Province

Province sì, marmellata unica no

taglioprovincePaolo Sinigaglia, esponente civatiano del Pd comasco e dell’associazione Como Possibile, interviene contestando fortemente la riforma delle province che giudica del tutto pasticciata e altro tassello dell’attacco complessivo alla rappresentanza democratica colpita dalla riforma del Senato: «Mentre la riforma del Senato cerca di eliminare un pezzetto di rappresentanza, un’altra riforma ci ha già pensato a eliminarne un altro, di pezzetto. Si tratta della riforma delle province, una riforma che più pasticciata di così non si può.
(altro…)

La Lombardia rivuole le province

province lombardePalazzo Lombardia avvia un ricorso alla Corte costituzionale contro «un provvedimento pasticciato e incostituzionale, che crea più problemi di quanti ne vuole risolvere». Per Maroni si può intervenire sulle province solo con una modifica costituzionale.

 

«Abbiamo deciso, analogamente a quanto fatto dalla Regione Veneto, di presentare un ricorso alla Corte costituzionale contro la Legge di stabilità 2014 – ha dichiarato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni il 21 febbraio scorso –, nella parte in cui prevede che le Province che vanno al voto quest’anno non vadano al rinnovo con la rielezione dei presidenti ma ci sia il commissariamento».

«Riteniamo che questa norma sia incostituzionale, per questo abbiamo deciso di sollevare il conflitto di attribuzione presso la Corte costituzionale – ha precisato Maroni –. Non si tratta di una posizione ostile al cambiamento, ma di una posizione ostile verso un provvedimento pasticciato e incostituzionale, che crea più problemi di quanti ne vuole risolvere. Le Province sono previste dalla Costituzione. Si vogliono abolire? Allora si deve fare con una modifica della Costituzione, non con una norma che mantiene le Province con pieni poteri, ma conferisce a una persona nominata dal Ministero dell’Interno questi poteri che invece devono essere dati attraverso le elezioni, perché così si torna indietro di 40 anni».

«Noi siamo favorevoli a un’evoluzione nel sistema istituzionale – ha concluso il presidente lombardo –: le Regioni devono avere le competenze certe e le risorse certe, attraverso una riforma del Titolo V, e devono poter organizzare il governo del territorio come meglio credono e a proprie spese. Sulle aree vaste deve poter decidere la Regione, che così si può organizzare un proprio governo del territorio, che sia realmente rappresentativo delle sue esigenze. E io, per la Lombardia, voglio essere il regista del disegno di legge istituzionale che decide del mio territorio. Per questo martedì interverrò nella seduta straordinaria del Consiglio regionale dedicata alle riforma costituzionale e lì riferirò questa posizione della Giunta». [md, ecoinformazioni]

Provincia/ Accettare la sfida di un’aggregazione diversa

Anticipiamo, dal numero di novembre del mensile ecoinformazioni nel quale troverete  alcune pagine con opinioni differenti sulla scelta del governo di procedere alla riforma istituzionale relativa alle province, l’intervento di Emilio Russo che afferma: «Partire dalla vecchia ossessione ottocentesca della “Provincia di” è un non senso, condiviso purtroppo dalle istituzioni e dalle forze politiche locali»  e auspica «una nuova pianificazione territoriale di scala diversa (non il provincialismo che oggi si respira a Como)». (altro…)

Il pasticcio delle province

L’idea dell’abolizione delle province e gli attuali problemi derivanti dal loro accorpamento sono da ricondurre a scarsa capacità di analisi del tema e a un sorta di populismo mediatico che ha indotto il governo Monti ad affrontare la questione in modo frettoloso, errato e pericoloso per la democrazia. Sul tema riportiamo l’analisi di Paolo Sinigaglia, esponente di Paco-Sel, pubblicata su Lo spazio della politica. (altro…)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: