Alessandro Rapinese

Video/ Ghirotti mette in fuga Rapinese, poi lo insegue e lo riporta in sala

Incredibile scena alla fine del dibattito del 20 marzo sera all’Auditorium della Foscolo a Como organizzato dai genitori contro la chiusura e la privatizzazione degli asili nido. Quando la parla passa a Alessandra Ghirotti della segreteria della Cgil di Como il sindaco dichiara di non volerla sentire e scappa. Guarda la playlist con tutti i video dell’iniziativa.

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Fotonotizia/ Qualche giro di protesta in assenza della giostra

La protesta dei “giostrai” contro la cancellazione dello spazio giostre proprio in occasione delle feste di Pasqua è sfilata, come annunciato, per le vie della città: un corteo di numerose motrici di bilici (senza i grandi rimorchi che qualcuno si aspettava…) e di qualche più misurato camion ha ripetutamente fatto il giro intorno della città, in modo assolutamente ordinato e senza provocare troppi disagi al traffico (non troppo diverso dal solito caos del fine settimana).

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Il sindaco ai ferri corti con la Cultura popolare

L’associazione Pro Coltura popolare venne fondata nel 1901, e per qualche tempo ebbe sede insieme alla Camera del Lavoro nei locali generosamente messi a disposizione dal Comune di Como presso l’ex chiesa e convento di San Pietro in Atrio in via Odescalchi. Poi, nel 1910, l’associazione, grazie soprattutto all’impegno dei suoi promotori (primi fra tutti l’ing. Enrico Musa e il segretario Giuseppe Bedetti), inaugurò una nuova sede, in viale Cavallotti, intitolandola al poeta dell’Inno a Satana, Giosue Carducci, esplicitando così la sua ispirazione laica, massona, socialisteggiante. Da allora il palazzo e l’associazione sono per tutta la città “il Carducci”.

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Prospettiva musica: scenari, strategie, visioni

Venerdì 2 giugno nel Centro Civico di via Collegio dei Dottori si è tenuto un incontro, organizzato dall’associazione Casa della musica,  con le candidate e i candidati alle prossime elezioni amministrative comunali per discutere insieme dei problemi relativi al patrimonio culturale, e in particolar modo musicale, di Como e delle possibili iniziative che gli e le aspiranti sindaco adotteranno in caso di vittoria.

L’incontro, cui ha partecipato un folto pubblico, è stato condotto da Bruno Dal Bon, uno degli animatori della Casa della musica, e ha coinvolto Bruno Magatti, Celeste Grossi, Maurizio Traglio, Alessandro Rapinese, nonché Roberta Di Febo (delegata per Mario Landriscina) e Doriam Battaglia (delegato per Fabio Aleotti), assente Francesco Scopelliti.

Il dibattito, aperto con una citazione all’opera La filosofia della musica di Giuseppe Mazzini anche per ricordare la festa della Repubblica, è centrato intorno al ruolo dell’iniziativa dell’ente pubblico in campo culturale e musicale, tenendo conto delle realtà – alcune molto importanti – già presenti sul territorio (Dal Bon cita, tra le altre, Conservatorio e Teatro Sociale) e della proposta di mettere a disposizione della città un vero e proprio spazio pubblico (una “casa della musica” appunto), capace di promuovere un’attività non solo di “eventi”, ma di promozione sociale.

Il primo ad avere la parola è Rapinese che risponde con un sì pieno alla creazione di ambienti pubblici dedicati alla musica e sostiene che la mancanza di comunicazione tra associazioni e politica sia stata causata dalla decisione delle amministrazioni precedenti di non prendere in considerazione queste ultime.

Anche Traglio è convinto della grande importanza alle associazioni che riportano all’amministrazione i bisogni dei cittadini e sostiene che l’amministrazione deve saper dare risposte certe. Lui stesso si chiede come valorizzare le grandi competenze della città, ora alle prese  con problemi di spazio (come per il Conservatorio, con un auditorium troppo piccolo), trovando fondi adeguati e spazi effettivamente utilizzabili.

Tocca poi a Celeste Grossi che, oltre a ribadire come gli altri prima di lei la presenza degli spazi necessari, fa notare come nel suo programma un punto specifico si basi proprio sulla creazione di centri civici, dedicati alla cultura e alla musica; aggiunge inoltre l’impellente bisogno di rivitalizzare gli ambienti esistenti, e ribadisce che le risorse utilizzate in campo culturale devono essere considerate un investimento per il benessere e la coesione dei cittadini.

Interviene poi Magatti che parte da una riflessione sul termine cultura, che dev’essere ben distinto dai semplici eventi, e sul fatto che i contributi occasionali, al di fuori di progetti organici, non portano gran bene della comunità. La cultura è generativa e alta e profonda e quella che Como si merita è diversa da quella attualmente presente, considerata troppo povera. Per lui è essenziale aumentarne il valore e sitratta di cambiare non tanto i programmi quanto gli atteggiamenti.

Roberta Di Febo, a nome di Landriscina, interviene per  chiedere a chiunque sarà il prossimo sindaco di impegnarsi per trovare una soluzione al problema degli spazi, e sottolineando l’importanza, in campo musicale, della formazione di studenti e del pubblico, mettendo in evidenza l’importanza delle relazioni tra pubblico e privato.

Per ultimo risponde alla domanda Doriam Battaglia, che richiama, tra i punti programmatici di Fabio Aleotti, il recupero dello spazio del Politeama e il collegamento tra i vari enti per consentire formazioni di alto livello a partire dai ragazzi, citando le scuole medie ad indirizzo musicale che già si occupano della questione.

Tra i punti ulteriormente approfonditi nel seguito del dibattito, sono da mettere in evidenza quelli relativi alle consulte (fortemente sostenute da Magatti e invece criticate assai rudemente da Rapinese), alla costruzione a Como di un polo di alta formazione (che Traglio propone nell’ex orfanotrofio di via Tommaso Grossi), delle “eccellenze” già presenti in città (il direttore del Conservatorio, Balzaretti, ricorda che Como è ormai una meta ambita anche da molto lontano, come dalla Cina), della inutile contrapposizione tra “eventi” e “programmi culturali” (Barbara Minghetti del Teatro Sociale e candidata con Traglio mette in evidenza come da tempo anche i singoli eventi siano inseriti in un processo di “partecipazione”), della rete di case civiche delle arti (una proposta che la lista La prossima Como ha inserito con molta evidenza nel proprio programma), del ruolo della comunicazione tra città e amministrazione (sollevata da Paola Re, candidata consigliere con Rapinese), dell’importanza di ragionare su periodi più lunghi dei semplici cinque anni di un’amministrazione (come ha ricordato Luca Verneri di lista Civitas).

Qualche ulteriore battuta è dedicata al Politeama, tra chi ritiene che sia possibile il suo recupero, chi fa balenare la possibilità che sia cosa “già fatta” e chi ritiene inutile porsi il problema, dati i limiti dell’agire pubblico.

Simbolicamente, si potrebbe dire, l’incontro su chiude con l’intervento proprio di una ragazza cinese, Lu Je, allieva al Conservatorio di Como, che ricorda a tutti l’importanza che la cultura di una nazione ha per se stessa e anche per le nazioni straniere. [Leonardo Ruggeri – Fabio Cani, ecoinformazioni]

13 liste per 6 sindaci e una sindaca a Palazzo Cernezzi

Tutte ammesse le liste presentate al Comune di Como per le elezioni dell’11 giugno. La certezza ufficiale è giunta domenica 14 maggio alle 18 con il sorteggio tra le liste che saranno complessivamente 13 collegate a 6 candidati sindaco e a una candidata sindaca.

L’ordine, frutto del sorteggio che si è svolto nella Sala del Consiglio alla presenza dei delegati delle liste, è: Fabio Aleotti, Bruno Magatti, Maurizio Traglio, Mario Landriscina, Celeste Grossi, Alessandro Rapinese, Francesco Scopelliti.

11 giugno/ Rapinese e Mantovani: Lucini go home

lucinigohomeSi moltiplicano le iniziative delle opposizioni a sostegno della mozione di sfiducia a Lucini. Sabato 11 giugno dalle 10 alle 19 al gazebo di piazza Boldoni a Como si può firmare la petizione che chiede a Mario Lucini di dimettersi. Saranno presenti i consiglieri Alessandro Rapinese e la consigliera Ada Mantovani per spiegare le ragioni per le quali chiedono, insieme a altri 12 consiglieri/ e, che Lucini si dimetta.

Monumento a Libeskind/ Referendum ammissibile (e postumo)

libeskind-notteLa commissione comunale, composta da Antonella Petrocelli, Andrèe Cesareo e Alessandro Rapinese, ha decretato l’ammissibilità del referendum sulla collocazione sulla diga foranea del monumento The Life Elecric. La decisione non dovrebbe avere alcun effetto pratico e non blocca le procedure per la realizzazione dell’opera a meno che la giunta non valuti di attendere l’esito del Referendum il che vorrebbe dire già da ora rinunciare al progetto. L’ammissibilità apre solo la possibilità che sulla proposta di quesito presentato da Rapinese («Vuoi che venga installato il monumento “The Life Electric” sulla diga foranea Piero Caldirola di Como?») si inizi la raccolta delle 4 mila firme necessarie perché il referendum, non prima del 15 aprile del 2015, venga effettivamente svolto.

Silenzio contro la Ztl

2014-03-10 20.45.46Per la quarta volta la protesta contro l’allargamento della Zona a traffico limitato tocca Palazzo Cernezzi, dopo i fogli bianchi, i lumini e i fischietti, questa volta l’ha fatta da padrone la musica.

2014-03-10 20.46.52All’inizio del Consiglio comunale di lunedì 10 marzo in si sono trovati in molti davanti al Municipio, quasi 300, per protestare, guidati dal consigliere di Adesso Como Alessandro Rapinese, seguendo l’appello del comitato Como di tutti. Girando attorno a Palazzo Cernezzi i manifestanti si sono portati dietro l’abside della chiesa di S. Fedele, dove sono stati accolti 2014-03-10 20.45.37da alcuni musicisti, che dopo avere suonato con la tromba il Silenzio (guarda il video) hanno fatto un piccolo concerto, molto applaudito. Fischi e urla «A casa! a casa!!» sono quindi stati rivolti all’indirizzo dell’Aula consiliare, dove però la protesta, essendo chiuse le finestre, si sentiva ben poco. I manifestanti si sono quindi spostati verso piazza Volta. Nella piazza che verrà coinvolta dall’allargamento della Ztl nei prossimi giorni la manifestazione è proseguita con una raccolta di schede di un referendum, “auto organizzato”, sulla Ztl. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Raddoppiano le adesioni alla serrata

locandina serrataPer la manifestazione di protesta di martedì 18 febbraio si sono duplicate le adesioni raggiungendo quota 61. «I negozi chiusi con manifesti saranno certamente di più – dichiara il portavoce del Comitato Como di tutti, il consigliere comunale di Adesso Como Alessandro Rapinese –, ma questi sono quelli che si sono accreditati come da procedura». «Non si contano invece i commercianti che spegneranno le luci» aggiunge riferendosi all’altra forma di protesta, lo spegnimento delle vetrine la sera (l’elenco degli aderenti).

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