Bordoli e Lucini ai ferri corti

A pochi giorni dal ballottaggio si riscalda il confronto fra i due candidati a sindaco per Como che si rinfacciano scorrettezze e bassezze

«La meschina campagna denigratoria condotta in questi giorni nei miei confronti da ciò che resta del Pdl comasco non accenna a fermarsi – dichiara il candidato sindaco del centrosinistra Mario Lucini –. Dopo i manifesti che paventano sciagure e calamità per Como nel caso di una mia elezione, con affermazioni false e di bassissimo profilo, ecco scatenarsi il telemarketing mirato verso gli anziani, attraverso telefonate allarmistiche sui danni che una vittoria del centrosinistra arrecherebbe alla città».

Una accusa a cui risponde prontamente la candidata del Pdl Laura Bordoli: «Queste deliranti e ridicole accuse non hanno nessun fondamento e sono un chiaro segnale di nervosismo del Pd e di Lucini, che evidentemente hanno registrato un nostro recupero – e incalza – è il solito modo di una certa sinistra che quando non sa cosa dire accusa gli altri di scorrettezze».

Per l’Ufficio stampa della candidata a sindaco si tratta di un sondaggio telefonico, per cui è attivo «un pool di professionisti» che sta utilizzando «una traccia unica per tutti», e l’accusa è «poco credibile, poiché non esistono le pagine bianche/gialle degli anziani di Como».

Lucini dal canto suo, dopo aver risposto alla campagna condotta con manifesti e volantinaggi improntata sulla paura, per musulmani, centri sociali, aumenti delle tasse, con una contro-campagna fondata sull’ironia prosegue a tono: «Si tratta di azioni che evidenziano tutta la paura che il Pdl di Como ha di uscire duramente sconfitto dalle elezioni di domenica e lunedì: paura di doversi misurare con un fallimento annunciato, di subire il duro giudizio di una città, stanca di una politica vecchio stampo, incapace di programmare lo sviluppo, chiusa nella sua arrogante autosufficienza, sorda ai veri bisogni della gente».

Ma anche Bordoli non demorde e denuncia: «Forse il Pd si scorda le azioni illegali verificatesi la notte del sabato prima delle elezioni con affissioni abusive scorrette nei miei confronti e di cui noi non abbiamo accusato nessuno ma di cui abbiamo tenuto ampia documentazione».

«Dal Pdl non è venuta in questa campagna elettorale una sola proposta credibile, né una sola idea percorribile per il futuro di Como – controbatte il candidato del centrosinistra –: la sua eredità è testimoniata da una città abbandonata in questi anni a se stessa, che ha perso imprese e posti di lavoro, che ha saputo solo creare voragini come la Ticosa o erigere muri come le paratie sul lungolago».

«Non è certo un problema mio se a Milano con la gestione di Pisapia e della sinistra sono accadute molte cose e altre ne accadranno (vedi ad esempio l’indagine della Procura sul caso Sea) e delle quali i milanesi se ne vergognano – risponde sibillinamente e scantona la candidata del Pdl –. È meglio invece che il Pd e Lucini, si preoccupino dei loro problemi interni».

«Fin dove si spingerà il Pdl? Mi auguro che questi attacchi di bassa lega non sfocino in qualcosa di più grave – si chiede Lucini –. Certo mi sorprende che anche una persona come Laura Bordoli, che nella prima parte della campagna si era spesa con ben altri toni, si presti a questa infima farsa, basata su una bassissima considerazione per i cittadini comaschi».

«Io ho già presentato parte della squadra proponendo, come avevo promesso, persone nuove e competenti: Mario Lucini non è in grado di fare lo stesso, vincolato come è dalle sue numerose e contraddittorie liste di appoggio – prosegue tornando a Como l’esponente del centrodestra –; non tema il Pd, il Pdl non scaverà nelle origini della storia cittadina per ricercare le responsabilità originarie di qualche grosso problema esistente; sono abituata a guardare al futuro con proposte concrete e operative, ascoltando anche il pensiero dei cittadini».

«Noi proseguiamo con serenità nel nostro impegno, denunciando questi episodi di “terrorismo elettorale” – termina il candidato del centrosinistra –, ma al tempo stesso consapevoli che i Comaschi non si faranno spaventare da chi ha a cuore solo la difesa di posizioni di potere e non il bene della città». [md – ecoinformazioni]

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