«Inizia l’estate, tutti a casa!»
I Giovani democratici di Como attaccano l’ordinanza del sindaco Bruni «solo propaganda, bisognerebbe far rispettare le regole già esistenti»
«Anche quest’anno il Sindaco Bruni ha deciso di non tenere in considerazione la vocazione turistica e universitaria della città, ed emanare una ordinanza che rischia di trasformare Como in una città dormitorio – si legge in una nota dei giovani del Pd comasco – I residenti del centro si lamentano per il rumore fuori dai locali, e le loro esigenze devono essere ascoltate ma non è giusto che per colpa di qualcuno che esagera ci vadano di mezzo non solo i giovani, ma tutti i cittadini che, a prescindere dall’età, vogliono divertirsi in modo sano e rispettoso».
«Dove sono stati finora i controlli del Comune per impedire che la situazione degenerasse fino a questo punto?» chiedono retoricamente da via Regina.
«E ci si chiede dove saranno i controlli sull’attuazione dell’ordinanza, visto che nei primi giorni di applicazione sembra che nulla sia cambiato. Quante pattuglie di vigili urbani sono in servizio a Como, la sera, pronte a intervenire? Nessuna regola è efficace, se si ha la certezza che non sarà mai fatta rispettare dalle autorità pubbliche».
«L’ordinanza quindi ha valore solo propagandistico, mentre sarebbe molto più utile da un lato far rispettare le regole già esistenti (perfino nel codice penale!) sul disturbo della quiete pubblica – conclude il comunicato –, e dall’altro offrire un’alternativa ai giovani comaschi, come abbiamo sempre proposto noi Giovani Democratici: i ragazzi infatti possono ritrovarsi solo nelle piazze e nelle strade, e in locali come bar e discoteche, mentre non esiste alcun tipo di struttura pubblica che possa offrire divertimenti e occasioni culturali e sociali».

