Il Consiglio comunale di Como di giovedì 26 novembre 2009

«Mi chiedo per quali ragione la Regione Lombardia paghi gli errori di progettazione di questa amministrazione» ha detto Alessandro Rapinese, Area 2010, nelle preliminari del Consiglio comunale di giovedì 26 novembre riferendosi alle paratie a lago. «Sono un investimento – gli ha risposto Bruno Magatti, Paco – serviranno a mantenere alto il lago, saranno alzate per quattro mesi l’anno per vendere in estate l’acqua alla pianura». Si è poi passato ad esamine i tagli al Bilancio.

Prima dell’inizio dei lavori l’assessore Peverelli ha segnalato che per «qualche tempo» sarà disponibile il testo del bando per la gara d’appalto per la raccolta dei rifiuti, bloccato da mesi, «tutto ciò che il Consiglio ha suggerito è stato preso in considerazione,salvo qualche piccolo particolare», che verrà presentato alla stampa settimana prossima.
I lavori sono quindi ripresi con la discussione dell’assestamento di Bilancio.
I commenti delle minoranza sono andati da «non siete riusciti a mantenere in nessun modo gli impegni presi», Luca Gaffuri, Pd, «se fosse un’azienda il Comune dovrebbe portare i libri in Tribunale e dichiarare fallimento», Marcello Iantorno, Pd, «è ora di dare le dimissioni! – Mario Lucini, Per Como, rivolgendosi ai consiglieri di maggioranza – va tutto bene? Dopo tutto quello che è successo nessuno di voi firmerebbe per la mozione di sfiducia al sindaco?», «un bilancio che chiede vendetta», Vittorio Mottola, Pd. Tutti hanno rilevatola ancata vendita della Ticosa, una voragine di 14 milioni, e la conseguente impossibilità di effettuare una lunga serie di interenti.
«Chi ha deciso questi tagli? All’interno della maggioranza quali capigruppo sono stati chiamati a decidere? – ha chiesto Emanuele Lionetti, Lega – solo una piccola e ristretta cerchia di aficionados sapeva». Indispettito per la scomparsa dei fondi per l’acquisizione delle quote private del Politeama il consigliere leghista ha proseguito l’attacco al documento presentato dalla Giunta dando al sindaco dl prestigiatore che fa apparire e sparire le poste di Bilancio e rincarando la dose «non si fa mai neanche la ordinaria amministrazione».
A tutti ha risposto l’assessore Gaddi difendendosi «qualcosa che non può essere realizzato entro la fine dell’anno non vuol dire che non sia condiviso dalla Giunta».
Vivacissima la discussione sul primo emendamento di Giunta al proprio elaborato: lo stanziamento di 50 mila euro per ripianare un buco di bilancio della fondazione La Presentazione che accoglie donne anziane non autosufficienti.
L’ex membro del Consiglio di amministrazione Vincenzo Sapere, Gruppo misto, ha attaccato a spada tratta il primo cittadino «avete una gran faccia di bronzo a presentare un emendamento simile mentre i sindaco invece che seguire il dibattito sta lì a giocare [Bruni stava al suo posto intento a guardare qualcosa sullo schermo del suo computer portatile]. Mi si spieghi il perché di questo emendamento – ha proseguito il consigliere – è una vergogna, non ci si interessa dei bimbi delle scuole materne [a cui sono state tagliate le ristrutturazioni] e si danno soldi a delle fondazioni esterne, per quale motivo?».
Soldi presi dal Piano antineve, per cui sono stati accantonati 200 mila euro che scenderebbero a 150 mila, già sottostimato per Lucini, «l’anno scorso sono stati spesi quasi un milione di euro!», che hanno lasciato perplessi anche consiglieri di maggioranza come Luigi Bottone, Gruppo misto, e Claudio Corengia, Pdl: «voglio che l’assessore mi assicuri che il Piano antineve funzionerà lo stesso». «Cambia poco» gli ha risposto Molinari.
«Non capisco lo sfogo al di là del bene e del male di Sapere – ha dichiarato Bruni – rispetto al bilancio preventivo si tratta di una maturazione di una perdita».
Nonostante un tentativo di spiegazione di Massimo Serrentino, Pdl, per cui la necessità del finanziamento è determina da una richiesta di fondi per la ristrutturazione della struttura, le minoranze non hanno disarmato contrariate anche dal metodo, l’intervento in un bilancio di un ente esterno e indipendente e la mancanza di una qualsiasi spiegazione nell’emendamento proposto ex abrupto.
«Durante un incontro con l’attuale presidente della fondazione – ha precisato Donato Supino, Prc – ho chiesto cosa dovrà investire il Comune nel progetto di risistemazione? Niente è stata la risposta…».
Nell’ultimo intervento della serata Rapinese non ha lesinato stoccate, mentre l’aula in subbuglio l’ha bloccato più volte, tanto che ben due consiglieri del Pdl, Marco Butti e Pierangelo Gervasoni, oltre che il sindaco, si sono prenotati per rispondergli perché sentitisi attaccati ingiustamente per fatto personale nella prossima seduta. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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