Rsu Comune di Como e i sindacati di categoria chiedono le dimissioni dell’assessora al personale Gisella Introzzi

GISELLA INTROZZI1«Una risoluzione di tale portata non può essere assunta a cuor leggero e mai ci saremmo immaginati, due anni or sono, di trovarci, oggi, a questa determinazione – scrivono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Rsu Comune di Como -. Il 2 giugno 2012 si svolgeva la prima riunione della Giunta Lucini. Trascorsi due anni e spiccioli, crediamo di essere arrivati ad un punto di non ritorno. Chiediamo la revoca alla delega al personale all’assessora Introzzi»

«Proviamo a spiegare perché chiediamo un cambio di passo, una netta discontinuità con il recente e recentissimo passato. Lo facciamo nel merito, citando fatti concreti, scevri da considerazioni di carattere politico e partitico. Il primo atto dell’Assessora Introzzi fu l’incremento delle tariffe dei parcheggi convenzionati per i dipendenti, che hanno stipendi bloccati dal 2009 e produttività ridotta del 30%. In questo contesto le Organizzazioni sindacali chiesero almeno una perequazione delle tariffe, aumentando la quota a carico dei dirigenti. Risultato: oggi un dipendente da 1000 euro al mese paga lo stesso abbonamento di un dirigente da 10.000 euro! Con un ragionamento, a ns. parere, contrario al risultato, l’Assessore rispose che no, non era opportuno ed equo diversificare! Seguirono, nell’ordine cronologico, una riorganizzazione di primo livello, afferente quindi alle sfere di alta responsabilità che, malgrado il lungo lavorio, non produsse alcun risultato apprezzabile e che ha mantenuto la struttura della macchina comunale sostanzialmente identica al passato. Poi l’iniziativa degli avvisi esplorativi di mobilità, che ha escluso a priori alcuni settori: in questo caso la montagna ha prodotto il classico topolino, ingenerando grandi aspettative, puntualmente deluse. Successivamente, la nota vicenda della sostituzione del Comandante della Polizia Locale Graziani, un evento largamente prevedibile nei tempi, gestito con approssimazione e scelte incomprensibili. Ricordiamo a tal proposito la nomina pro tempore del dirigente Fazio, senza alcuna esperienza del settore, fortemente difesa da Introzzi ed immediatamente smentita dall’assunzione temporanea del comandante di Monza, in attesa di espletamento del concorso pubblico (terminato poche settimane fa). Oltre un anno di vuoto nel Settore. Quindi, e siamo nel 2013, la riorganizzazione di secondo livello. Un operazione che dovrebbe coinvolgere tutto il resto della macchina comunale esclusa dalla riorganizzazione di primo livello. Peccato che tutti i lavoratori del Comune, quelli che materialmente operano quotidianamente e permettono all’Ente di erogare servizi, non vengano minimamente coinvolti. L’ennesima operazione verticistica che a luglio 2014, dopo due anni di mandato, è ancora ai report per comprendere chi fa che cosa. Altri tre elementi, e siamo al 2014.
Le parti che compongono la delegazione trattante, sindacati e rappresentanza pubblica (Dirigente al personale e Segretario generale) giungono finalmente, dopo anni di discussione, a condividere un nuovo regolamento sul part time, viene individuata una nuova fascia oraria, su proposta sindacale, che farà risparmiare al Comune risorse da destinare alle assunzioni più urgenti. Al momento della firma l’Assessora Introzzi decide di bloccare tutto e, contravvenendo ai più elementari principi di buon senso, impone un nuovo articolato che penalizza, per primo, l’Ente che rappresenta. È del tutto evidente che il perpetuarsi di tali situazioni ricadano negativamente anche verso i componenti della delegazione trattante di parte pubblica, i quali, rispetto alle decisioni assunte vengono continuamente contraddetti. Gli ultimi accadimenti riguardano l’indisponibilità ad adeguare il regolamento dell’avvocatura alle più recenti disposizioni legislative e contrattuali e la presentazione del piano occupazionale. Su questa ultima vicenda, epilogo di un percorso a noi incomprensibile, occorre spendere alcune parole. Le Organizzazioni Sindacali e la RSU sollevano da tempo immemore la grave problematica che investe i servizi cimiteriali, quattro operai gestiscono dieci strutture. Nell’ultimo triennio si sono aggiunti due lavoratori che, insieme ai quattro sopraccitati, hanno garantito di non far tracimare una condizione drammatica, di assoluta emergenza. L’approvazione a luglio del fabbisogno del personale era l’occasione per stabilizzare questi due operatori, assumendoli in via definitiva e riconoscendo, minimamente, il proprio operato. L’Assessora Introzzi non ha ritenuto di condividere neppure questa operazione. Il piano occupazionale è stato approvato in Giunta, ignorando la richiesta di confronto da noi formulata sia davanti al Prefetto che, preventivamente, attraverso una nota scritta. Le assunzioni nel biennio 2014-2015 riguarderanno 32 figure, di cui 23 apicali, in larghissima parte nel Settore tecnico, neppure un posto di categoria A e B. I due operatori cimiteriali vengono, di fatto, licenziati e si crea nuova precarietà con la scelta di assunzione di 3 operatori per diciotto mesi senza alcuna esperienza, come , invece, avevano acquisito gli operatori precedenti. Il percorso sopra delineato si è connotato con una disponibilità dell’Assessora al confronto esclusivamente di facciata. Nessuna delle proposte formulate dalla RSU, dalle Organizzazioni sindacali, dai Lavoratori del Comune è stata vagliata. L’Assessora Introzzi ha imposto un proprio modello organizzativo autoritario, inefficace, contrario a qualsiasi regola di logica, deleterio per la “macchina comunale”.La politica del personale di questi due anni non ha mai mostrato un disegno coerente. Nessuno di noi ne ha compreso le finalità. Da settembre Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, e Rsu inizieranno un percorso di assemblee che condurrà, ineluttabilmente, ad una mobilitazione più vasta. Chiediamo che la politica cittadina si assuma la responsabilità di fare un passo indietro, per progredire in seguito». [aq, ecoinformazioni]

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