Rsu Comune di Como

Chiude l’asilo di Camerlata

facciatapalazzocernezziUna «scelta assolutamente antisociale e metodologia antisindacale in pieno “stile renziano” – affermano gli esponenti di Rifondazione comunista Rognoni e Baggi –. Le politiche locali delle amministrazioni #Pd sono lo specchio delle scellerate scelte neoliberiste nazionali». Una scelta approssimata «scollegata da un progetto organico sul futuro dei nidi comunali» attaccano le organizzazioni sindacali.

 

«Veniamo a conoscenza dagli organi di stampa dell’intenzione dell’amministrazione comunale di chiudere l’asilo nido di Camerlata, scelta che condanniamo con forza e che ancora una volta dimostra come anche a livello locale le politiche neoliberiste del “partito della nazione” atte allo smantellamento dei servizi essenziali stiano prendendo piede e trascinando nostro malgrado il servizio pubblico in una deriva assai pericolosa. Di nuovo ci troviamo davanti a politiche di tagli, dove il profitto viene messo davanti a tutto, dove si sceglie di “razionalizzare la spesa” caricando tutte le conseguenze su lavoratori e cittadini – dichiarano Stefano Rognoni, segretario del circolo Prc/ Se Città di Como, e Fabrizio Baggi, segreteria provinciale Prc/ Se Como –. In ultimo, ma non certo per importanza, apprendiamo da una nota della Fp Cgil di Como che questa scelta è stata fatta “nell’indisponibilità delle assessore comunali comasche Marelli e Magni all’elaborazione di progetti condivisi e strutturati per l’adeguamento dell’offerta pubblica di asili nido in città”».

«Riteniamo questo un fatto gravissimo – proseguono gli esponenti di Rifondazione –, che condanniamo senza indugio e che purtroppo è totalmente in linea con i comportamenti e gli atteggiamenti di menefreghismo che più volte il presidente del Consiglio ed il suo Governo hanno riservato alle organizzazioni sindacali che rappresentano le lavoratrici ed i lavoratori italiani, ed inoltre, prendiamo atto con rammarico ed indignazione che le politiche locali a targa Pd altro non sono che una triste ripetizione delle politiche antisociali e neoliberiste del “Sindaco di Firenze” nonché Presidente del Consiglio. Ci fa specie che ancora una volta, dopo il caso “Centro unico di cottura” l’amministrazione Lucini ha deciso di razionalizzare a discapito dei bambini».

Da parte loro invece: «Le organizzazioni sindacali [Fp Cgil, Cisl dei laghi, Uil Fpl] e la Rsu [del Comune di Como] denunciano l’approssimazione di questa scelta, scollegata da un progetto organico sul futuro dei nidi comunali. Si specula su un problema vero, la carenza di personale, per determinare una contrazione del servizio».

«Un quartiere importante e popoloso come Camerlata, che vede oggi una presenza maggioritaria di bambini stranieri quali utenti dell’asilo, viene privato di un presidio strategico. Come si pone la giunta comunale rispetto a buone politiche d’integrazione sociale? – chiedono le organizzazioni sindacali –Camerlata è un quartiere che, nel futuro immediato, grazie all’auspicato sblocco della cittadella della salute e all’apertura dell’Esselunga potrebbe registrare un grosso incremento demografico. Ha senso non operare questa valutazione?»

«In secondo luogo, il comune di Como ha dimostrato di non voler investire per nulla sul personale del settore – proseguono –. L’ultima assunzione a tempo indeterminato risale al 2010. Il piano del fabbisogno triennale di personale, presentato nel 2015 (temporaneamente bloccato dalla legge finanziaria), prevede sul 2015-2017 trentadue assunzioni. Di queste negli asili nido ne sono previste zero! Nel 2016 andranno in pensione 5 educatrici, il comune risponde con la chiusura di Camerlata, nel 2017 ne andranno in quiescenza 8, quanti altri nidi chiuderanno?»

«Infine stupisce negativamente il percorso non partecipato della decisione. Le forze sindacali sono venute a conoscenza della scelta politica dagli organi di stampa, e sono state convocate solo a seguito di questa “fuga di notizie”» terminano e denunciano i sindacati. [md, econformazioni]

Rsu: «Grazie Lucia»/ Ricordo il 29 febbraio in Comune alle 11.

neroLa scomparsa di Lucia Cassina lascia un vuoto incolmabile davanti al quale siamo particolarmente sgomenti. Lucia è stata la nostra Coordinatrice RSU per molti anni, guidandoci, ascoltandoci e sostenendoci. È stata al nostro fianco anche durante la malattia. È stata fino all’ultimo Resistente. Ha lottato per noi e con noi. (altro…)

Rsu Comune di Como e i sindacati di categoria chiedono le dimissioni dell’assessora al personale Gisella Introzzi

GISELLA INTROZZI1«Una risoluzione di tale portata non può essere assunta a cuor leggero e mai ci saremmo immaginati, due anni or sono, di trovarci, oggi, a questa determinazione – scrivono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Rsu Comune di Como -. Il 2 giugno 2012 si svolgeva la prima riunione della Giunta Lucini. Trascorsi due anni e spiccioli, crediamo di essere arrivati ad un punto di non ritorno. Chiediamo la revoca alla delega al personale all’assessora Introzzi»

«Proviamo a spiegare perché chiediamo un cambio di passo, una netta discontinuità con il recente e recentissimo passato. Lo facciamo nel merito, citando fatti concreti, scevri da considerazioni di carattere politico e partitico. Il primo atto dell’Assessora Introzzi fu l’incremento delle tariffe dei parcheggi convenzionati per i dipendenti, che hanno stipendi bloccati dal 2009 e produttività ridotta del 30%. In questo contesto le Organizzazioni sindacali chiesero almeno una perequazione delle tariffe, aumentando la quota a carico dei dirigenti. Risultato: oggi un dipendente da 1000 euro al mese paga lo stesso abbonamento di un dirigente da 10.000 euro! Con un ragionamento, a ns. parere, contrario al risultato, l’Assessore rispose che no, non era opportuno ed equo diversificare! Seguirono, nell’ordine cronologico, una riorganizzazione di primo livello, afferente quindi alle sfere di alta responsabilità che, malgrado il lungo lavorio, non produsse alcun risultato apprezzabile e che ha mantenuto la struttura della macchina comunale sostanzialmente identica al passato. Poi l’iniziativa degli avvisi esplorativi di mobilità, che ha escluso a priori alcuni settori: in questo caso la montagna ha prodotto il classico topolino, ingenerando grandi aspettative, puntualmente deluse. Successivamente, la nota vicenda della sostituzione del Comandante della Polizia Locale Graziani, un evento largamente prevedibile nei tempi, gestito con approssimazione e scelte incomprensibili. Ricordiamo a tal proposito la nomina pro tempore del dirigente Fazio, senza alcuna esperienza del settore, fortemente difesa da Introzzi ed immediatamente smentita dall’assunzione temporanea del comandante di Monza, in attesa di espletamento del concorso pubblico (terminato poche settimane fa). Oltre un anno di vuoto nel Settore. Quindi, e siamo nel 2013, la riorganizzazione di secondo livello. Un operazione che dovrebbe coinvolgere tutto il resto della macchina comunale esclusa dalla riorganizzazione di primo livello. Peccato che tutti i lavoratori del Comune, quelli che materialmente operano quotidianamente e permettono all’Ente di erogare servizi, non vengano minimamente coinvolti. L’ennesima operazione verticistica che a luglio 2014, dopo due anni di mandato, è ancora ai report per comprendere chi fa che cosa. Altri tre elementi, e siamo al 2014.
Le parti che compongono la delegazione trattante, sindacati e rappresentanza pubblica (Dirigente al personale e Segretario generale) giungono finalmente, dopo anni di discussione, a condividere un nuovo regolamento sul part time, viene individuata una nuova fascia oraria, su proposta sindacale, che farà risparmiare al Comune risorse da destinare alle assunzioni più urgenti. Al momento della firma l’Assessora Introzzi decide di bloccare tutto e, contravvenendo ai più elementari principi di buon senso, impone un nuovo articolato che penalizza, per primo, l’Ente che rappresenta. È del tutto evidente che il perpetuarsi di tali situazioni ricadano negativamente anche verso i componenti della delegazione trattante di parte pubblica, i quali, rispetto alle decisioni assunte vengono continuamente contraddetti. Gli ultimi accadimenti riguardano l’indisponibilità ad adeguare il regolamento dell’avvocatura alle più recenti disposizioni legislative e contrattuali e la presentazione del piano occupazionale. Su questa ultima vicenda, epilogo di un percorso a noi incomprensibile, occorre spendere alcune parole. Le Organizzazioni Sindacali e la RSU sollevano da tempo immemore la grave problematica che investe i servizi cimiteriali, quattro operai gestiscono dieci strutture. Nell’ultimo triennio si sono aggiunti due lavoratori che, insieme ai quattro sopraccitati, hanno garantito di non far tracimare una condizione drammatica, di assoluta emergenza. L’approvazione a luglio del fabbisogno del personale era l’occasione per stabilizzare questi due operatori, assumendoli in via definitiva e riconoscendo, minimamente, il proprio operato. L’Assessora Introzzi non ha ritenuto di condividere neppure questa operazione. Il piano occupazionale è stato approvato in Giunta, ignorando la richiesta di confronto da noi formulata sia davanti al Prefetto che, preventivamente, attraverso una nota scritta. Le assunzioni nel biennio 2014-2015 riguarderanno 32 figure, di cui 23 apicali, in larghissima parte nel Settore tecnico, neppure un posto di categoria A e B. I due operatori cimiteriali vengono, di fatto, licenziati e si crea nuova precarietà con la scelta di assunzione di 3 operatori per diciotto mesi senza alcuna esperienza, come , invece, avevano acquisito gli operatori precedenti. Il percorso sopra delineato si è connotato con una disponibilità dell’Assessora al confronto esclusivamente di facciata. Nessuna delle proposte formulate dalla RSU, dalle Organizzazioni sindacali, dai Lavoratori del Comune è stata vagliata. L’Assessora Introzzi ha imposto un proprio modello organizzativo autoritario, inefficace, contrario a qualsiasi regola di logica, deleterio per la “macchina comunale”.La politica del personale di questi due anni non ha mai mostrato un disegno coerente. Nessuno di noi ne ha compreso le finalità. Da settembre Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, e Rsu inizieranno un percorso di assemblee che condurrà, ineluttabilmente, ad una mobilitazione più vasta. Chiediamo che la politica cittadina si assuma la responsabilità di fare un passo indietro, per progredire in seguito». [aq, ecoinformazioni]

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