precariato

Lavoro/ Magni e Rosati: basta sfruttamento, investire sulle persone

Nel tardo pomeriggio di giovedì 15 febbraio, la sala civica di Vighizzolo ha ospitato un incontro di Liberi e uguali, coordinato da Paolo Sinigaglia, a cui sono intervenuti Onorio Rosati, candidato Leu alla presidenza della Regione Lombardia alle elezioni del 4 marzo, Tino Magni,  capolista di Leu al Senato plurinominale di Como, Lecco, Sondrio, e, nel dibattito, Giacomo Licata, segretario generale Cgil Como. Una cinquantina le persone presenti in sala per l’iniziativa, volta a chiarire le posizioni del candidato sul tema del lavoro, una delle questioni più critiche che il futuro presidente regionale, di chiunque si tratti, sarà chiamato ad affrontare. (altro…)

Prc/Se Lombardia/ Basta morti sul lavoro!

download (3)Il Prc/Se della Lombardia aderisce alla marcia indetta dai Sindacati venerdì 19 gennaio a Milano. Segue il comunicato della Segreteria regionale lombarda di Prc/Se in merito al grave incidente accaduto alla Lamina di Milano costato la vita a tre operai e all’adesione del Partito alla marcia indetta dai Sindacati venerdì 19 gennaio a Milano.
 

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E tu quando (s)cadi?/ 9 gennaio

precari-stanca2° incontro pubblico sul precariato, organizzato dal coordinamento giovani della Cgil di Como. Appuntamento per il 9 gennaio alle ore 20.30 presso il Salone Noseda in via Italia Libera 23 a Como. Si parlerà di contratti atipici: collaborazioni, contratti a progetto e contratti di somministrazione. Leggi il volantino

E tu quando (s)cadi?

Giovani e meno giovani ne sono coinvolti: al supermercato, al bar, in piazza, sui pullman. Ovunque se ne parla. Ma cosa vuol dire esserlo? Il coordinamento giovani della Cgil organizza incontri pubblici per riflettere sulla vita da precario. 1° incontro: precariato di ruolo. Appuntamento giovedì 8 novembre alle ore 20.45 presso il Salone Noseda in via Italia Libera. Leggi il volantino

I saltimbanchi: tra precarietà e incertezza

È il titolo dell’incontro che si svolgerà sabato 22 settembre dalle ore 14.30 alle 17 presso il palazzetto dello sport di Villa Guardia, all’interno della fiera  L’isola che c’è.Al centro della discussione ci sarà la precarietà, analizzata in tutte le sue forme.Parteciperanno Filomena Trilzio (segretaria nazionale Nidil Cgil),  Roberto Pozzetti (psicoanalista Jonas Como e docente Irpa) e Luca Mingarelli ( referente comasco dell’Ordine degli psicologi e presidente della fondazione Rosa dei Venti Onlus). Coordina Idapaola Sozzani, giornalista del mensile di pari opportunità Genio Donna.

Precari ancora più precari: una scelta sbagliata

Presa di posizione delle Acli di Como contro la norma anti-precari in un comunicato stampa dal titolo inequivocabile Precari ancora più precari: una scelta sbagliata.

«Non è ancora chiaro chi abbia voluto la norma inserita nel maxi emendamento della Finanziaria approvato alla Camera che prevede che il datore di lavoro non può essere costretto, nemmeno da una sentenza della magistratura, a regolarizzare un lavoratore precario.
Anche nel caso di dimostrata irregolarità del contratto, in presenza di continua ripetizione di contratti a termine, è prevista solo una sanzione economica.
Il governo se ne lava le mani dicendo che è un’iniziativa del Parlamento (ma di chi, nel Parlamento?), i bene informati affermano che si tratta solo di una soluzione tecnica per sanare situazioni aperte (sarebbe una specie di condono?), Confindustria esulta: “Giusta direzione; semplificazione e minor rigidità è quello che serve al mercato del lavoro”.
Siamo di fronte ad una scelta, magari limitata, magari confusa, ma di evidente significato: invece di operare contro il precariato si agisce contro i precari.
Le Acli vogliono sottolineare soprattutto i risvolti umani della vicenda. Pensano a quale può essere in questi giorni lo stato d’animo di una lavoratrice, di un lavoratore che vedono una sia pur remota e difficilmente praticabile possibilità di difesa e di affermazione dei propri diritti spazzata via da questa finanziaria; che vedono ancora più concretamente il proprio futuro come un susseguirsi di contratti a termine, con le ovvie conseguenze per quanto riguarda la possibilità di formulare un progetto di vita, di creare una famiglia, di fare un figlio.
Dal punto di vista politico le Acli credono che sia il momento dell’unità tra le organizzazioni sindacali e del mondo del lavoro sui temi dei nuovi lavori e del precariato per affrontare insieme le sfide sociali e culturali che sono in atto.
Si augurano che il Parlamento si renda conto dell’errore commesso e provveda a modificare in Senato questa norma per ridare ai lavoratori precari almeno la speranza che, lassù, qualcuno li considera un poco».

Il mercato del lavoro comasco cresce

Aumentano il numero degli avviamenti e i contratti a tempo determinato, divenuti però sempre più brevi. Presentati i dati dell’Ust Cisl sull’occupazione in provincia nel 2007.

«Il mercato del lavoro a Como fa registrare un saldo positivo ma assorbe manodopera a due precise condizioni: che sia nel settore terziario e con contratti a tempo determinato» questo il commento di Mario Piccinelli, segretario territoriale della Cisl – Mercato del Lavoro sui dati raccolti nel 2007 nei centri per l’impiego.

Nonostante i 25 mila avviamenti in più rispetto a al 2006 l’offerta di lavoro in provincia rimane precaria, con un contratto su due stipulato a tempo determinato. Se poi ai 36 mila contratti a tempo stipulati si aggiungono gli 11 mila interinali e le 2 mila collaborazioni, solo un contratto su tre prevede la formula indeterminata. «È un cambio epocale per il mercato del lavoro – ha continuato Piccinelli – che riflette il trend lombardo. Come sindacato dovremo proporre al nuovo governo un cambiamento nel sistema previdenziale, per assicurare continuità di reddito ai giovani tra un contratto e il successivo. La situazione di precarietà impedisce progetti a lungo termine e un intervento a difesa di chi lavora a tempo determinato avrebbe importanti ricadute sociali. Per questo consiglio ai giovani che hanno che fare con i primi contratti a tempo la previdenza integrativa».

La flessibilità non è però un affare solo per giovani. Gli avviamenti si fanno consistenti anche tra i lavoratori ultraquarantenni, per i quali crescono sia le opportunità che la flessibilità lavorativa.

Ma oltre all’aumento (+ 50 per cento rispetto al 2006) dei contratti a tempo determinato, si allarga anche la differenza tra numero di contratti stipulati e persone avviate, che ha raggiunto nel 2007 quota 16 mila, in costante crescita dal 2004 quando il saldo ammontava a 5 mila. Ciò significa la diminuzione della durata media di un contratto a tempo, che costringe i lavoratori a stipularne più di uno all’anno.

Dal punto di vista della parità dei generi arriva invece qualche buon notizia: le donne guadagnano punti percentuali sul totale degli avviamenti tendendo alla parità con il mercato maschile, ma ancora una volta i dati migliori si registrano sotto la voce dei contratti a tempo determinato, in cui il pareggio è stato quasi raggiunto.

Il settore che traina la crescita del mercato lavorativo è quello terziario, l’unico che fa registrare un significativo aumento degli avviamenti salendo dai 33 mila registrati nel 2006 ai 59 mila dell’anno passato, mentre industria e primario rimangono stabili rispetto agli scorsi anni. La valutazione del mercato è complessivamente positiva, ed è confermata dal saldo fra cessazioni e avviamenti salito a quota 19 mila.

Cresce infine, in linea con i dati generali, l’offerta di lavoro a cittadini extracomunitari, che coprono un settimo del totale degli avviamenti. Ben lontana in questo segmento la parità dei generi, il principale problema rimane comunque il mondo del lavoro sommerso, che falsa – a parere di Piccinelli – i dati sull’occupazione straniera. «Purtroppo il lavoro nero coinvolge più facilmente lavoratori extracomunitari. Anche qui occorrerà un’azione a livello nazionale. In edilizia per esempio nonostante l’approvazione del Documento unico di regolarità contributiva, si stipulano sempre più contratti a tempo parziale. Ed è molto strano trovare un muratore che lavora solo 4 ore al giorno». [Francesco Colombo, ecoinformazioni]


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