Giorno: 8 Maggio 2008

La vendita della spiaggetta del Belvedere di Blevio

I consiglieri comunali di opposizione e comitato Salviamo le rive di Blevio non demordono e contrattaccano.

Dopo la delibera comunale che sancisce la vendita della riva del Belvedere il consigliere comunale di opposizione ed esponente del comitato Salviamo le rive di Blevio (www.rivediblevio.it) Antonio Proietto preannuncia nuove battaglie. Già una volta è stato vinto un ricorso al Tar, su alcune difformità sull’esecuzione dei lavori, contro il primo tentativo di privatizzazione della riva bleviana, di fatto l’unica spiaggia praticabile. Ora come prima mossa è stato annunciato un esposto in Procura sulle modalità di cessione. «Il compratore ha posto delle date inderogabili – ha chiarito Antonio Proietto – per cui il Consiglio comunale ha dovuto affrettarsi per deliberare la vendita, senza avere i tempi per indire preliminarmente un’asta». Quindi entro il 12 maggio verrà definito l’atto di vendita e subito dopo sarà predisposta l’asta, una tempistica che stupisce il consigliere bleviano. Anche sulla base d’asta Proietto esprime perplessità «non si parte da una stima ma dalla proposta del compratore: 950 mila euro». Oltre a questi particolari tecnici la stessa possibilità di vendita è posta in discussione «dato che per noi è da considerarsi un luogo pubblico e, dati gli anelli sul muro della riva, anche un luogo di attracco», ne conseguirebbe che il terreno «sia a disposizione del Comune ma appartenga al demanio lacuale». Il sindaco Alessandro Vago si è sentito offeso per un volantino e ha minacciato di passare alle vie legali, un’ipotesi che lascia tranquillo l’esponente del comitato bleviano: «Abbiamo solo posto una domanda: chi ci guadagna da questa operazione?». Da registrare infine la rottura dello schieramento anti vendita all’interno di un consiglio che vede contrapposte due sole liste civiche che fanno riferimento ai due grandi schermenti di centrosinistra e centrodestra a livello nazionale. Il consigliere di minoranza Sante Dragoni, esponente del Pd, dopo che la maggioranza ha votato a favore di un suo documento in cui chiedeva di utilizzare il ricavato della vendita per una sistemazione delle rive e della Strada Regia, ha approvato la vendita della spiaggia. Un atto che ha messo in subbuglio l’opposizione bleviana tanto che per Proietto «non è più possibile restare nello stesso gruppo dopo che è venuto meno il rapporto di fiducia che lo cementava. Anche perché nel nostro programma elettorale era delineata la salvaguardia delle rive del paese». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il risparmio energetico in casa

Terzo appuntamento nel comune di Bulgarograsso del percorso Vivi sostenibile organizzato dall’associazione L’isola che c’è, mercoledì 7 maggio. Si è parlato di Risparmio energetico in casa con Michele Metzger di Equa.

«Le energie rinnovabili sono quelle forme di energia generate da fonti che sono in grado di rigenerarsi o non sono esauribili nella scala dei tempi umani e il cui utilizzo non pregiudica le risorse naturali per le generazioni future», si tratta di una definizione nota – ha esordito Michele Metzger di Equa (www.equaenergia.it) di fronte a una quindicina di persone – ma sicuramente utile per introdurre il tema della serata: Il risparmio energetico in casa. «Siamo sempre più dipendenti da altri Paesi per l’approvvigionamento di energia – ha continuato il relatore – si parla di portare il prezzo del petrolio a 200 dollari al barile entro la fine del 2008. In questo contesto è indispensabile valutare non solo l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili (il solare fotovoltaico e termico, l’energia idroelettrica, eolica, geotermica e le biomasse) ma anche risparmiare energia con piccoli accorgimenti quotidiani: scegliere lampadine a basso consumo, acquistare elettrodomestici di classe A o superiore, recuperare l’acqua piovana per innaffiare il giardino o per lo scarico del wc, ombreggiare i locali in estate, ecc.».
«Il 40 per cento dell’energia totale è consumata dal settore domestico – ha sottolineato Metzger – di questo 40 per cento il 65 per cento serve a riscaldare le case e produrre acqua calda. Le abitazioni possiedono una potenzialità elevata di risparmio energetico ed è necessario pensare ad interventi mirati per migliorarne l’efficienza».
La Regione Lombardia si sta muovendo in questo senso e ha definito una serie di requisiti di risparmio energetico degli edifici che, in linea con le disposizioni nazionali, verranno valutati in base alla classe di appartenenza: A, per gli edifici più efficienti, fino a G per quelli che disperdono più calore; gli edifici di nuova realizzazione dovranno rientrare almeno nella classe C. È stato inoltre creato – ha spiegato il relatore – un database nel quale verranno raccolte le schede relative a tutti gli edifici della regione, secondo i dati fin’ora raccolti il 90-95 per cento delle abitazioni rientrano nell’ultima classe.
Sollecitato dalle domande dei partecipanti Metzger ha illustrato una serie di accorgimenti per ridurre la dispersione di calore nelle abitazioni, in alcuni casi molto costosi come la installazione del cosiddetto “cappotto”, un rivestimento con materiali isolanti sulle pareti esterne di un edificio, oppure meno onerosi come l’eliminazione di ponti termici o l’istallazione di caldaie a condensazione, decisamente più efficienti di quelle tradizionali.
In chiusura il relatore ha accennato brevemente alla possibilità di riscaldare l’acqua per le necessità sanitarie con l’utilizzo di pannelli fotovoltaici, ma data l’ora tarda non ha avuto la possibilità di approfondire. [Greta Pini, ecoinformazioni]

Il metodo biologico contro quello tradizionale

Mercoledì 8 maggio Roberto Cavallerano di BioAgricert ha descritto il metodo di produzione e le certificazioni di un prodotto più sicuro e nutritivo di quello prodotto industrialmente.

Una ventina le persone riunite alle scuole di via Burgo per assistere all’incontro organizzato dall’Isola che c’è nell’ambito del percorso Vivi sostenibile a Maslianico.
Il relatore ha definito in breve i contenuti del regolamento Cee che definisce le normative dell’agricoltura biologica.
In seguito Roberto Cavallerano ha chiarito come spesso si sbagli chiamando biologico un prodotto, mentre invece biologico è il metodo di coltivazione, metodo senza ausilio di pesticidi chimici che garantiscono quindi l’assenza di residui dannosi per la salute. Il certificatore deve fare numerose visite durante l’arco di tutto l’anno per rendersi conto se veramente vengono rispettate le norme di coltivazione facendo attente analisi chimiche del terreno.
Per quanto riguarda l’allevamento per parlare di biologico bisogna garantire un’alimentazione al cento per cento costituita da mangimi biologici, senza Ogm e con almeno il 60 per cento di foraggio fresco. Inoltre bisogna che gli animali vivano all’aperto e abbiano la possibilità di muoversi mentre i trattamenti veterinari con farmaci devono essere limitati e possono essere usati solo prodotti accettati dalla normativa.
Il metodo biologico infine si distingue da quello convenzionale perché intende mantenere, nutrire e dare vita ai trenta centimetri di terra che devono essere tutelati per dare futuro all’agricoltura e tramite essa alle future generazioni. [Nicoletta Nolfi, ecoinformazioni]

 

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