LETTERA/ Feste civili presidio di civiltà

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un intervento di Caterina de Camilli sulla scelta del governo di attaccare le festività civili.  «Abolire le feste civili (o nasconderle in alcune domeniche) mi pare pericoloso e pretestuoso. Abolire le feste civili è pretestuoso, perché –tra feste civili e religiose- abbiamo meno giorni di festa che in Francia, Germania, Svizzera e Usa.(Se la paura è quella dei ‘ponti’, ricordiamo che i giorni di ferie, in base alle leggi oggi in vigore,  devono esser concordati con l’azienda: non sono a discrezione del lavoratore)

Abolire le feste civili è pericoloso perché le ricorrenze civili sono un elemento di coesione di una società.

Certo non bastano alcuni giorni di festa per ottenere che tutti i cittadini si riconoscano negli stessi ideali di libertà e giustizia sociale (non dimentichiamo che è questo il senso delle festività civili).

Però certe ‘scadenze’ richiamano comunque qualcosa alla memoria di tutti; giornali e TV ne parlano, riportano i discorsi di intellettuali e autorità…. Le nostre società moderne hanno bisogno di ideali comuni, di qualcosa che ci tenga uniti: abbiamo bisogno anche delle feste civili, dunque! Altrimenti ogni nostra città diventerà una banlieue». [Caterina De Camilli, caterinadeca@libero.it]

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