occupazione suolo pubblico

Ancora sull’occupazione di suolo pubblico

8 COMOCOMUNEProsegue l’interminabile discussione a Palazzo Cernezzi.

 

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Nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 9 marzo Marco Butti, Gruppo misto, ha chiesto lumi sulla assegnazione di nuovi spazi a Agap «come mai ha avuto la possibilità di impiantare 50 spazi? In via Cecilio potrebbero esserci problemi sull’ottemprenza del codice della strada», al di là di bandi o concorsi, con la possibilità di porre nuove strutture lungo le strade pubbliche per la pubblicità, in cambio dell’esposizione del nuovo logo della città.

 

Suolo pubblico

Insediata l’assemblea è ripreso il dibattito sugli emendamenti al nuovo Regolamento per l’occupazione di suolo pubblico. Una discussione intricata, resa ancora più difficile da seguire dal regolamento comunale che divide la presentazione degli emendamenti a seconda di come intervengono sul provvedimento (emendando, aggiungendo…) e le ricadute di uno sull’altro (avendo già deciso su un punto del documento non potrà essere più discusso un ulteriore cambiamento).

Per semplificare il presidente Stefano Legnani ha chiesto di procedere secondo un piano di lavoro leggermente diverso, ma dall’opposizione, dopo anche una riunione, si è chiesto di seguire semplicemente il regolamento.

La discussione è proseguita così in maniera surreale con una discussione sfilacciata che a tratti è andata anche al di là di quanto era effettivamente in discussione, nel corso della serata solo 6 emendamenti, sui 36 e 5 ordini del giorno, sono stati affrontati.

Bocciate quasi tutte le proposte dell’opposizione, salvo tre: quelle di Alessandro Rapinese, Adesso Como, per aumentare la scontistica per chi tolga le slot-machine, lasciare liberi nella scelta del cestino dei rifiuti, e quella di Roberta Marzorati, Per Como, per tenere maggiormente in contro la professionalità rispetto all’offerta economica per chi voglia acquisire un chiosco pubblico.

Arrivati alla mezzanotte la seduta è stata sciolta. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Prosegue la discussione sull’Osap

8 COMOCOMUNEPalazzo Cernezzi continua a discutere del nuovo regolamento per l’occupazione di suolo pubblico e si arriva quasi alle mani.

 

Preliminari

Nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 2 marzo Luca Ceruti ha denunciato l’abbandono in cui versa il parco di Villa Olmo, così come denunciato nel gruppo Facebook Sei di Como se… e la posa di alcuni dei cartelli con il nuovo brand di Como al contrario, dalla parte opposta rispetto al senso di marcia nelle strade. Diego Peverreli, Lega, ha chiesto di ripulire via D’Annunzio e il posteggio del cimitero di Breccia: «Venivano lasciati rifiuti dentro i cestini… E come si è risolto? Si sono tolti i cestini!». Alessandro Rapinese, Adesso Como, in vista della Giornata internazionale della donna ha ricordato la proporzione all’interno della Giunta Lucini «gli uomini sono quasi il doppio», mentre Laura Bordoli, Ncd, ha chiesto di fare le nomine nelle partecipate: «Non mettendo gli amici degli amici, speriamo in una auspicato cambio di passo. Noi porteremo dei curricula di tutto rispetto». «E voi cosa avete fatto per anni?» gli ha risposto nel corso della serata Vincenzo Sapere, Paco-Sel.

 

Osap

Iniziata la seduta Enrico Cenetiempo, Ncd, ha chiesto se non incorresse in conflitto dì interesse essendo parte in causa come gestore di un locale con tavolini all’aperto, un problema che non si pone per gli uffici comunali essendo un provvedimento di ambito generale.

Il dibattito è ripreso con gli ultimi interventi: Luigi Nessi, Paco-Sel, ha annunciato un ordine del giorno per impedire la concessione «delle piazze a movimenti che non riconoscono la nostra Costituzione nata dalla lotta antifascista», per Alessandro Rapinese, Adesso Como, i bagni pubblici devono essere garantiti con la tassa di soggiorno, per Bordoli la regolamentazione dei dehors in un periodo di crisi è accanimento contro gli esercenti, Cenetiempo si è detto d’accordo «quello vecchio era del ’98, ma questo andava ancora un po’ controllato».

Dopo una sospensione chiesta dalle minoranze per approntare emendamenti, ne sono stati presentati alla fine 36, con 5 ordini del giorno, l’assessore Paolo Frisoni ha quindi replicato ai consiglieri: «Non è una lotta contro il commercio, tutt’altro. Il tempo è galantuomo e si vedranno sicuramente i vantaggi di questo regolamento».

Per quanto riguarda la liberalizzazione della gestione di chioschi ha rivendicato poi di avere messo un punto fermo, che va a vantaggio anche degli operatori che volessero cedere l’attività ora senza titolo per l’occupazione degli spazi, «tutte le concessioni sono state prorogate al 31 dicembre 2017».

È così iniziata la discussione degli emendamenti, bocciata una proposta di Rapinese sugli artisti di strada, sono passate delle correzioni formali, presentate dalla Giunta, la proposta di Ceruti per rivedere il regolamento ogni anno, la proposta, sempre di Rapinese, di stralciare l’obbligo di utilizzare cestini per la spazzatura uguali a quelli utilizzati dal Comune.

Verso la fine della seduta il clima si è scaldato prima con l’intervento di Rapinese che ha parlato di pizzini a proposito del foglio fatto girare dal sindaco con, su una prima tranche di 15 emendamenti presentati nella seduta precedente, quelle che sarebbero state le indicazioni di voto della maggioranza. Il sindaco avrebbe proposto un incontro con le minoranze per chiarire il perché del parere contrario su alcuni degli emendamenti, una proposta che però non ha accolto pareri unanimemente favorevoli. Gli animi si sono accesi fino all’intervento di Peverelli che, provocato Gianni Imperiali, non ha saputo trattenersi e si è scagliato contro il consigliere di Como civica venendo trattenuto da alcun colleghi, facendo finire la seduta in un parapiglia proprio a ridosso della mezzanotte. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Spazi pubblici

COMO COMUNEPalazzo Cernezzi si blocca sul nuovo Regolamento per l’occupazione degli spazi.

 

 

Preliminari mancate

Avrebbero dovuto essere di più le preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 23 febbraio, Luca Ceruti, M5s, ha chiesto di tappare una buca in via canturina, e di controllare se la pubblicità di un locale di lap dance sia da ritenere offensiva e essere rimossa o meno, Silvia Magni, vicesindaca, ha ringraziato i partecipanti e l’Associazione Como-Fulda per lo scambio con la città gemellata del capoluogo comasco «in concomitanza con la 74ª edizione del carnevale, una festa molto sentita in città, che si prepara per un anno all’evento, per il 55° anniversario del gemellaggio», Giampiero Ajani, Lega, ha ironizzato sull’accesso agli atti ricordando i documenti che aspetta da tempo e nuovi documenti che ha richiesto. Iniziata l’assemblea alle 20.15, come di prammatica, con 5 minuti a testa per intervenire, le prime tre prolusioni si sono interrotte poco prima della mezza. Il presidente Stefano Legnani ha chiamato una prima volta, in ordine di iscrizione per l’intervento, gli altri due consiglieri comunali prenotati, Laura Bordoli, Ncd, e Alessandro Rapinese, Adesso Como, e una seconda volta, ma i due esponenti politici comaschi non erano ancora in aula, prima di dichiarare finita la fase degli interventi preliminari e di aspettare le 20.45 per iniziare l’appello. Entrati dopo poco in aula i due interessati hanno chiesto di intervenire il capogruppo di Adesso Como ironizzando sulla democraticità del centrosinistra comasco, la capogruppo del Nuovo centro destra ha annunciato una interrogazione.

 

Spazi pubblici

Alla presenza di una decina di rappresentanti dei gestori dei chioschi cittadini è quindi iniziata la discussione sul nuovo Regolamento per l’occupazione degli spazi pubblici presentato dall’assessore Paolo Frisoni. Un documento di 52 articoli e tre allegati: «Che ha seguito un lungo iter partito già nell’amminosap comune comoistrazione precedente». Dopo l’assessore il dirigente comunale Giovanni Fazio ha presentato la proposta di Regolamento che prevede un aumento delle tariffe del 5 per cento, con la modifica delle zonizzazione (viene ampliata la categoria 1, quella delle piazze duomo e S. Fedele «a tutta la vasca del passeggio», da via Cesare Cantù a piazza De Gasperi), con la possibilità di una riduzione (fino al 5 per cento) della tariffa se viene garantita alla clientela un accesso wi-fi (- 2,5 per cento), l’utilizzo gratuito dei servizi pubblici (- 2,5 per cento), l’adesione alla campagna no slot (- 1 per cento). Sono 140 i titolari di una occupazione di suolo pubblico, solo 14 solo estivo, 50 passeranno dalla categoria 2 a 1. Il Comune prevede di ricavare per il solo 2015 15.600 euro, 0 con tutte le scontistiche piene, per il 2020 70.900 euro, 51.500 con la scontistica (la presentazione).

Molte le domande di chiarimento, tanto che l’assessore si è ritirato con i tecnici per approntare le risposte per 50 minuti, spiegando poi i punti ritenuti oscuri, dal decoro cittadino per cui i menu non devono riportare le foto dei piatti, ai colori consentiti per tavolini e sedie, alla mancata consultazione degli operatori di categoria: «Non è un regolamento per cui è obbligatorio il parere delle categorie».

Iniziato il dibattito Rapinese si è lamentato dei metodi di valutazione delle offerte per rilevare le strutture «si trascura la professionalità – ha detto – vi pensavo meno venali, il 60 per cento del punteggio va a chi mette più soldi. Guardate i regolamenti di altri capoluoghi di provincia lì si va a cercare la qualità». Marco Butti, Gruppo misto, si è detto perplesso per il mancato passaggio con le associazioni di categoria, mentre Ada Mantovani, Adesso Como, ha dichiarato «siamo in attesa di imminenti nuovi criteri su questo argomento, mi chiedo quale sia l’urgenza», e Ceruti ha detto di ritenere troppo basso lo sconto per chi non terrà più slot, una delle molte proposte di modifica del provvedimento annunciate dalle opposizioni. Data l’ora la seduta è stata sospesa poco prima della mezzanotte. [md, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di lunedì 17 marzo

Nel consiglio comunale di lunedì 17 marzo approvati i regolamenti comunali per l’occupazione di suolo pubblico e gli spazi pubblicitari. Un rinvio invece per la delibera sul trasporto pubblico urbano.

Il consiglio è iniziato con l’ennesimo ringraziamento del presidente Mario Pastore agli esponenti della minoranza che con la loro presenza hanno permesso di raggiungere il numero legale. Una “consuetudine” definita dall’esponente di Forza Italia come frutto di «un comportamento poco serio da parte della maggioranza».
Nonostante alcuni problemi tecnici con i microfoni si è poi aperta la discussione e l’approvazione del nuovo regolamento comunale sugli spazi pubblicitari, che ha visto la bocciatura dell’emendamento proposto dal consigliere di Paco Bruno Magatti. La sua proposta, e degli altri firmatari, era l’eliminazione «necessaria per evitare contenziosi sgradevoli e fraintendimenti» di un passaggio che avrebbe a suo parere concesso troppa discrezionalità alla Giunta per alcune decisioni di attribuzioni. Un parere contrario a quello del sindaco Stefano Bruni che ha ribadito come la nuova formulazione intenda invece sbloccare situazioni di stallo che a volte si creano fra i diversi uffici comunali, una norma insomma «per avere qualche parere in più, per fare ordine». Accolto da tutti gli schieramenti, con un emendamento, il nuovo regolamento per le occupazioni di suolo pubblico che dovrebbe snellire le procedure burocratiche per le richieste di occupazione occasionali, come traslochi, lavori d’emergenza o manutenzione del verde.
Rinviata invece la discussione sulla delibera riguardante il trasporto pubblico urbano dato il peso delle proposte presenti nell’emendamento proposto da Donato Supino, Rifondazione comunista, che prevede sconti per ogni abbonamento oltre il primo acquistato nella stessa famiglia, possibilità di pagamento rateizzato e sconto sull’abbonamento annuale, abbonamenti e biglietti unici in città per Asf, Navigazione e Ferrovie Nord. Per il consigliere di Rifondazione delle proposte che «non comportano una grande variazione economica, tenendo anche presente che se si vuole indirizzare i cittadini verso il trasporto pubblico lo si deve incentivare economicamente».
Un’altra questione sollevata dagli esponenti dell’opposizione, ma non solo, è stata quindi quella dei carnet di 11 biglietti acquistabili a 10 euro, introvabili in città, per l’assessore Fulvio Caradonna a causa forse di un disguido da parte di alcuni rivenditori. In ogni modo l’assessore ai trasporti ha poi ribadito che «i carnet devono uscire. Ne parlerò già nel prossimo incontro in settimana con Asf».
Sull’emendamento proposto, che implica anche la ricerca di un tavolo comune fra le varie aziende di trasporti, la Giunta si è impegnata a lavorare e a valutare la fattibilità delle proposte presentate entro 15 giorni comunque prima della discussione del bilancio comunale. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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