso). I nuovi comuni esordiranno il 25 maggio con l’elezione del sindaco e del consiglio comunale».

«Il Movimento 5 stelle ha un atteggiamento imbarazzante – si scaglia il consigliere regionale democratico Luca Gaffuri –. Mentre Grillo continua a dire che i Partiti non vogliono le fusioni dei Comuni sotto i 5mila abitanti i suoi seguaci in Regione non si fanno problemi a votare con la Lega contro la fusione di Uggiate Trevano, Faloppio e Ronago, quando anche l’esito del referendum avrebbe permesso un voto favorevole. Alla prova dei fatti il famoso programma dei cittadini sembra dunque diventare molto flessibile».

Nei tre paesi il voto contrario ha vinto solo nel più piccolo, Ronago, con il 54 per cento dei voti, i favorevoli all’unione hanno vinto con poco più del 50 per cento a Faloppio e con il 64 per cento a Uggiate Trevano.

«Le fusioni dei comuni vanno incentivate perché generano maggior efficienza e maggior qualità nei servizi ai cittadini – aggiunge Gaffuri –. Negare risorse alle fusioni significa osteggiarle materialmente e il Consiglio in merito ha espresso un voto molto chiaro, contrario alla posizione della Lega e dell’assessore. Non solo, occorre anche rivedere la normativa per chiarire le modalità di interpretazione dei referendum consultivi. Tutto questo andrà fatto in tempi ragionevoli».

«Abbiamo sostenuto i progetti di fusione ma abbiamo dichiarato sin dall’inizio che avremmo sempre rispettato l’esito referendario e le scelte dei cittadini – è la replica del Movimento 5 stelle regionale –. Sulle fusioni abbiamo assistito a scontri politici tra partiti tradizionali che avevano come unico obiettivo quello di mantenere il controllo su questo o quel Comune in spregio alla volontà popolare. Proprio per questo, e per rispetto per il metodo del referendum che reputiamo strumento principe della democrazia diretta, il nostro voto è stato contrario alle fusioni nelle quali non è prevalso il sì al referendum, nel pieno rispetto della volontà dei cittadini coinvolti».

«Le fusioni sono utili perché diminuiscono la spesa pubblica, migliorano la qualità dei servizi ed efficientano il sistema delle autonomie locali – dichiara il consigliere regionale Dario Violi –. Il Partito democratico non ha perso l’occasione per attaccarci sostenendo che il nostro voto sui Comuni non fosse da “seguaci di grillo”. Questo la dice lunga sulla visione che hanno di noi. Sulla fusione dei Comuni ci siamo limitati a ascoltare la voce del territorio a differenza di un partito che vota le fusioni interpretando la volontà popolare a proprio piacimento, anteponendo la convenienza di partito alla libera espressione dei cittadini». [md – ecoinformazioni]

Per un’urbanistica sostenibile: l’incontro a Cantù

TANGENZIALECOMOUn piano con molti punti oscuri, l‘esigenza di un reale cambio di passo, progetti e proposte per limitare il consumo di suolo e tutelare maggiormente l‘ambiente: questi sono stati i temi di Informazioni e riflessioni per un’urbanistica sostenibile, l’incontro organizzato dal gruppo di lavoro P.g.t 2013 presso il salone dei convegni a Cantù. Centro della discussione, nella serata di venerdì 17 gennaio, è stato il piano canturino di governo del territorio, la cui approvazione finale è prevista per il 7 febbraio. Sul progetto gravano però numerosi punti oscuri, dalla reale volontà di limitare la speculazione alla transito della nuova tangenziale nel territorio comunale, presente nel testo nonostante le assicurazioni del primo cittadino.

«Il Pgt così formulato disattende – ha esordito Antonio Pagani, capogruppo democratico al comune brianzolo – le stesse promesse elettorali di Lavori in Corso, che prevedevano la fine dell’edilizia selvaggia e una maggiore logica nella gestione del territorio». Invece la maggioranza <<non segna alcun cambiamento rispetto alle precedenti giunte di Centrodestra, soprattutto sulla limitazione delle spazi edificabili». I numeri previsti parlano infatti di un aumento delle unità abitative, in previsione di una  crescita della popolazione: «il problema- ha riportato Vitaliano Colombo, urbanista con esperienze amministrative a Lurate Caccivio – è che si prevedono più di 1000 unità in costruzione, per un di totale di 6000 abitanti in più nei prossimi anni. Cifre molto lontane dalla realtà».

Il doppio intervento non ha dovuto aspettare molto una risposta, vista la presenza tra il pubblico di Vincenzo Latorraca, assessore all’urbanistica: «il progetto è molto diverso da come l’avete presentato – ha ribattuto l’esponente di Lavori in Corso, smentendo i dati riportati- e non lo dico solo io, ma la stessa Regione Lombardia, che dopo controllato il piano non ha rilevato nessuno di questi numeri».

Il botta e risposta non ha però esaurito l’annoso problema della salvaguardia del territorio, magari da condurre con proposte e progetti anche a livelli più estesi della realtà canturina. Compito fatto proprio dagli ospiti di rielievo dell’incontro, a cominciare da Chiara Braga: «in sede parlamentare – ha confermato la neo responsabile all’ambiente della segreteria Pd – stiamo formulando una proposta di legge per limitare il consumo di suolo e soprattutto il consumo di terreno agricolo. Contiamo di approvarla in tempi molto rapidi». Bene ma non abbastanza secondo invece il consigliere regionale del M5s Giancarlo Corbetta, per cui «è condivisibile l’impianto presentato dalla Braga, ma servirebbe anche qualcosa in più. Noi proporremo in Regione di aumentare gli oneri di urbanizzazione al di fuori delle aree urbane, utilizzando poi i fondi raccolti per dare respiro alle casse dei comuni in difficoltà».

Progetti ambiziosi la cui messa in pratica deve essere però rapida, come ricordato da Damiano Di Simine, presidente lombardo di Legambiente: «il problema non può essere più sottovalutato- ha riportato nelle conclusioni l’ambientalista- il consumo di suolo ha raggiunto nel nostro territorio livelli drammatici. Servirebbe così un cambio di passo per superare una mentalità malata e insostenibile, che ha prodotto solo disastri». [Luca Frosini,  ecoinformazioni]

Un documento contro i writers

como a 5 stelleIl M5S chiede di trattare urgentemente la propria Mozione anti-imbrattatori presentata tre mesi fa. Il consigliere comunale del Movimento 5 stelle comasco Luca Ceruti ha presentato richiesta di urgenza per la mozione presentata contro i writers per «contrastare fenomeni di questo tipo, che oltre a danneggiare importanti monumenti da preservare, rovinano l’immagine della Città in cui viviamo». Una fretta nell’affrontare l’argomento dettata dal fatto che «la situazione cittadina si sta aggravando giorno dopo giorno» e «nei giorni scorsi sono apparse scritte che contengono ingiurie e minacce di rilevante gravità rivolte ai volontari dell’Associazione [Como più pulita], la cui colpa consiste nell’essersi prodigati per il bene della propria Città e quindi li espone personalmente ad un rischio assolutamente non tollerabile».

Per questo il movimento penta stellato espone «la presente problematica all’attenzione del Prefetto di Como», auspicando una collaborazione con il Comune, e «all’attenzione del Procuratore di Como affinché si avanzino indagini ispettive volte a perseguire e contrastare tali fenomeni minatori che mettono a rischio l’incolumità dei volontari» (la richiesta di urgenza, la mozione). [md – ecoinformazioni]

Pedemontana: fermarla a Lomazzo

pedemontana, tangenziale, A9Questa la richiesta del Movimento 5 stelle in un’audizione con il ministro Orlando. In una audizione sulla Pedemontana mercoledì 18 dicembre al ministro all’Ambiente Andrea Orlando sono state espresse diverse contrarietà all’opera, come si legge in un comunicato, da una delegazione composta dai deputati pentastellati: «Massimo De Rosa e Davide Tripiedi e dal suo collaboratore Corrado Fossati, dall’architetto Patricio Enriquez, docente di urbanistica al Politecnico di Milano, dal dottor Edoardo Bai, medico e presidente Isde di Milano, e Dario Balotta, responsabile infrastrutture e trasporti Legambiente Lombardia».

Al ministro sono state sottolineate: «Le criticità legate alla realizzazione dell’opera, denunciate in questi anni anche dalle tante associazioni e comitati, inerenti le caratteristiche tecnico-strutturali, alla pericolosità della diossina Tcdd proveniente dal disastro Icmesa del 1976 ancora presente nei terreni ove si vogliono costruire le tratte B2 e C, all’illogicità economica di tale progetto».

Preoccupazioni che «inducono a chiedere di fermare l’autostrada a Lomazzo dove si sta ormai completando, con lo svincolo che interseca Pedemontana con l’A9, la realizzazione della tratta A».

L’obiettivo ultimo, scrive Tripiedi, è di: «Superare un modello oramai finito, quello fondato sulle infrastrutture stradali, optando per il trasporto sostenibile su ferro e, cosa forse di maggior importanza, creare una vera e propria cultura dell’utilizzo del mezzo di trasporto sui modelli centro e nord europei». Ma la meta più vicina è: «Di fermare l’autostrada a Lomazzo, rinunciando alle successive tratte B1, B2, C, D, con l’intento di bloccare un’opera devastante per il territorio, costosa per l’impiego sempre più ingente di finanziamenti pubblici e pericolosa per la salute delle popolazioni, facendosi così interprete delle parole d’ordine sostenute da associazioni e comitati nel corso degli anni».

«L’inutilità di collegamento della Pedemontana è già realtà – conclude il deputato brianzolo –, vista l’attivazione della tratta Saronno-Seregno che permette via treno di collegare direttamente Malpensa a Bergamo e Varese a Bergamo». [md – ecoinformazioni]

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