Amministrazione straordinaria della Sacaim

Per il Comune di Como sul cantiere del lungolago, bloccato da fine gennaio, «non ci sono motivi perché i lavori siano fermati»

 La ditta veneziana appaltatrice dell’opera di difesa dalle esondazioni del lago per il Comune di Como è sotto amministrazione straordinaria per ordine del Tribunale di Venezia. Un problema finanziario per un’impresa che ha cantieri ed importanti commesse in tutta Italia con una esposizione nei confronti delle banche, pare, di decine e decine di milioni. La ditta che nel capoluogo lariano ha curato anche la ristrutturazione della sede della Camera di commercio è stata dichiarata insolvente e commissariata tanto che la stampa locale comasca ha paventato lo spettro del fallimento con il timore di un blocco sine die del cantiere a lago già bloccato e in attesa del solito intervento ex machina del presidente regionale Formigoni.

«Per l’amministrazione comunale il via libera del Tribunale di Venezia all’amministrazione straordinaria della Sacaim non rappresenta un fatto negativo – è invece il parere del primo cittadino comasco Stefano Bruni –. E non si ravvisano elementi di particolare preoccupazione. Se il Tribunale, infatti, non avesse riscontrato la possibilità di un piano di risanamento per l’azienda l’amministrazione straordinaria non sarebbe stata accolta e a quel punto si sarebbe aperta d’ufficio la strada per il fallimento dell’impresa».

«Per noi che non siamo creditori e che quindi non dobbiamo incassare soldi dall’impresa, ma al contrario siamo un ente debitore, la procedura dell’amministrazione straordinaria è una procedura di garanzia maggiore e di certezza in quanto sottrae l’azienda dalle singole azioni dei creditori – prosegue il sindaco di Como –. Tecnicamente non si ravvedono motivi perché i lavori o il cantiere vengano fermati e l’impresa debba lasciare Como».

«La stessa Sacaim – conclude –, in una lettera scritta al Comune lo scorso 2 agosto, ha specificato – cito testualmente – come la procedura comporti “la permanenza del diritto dell’appaltatore alla prosecuzione delle commesse in corso non ricorrendo nella specie i presupposti fondanti la risoluzione e/o lo scioglimento del committente dal contratto d’appalto”. Con l’azienda siamo in continuo contatto e a settembre incontreremo anche il commissario straordinario, che è stato nominato soltanto alcuni giorni fa».

Una sicurezza che, in pieno clima feriale agostano, non soddisfa diversi membri del Consiglio comunale comasco con Luigi Bottone, Pid, che ha presentato una interrogazione che chiede anche di valutare la rescissione del contratto, anche Mario Molteni, Per Como, ha annunciato un’altra interrogazione e parla di «incognite infinite» e chiede chiarezza sui pagamenti dell’intervento a lago: «Negli ultimi giorni si sono rincorse dichiarazioni divergenti da parte di Sindaco e Dirigenti comunali. Anche la stampa locale ne ha dato risalto e in questo bailamme non si capisce chi paga cosa?», riferendosi alla diatriba fra Comune e Regione per il pagamento degli arredi dell’intervento che ormai i comaschi disperano di veder terminato in pochi anni.

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