Giorno: 5 Novembre 2008

Il Consiglio comunale di como di martedì 4 novembre

cernezziCamnago Volta senz’acqua, giardini a lago al buio. Le opposizioni garantiscono nuovamente il numero legale al Consiglio di martedì 4 novembre. Rimandate le votazioni su zonizzazione acustica e tangenziale di Como.

Residenti di Camnago Volta senz’acqua al Consiglio comunale di martedì 4 novembre per protestare contro una situazione che si protrae «da circa due anni» per un approvvigionamento che «è andato via via scemando fino a raggiungere nel corso dell’ultimo anno livelli del tutto insufficienti», come si legge nella lettera indirizzata al sindaco di Como, alla presidente della Circoscrizione 4, al prefetto e alla direzione Acsm. Una situazione che ha costretto i residenti delle vie Zampiero, Aquileia, Maestri Campionesi «a fare scorta di acqua (quando c’è) in bottiglioni e taniche per soddisfare il minimo fabbisogno giornaliero».
Gli abitanti di Camnago Volta Superiore si sono presentati con sacche di plastica di acqua per le emergenze distribuiti da Acsm e il loro problema è stato portato a conoscenza del Consiglio tramite Mario Molteni, Per Como, che nelle preliminari ha ricordato come la mancanza «sia soprattutto nelle fasce mattutine e serali quando tutti usano l’acqua» per una quarantina di famiglia con anche situazioni di criticità per le fasce più deboli.
Il capogruppo di Per Como ha anche inscenato una protesta per la mancata sistemazione dell’illuminazione ai giardini a lago presentandosi con un cartello con scritto i giorni, dodici, da quando ha fatto la prima segnalazione a Palazzo Cernezzi.
Luigi Bottone, Udc, ha invece attaccato il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Benedetto Scaglione per le dichiarazioni, che lo hanno lasciato stupefatto, sulle droghe leggere.
«È indispensabile che si usino le procedure corrette» ha dichiarato Mario Lucini, Pd, per il piano di recupero dell’area ex Danzas, vicino alla stazione di Como San Giovanni, pur non dichiarandosi contrario alla riqualificazione dell’area, il consigliere ha affermato che «non si tratta di un ampliamento di attività» e essendoci la possibilità di costruire alberghi anche in altre zone del territorio comunale non si dovrebbe passare attraverso lo Sportello unico per le attività produttive, una procedura semplificata che porta solo ad una ratifica in Consiglio e non a una discussione sugli sviluppi edilizi della città.
Dopo uno screzio tra Donato Supino, Prc, e l’assessore Peverelli a proposito di dichiarazioni fatte dal sindaco a Esansione Tv è iniziata la seduta consiliare.
L’assessore Veronelli ha spiegato il progetto Como in tempo 2, finanziato da Regione Lombardia, che si pone come obiettivo una migliore accessibilità degli uffici pubblici, con anche il potenziamento dei Mercoledì del cittadino, l’apertura ad orario continuato degli uffici pubblici in città, per un piano territoriale degli orari, soprattutto per le scuole, per cui sono in corso contatti con Asf per l’introduzione di scuolabus. I previsione l’implementazione di strumenti informatici per la creazione di un calendario degli appuntamenti che possa essere d’aiuto per un migliore programmazione degli sessi e di attività di supporto.
Una relazione che non ha entusiasmato i consiglieri tanto che i pochi presenti in aula per lo più discutevano dei fatti propri, una situazione che ha fatto chiedere da Lucini la verifica del numero legale. Uscite le opposizioni questo è venuto a mancare e dopo i quindici minuti a regolamento si è andati alla seconda conta. Qui le minoranze, in 9 su 26 presenti, hanno permesso la continuazione della seduta rientrando in aula.
Il nuovo piano di zonizzazione acustica è stato così presentato da Elena Lolli della Oikos, la ditta che ha vinto l’appalto per le rilevazioni, che ha anche spiegato la genesi della legislazione nell’ambito acustico. Per l’esperta Como non affronta «una situazione drammatica» anche se sulle arterie principali i parametri vengono sempre superati, infatti l’unico problema acustico segnalato dai cittadini è quello del traffico automobilistico.
Approvato il Piano potranno partire i piani di risanamento delle zone che più soffrono dell’inquinamento acustico. Sulla zonizzazione qualche perplessità è stata sollevata dalle minoranze per alcune aree ed è stato chiesto qualche chiarimento. Anche Gianpiero Ajani, Lega, ha espresso la paura «di avere documenti zoppi che non si possono applicare».
Sul piano sono stati proposti due ordini del giorni e otto emendamenti e, in attesa dei pareri dei tecnici, il voto finale è stato rimandato a giovedì 6 novembre.
Nell’ultima parte del Consiglio si è discusso del peduncolo via Tentorio – via Canturina della tangenziale di Como. Il Consiglio avrebbe dovuto approvare il progetto preliminare approvato dal Cipe nel 2007, ma sono intervenute le indiscrezioni raccolte da alcuni residenti che hanno espresso il timore di ritrovarsi la strada sotto le finestre di casa.
Le voci di un cambiamento di tracciato per il progetto definitivo hanno fatto esprimere a Lucini la propria perplessità e contrarietà dato che tali notizie non sono state date ai consiglieri e per questo è stato presentato un emendamento che chiede al Consiglio di ritenere vincolante il progetto preliminare e quindi di non avvicinare il tracciato alle case nella stesura definitiva. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

No mobbing

images1Mobbing: Lavoro… Perché mi perseguiti? Nella sala della Biblioteca comunale di Como, davanti ad una platea di oltre cento persone si è svolta, lunedì 3 novembre, la prima serata, moderata dal dottor Antonio Paddeu, organizzata dalla neonata associazione No-mob di Como.

Dopo la presentazione dell’avvocato Mario Lavatellli degli scopi statutari dell’Associazione, tra cui quello di offrire un aiuto psicologico e giuridico a tutti coloro che si ritengono vittime di tale fenomeno in crescente diffusione, l’avvocata Grazia Villa ha introdotto il tema della serata: Mobbing: Lavoro… Perché mi perseguiti?
In particolare è stata illustrata la scelta necessaria di mettere a confronto le due principali competenze idonee ad affrontare il fenomeno complesso del mobbing: quella giuridica e quella psicologica.
La dottoressa Carla Gaffuri, psicologa, con grafici molto efficaci, ha delineato quali sono oggi le caratteristiche delle patologie e dei probabili danni alla salute derivanti da tutte quelle vessazioni, discriminazioni, persecuzioni plurime e reiterate nel tempo subite, di norma nel luogo di lavoro (anche se da qualche tempo si parla anche di mobbing familiare) da soggetti messi nelle condizioni di non reagire dal datore di lavoro, dai dirigenti o dai colleghi, che vanno a configurare il c.d. mobbing.
Nell’illustrare i dati che portano i medici alla diagnosi psicologica è stata evidenziata l’evoluzione negli ultimi anni degli strumenti di indagine, unitamente ai possibili rimedi: primo fra tutti la non così ovvia rimozione dei comportamenti dannosi messi in atto nei confronti delle vittime (più donne che uomini!).
Su questa possibile rimozione e, più in generale, sui rimedi giuridici si è soffermato l’altro relatore, l’avvocato Alberto Guariso, giurislavorista, del Foro di Milano.
Oltre a confermare la nota assenza di un supporto normativo specifico in materia di mobbing, il fatto che non esista in Italia una legge che disciplini il fenomeno del mobbing, Il legale si è soffermato sia sugli attuali possibili strumenti di tutela giudiziaria, sia su alcune ipotesi di normativa futura.
Guariso, infatti, ha suggerito al legislatore di allargare a questa fattispecie giuridica quelle norme già entrate in vigore nel nostro ordinamento, anche se poco conosciute e poco utilizzate, a seguito di ratifica delle direttive europee, in materia di discriminazione di razza, di genere, di religione.
Norme efficaci, almeno sulla carta, perché supportate da un impianto sanzionatorio anche penale, ma soprattutto perché impongono al datore di lavoro di rimuovere tutte le condotte illecite, portando a quella eliminazione dei comportamenti che feriscono la dignità della persona e la sua integrità psicofisica.
In attesa dell’accoglimento di questi suggerimenti, pur non nascondendo le difficoltà a veder riconosciuto dal giudice un danno da mobbing, il legale ha sostenuto che partendo dalle leggi esistenti è possibile ritrovare singoli pezzi di tutela.
Dopo aver brevemente ricordato le sempre più voluminose sentenze in materia, sono stati evidenziate le motivazioni del perché non sempre siano favorevoli al mobbizzato, ciò principalmente a causa delle difficoltà collegate al problema di provare davanti al giudice, non tanto l’esistenza del danno alla salute sempre più facilmente accertabile, tramite le Cliniche del lavoro specializzate, ma che questo danno sia stato determinato nel luogo di lavoro e attraverso atteggiamenti persecutori.
Queste gravi difficoltà, ampiamente in evidenza dagli interventi del pubblico, legati ad esperienze di sofferenza personale, sono determinate dal vuoto che si crea introno alla vittima, dalle omertà e dai silenzi complici, dal timore di offrire una testimonianza, e non da ultimo dalla fatica di trovare dentro il dolore delle vittima l’energia e la forza di intraprendere una “battaglia legale” con tali margini di incertezza.
Altri interventi hanno sottolineato ulteriori strumenti di tutela giuridica, compresa quella penale, o di aiuto psicologico offerto anche dalle strutture sanitarie pubbliche.
Il bilancio della serata, pur caratterizzato da sano realismo, è stato positivo perché ha aperto non solo speranze di tutela attuale, ma prospettive di cambiamento sulle quali l’associazione No-mob potrà continuare a lavorare. [Grazia Villa, per ecoinformazioni]

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