Consiglio comunale di Como: maggioranza già incartata

Una mossa falsa del presidente, un pasticcio sulla prima delibera, corretta, ricorretta e ancora in alto mare

Non ancora nel pieno delle sue funzioni, devono ancora essere insediate le Commissioni, come da Statuto il Consiglio comunale di Como giovedì 21 giugno ha affrontato la delibera sulle regole di indirizzo per le nomine nelle partecipate, ma la maggioranza si è incartata non riuscendo a far approvare un provvedimento che emendato e sub emendato rischia di diventate un patchwork incomprensibile.

Pochi gli interventi nelle preliminari Luigi Nessi, Paco-Sel, ha condiviso due notizie positive con gli altri consiglieri, la possibilità per i disabili mentali di stipulare polizze di invalidità e malattia e l’aumento delle opportunità di lavorare per i detenuti: «Nello spirito della nostra Costituzione che vede la funzione rieducativa della pena».

Luca Ceruti, M5S, ha invece chiesto lumi all’assessore Bruno Magatti sul conferimento dei rifiuti, il Comune ha dato indirizzi per ritirare solo sacchi neri, causando qualche disagio, anche per la rigidità con cui è stato applicato il provvedimento, «ma i sacchetti dei supermercati sono biodegradabili, quelli neri no?» ha dichiarato Ceruti che ha chiesto di fare una campagna di informazione in città passando poi a richiedere una maggiore digitalizzazione dei documenti comunali e l’installazione di una rete wi-fi per accedere a Internet in Sala consiliare, anche per aiutare il lavoro dei giornalisti. Ada Mantovani, Adesso Como, ha invece chiesto di segnalare con la segnaletica le strade con manto stradale dissestato per avvisare gli automobilisti del pericolo e evitare eventuali citazioni per danni, mentre il suo capogruppo Alessandro Rapinese si è scagliato contro la maggioranza tacciata di barbarie, minacciando una mozione di censura per l’elezione del vicepresidente del Consiglio della seduta precedente in cui un esponente di maggioranza ha espresso un voto per il vicepresidente, poi eletto, delle minoranze: «Una inaccettabile interferenza nei rapporti fra le minoranze».

Pulizia lago

Il sindaco Mario Lucini ha quindi preso la parola per annunciare la ripresa della pulizia del primo bacino del lago dato l’esito positivo dei contatti fra l’assessore Magatti e il commissario provinciale Leonardo Carioni: «entro domani contiamo di aver risolto il problema dell’utilizzo del mezzo». La convenzione fra Comune e Provincia necessitava di un ulteriore passaggio a Villa Saporiti, dopo alcune modifica apportate da Palazzo Cernezzi, ma il Consiglio provinciale è decaduto prima di poter dare il proprio parere ed ora il commissario deve decidere il da farsi. Una ricostruzione su cui non si è trovato d’accordo il consigliere leghista, ex assessore all’ambiente, Diego Peverelli che con la consueta irruenza ha preteso la parola e iniziato a discutere con foga con il sindaco, che cercava di rispondere pacatamente, coprendone la voce per rimanere poi sulle sue posizioni.

Paratie

«Questa mattina ho avuto, insieme agli uffici, un primo incontro con la Regione sulle problematiche relative al cantiere delle paratie – ha poi aggiunto Lucini –. Abbiamo avuto occasione di scambiarci le rispettive valutazioni sulle prospettive di sviluppo di proseguimento del cantiere». «È stato un primo incontro di chiarimento e aggiornamento sulla situazione anche alla luce della nuova amministrazione» ha concluso il primo cittadino annunciando per il futuro: «Ulteriori incontri a livello tecnico per definire le modalità di prosecuzione e chiarire le rispettive posizioni sulle prospettive future».

Nomine nelle partecipate

La discussione è quindi ripresa sul Regolamento per le nomine nelle partecipate comunali e subito le opposizioni sono andate all’attacco per quella che hanno ritenuto una grave scorrettezza.

Le minoranze avevano presentato diversi emendamenti nella seduta precedente, numerati come da Regolamento secondo l’ordine temporale di consegna, ma rientrati in aula si sono visti consegnare un maxiemendamento di maggioranza che è stato posto in cima alla discussione e hanno visto cambiare il numero degli emendamenti presentati.

«È evidente che è stato scritto successivamente agli altri» ha dichiarato Marco Butti, Pdl, un atto inaccettabile per le minoranza che avrebbero visto decadere le loro proposte, riprese nell’emendamento di maggioranza, senza che potesse essere riconosciuta la paternità dei suggerimenti di modifica.

La correttezza delle procedure è stata difesa dal presidente Franco Fragolino che ha ammesso un proprio errore materiale nel trattenere l’emendamento presentatogli dal capogruppo del Pd Stefano Legnani.

«Alla faccia della trasparenza e legalità di cui vi riempite la bocca – ha commentato Enrico Cenetiempo, Pdl – ma voi non prendete in giro nessuno, tutto quello che è scritto qua viene fuori dalle nostre proposte».

Per questo le opposizioni hanno chiesto una sospensione della delibera e il passaggio in Commissione, mentre dalla maggioranza si sono levati in difesa della delibera confermando la buona fede dell’operato dell’Amministrazione Marco Servettini, Amo la mia città, «l’emendamento nasce dal lavoro svolto già durante la formazione del programma elettorale a gennaio e febbraio scorsi», Andrea Luppi, Pd, «vi invito a guardare la mia posta elettronica» per attestare il fatto che il foglio era stato discusso prima della seduta precedente, e Luigi Nessi.

«Noi siamo convinti della vostra buona fede» ha smorzato i toni Cenetiempo, ma la capogruppo del Pdl Laura Bordoli ha comunque parlato di: «Preoccupazione per alcune approssimazioni in cui si è incorsi».

La paura è data anche dalle possibili ricadute legali del provvedimento che va a toccare anche aziende quotate in borsa come Acsm-Agam, ma Lucini ha ribadito l’intenzione a proseguire la discussione sul provvedimento.

Dopo una sospensione chiesta dalle minoranze per elaborare degli ulteriori emendamenti, si è arrivati a quota 15, il dibattito ha interessato il primo emendamento di maggioranza a cui la stessa maggioranza ha fatto 4 subemendamenti.

Dopo la presentazione dell’emendamento fatta da Legnani e il passaggio ai subemendamenti la seduta è diventata sempre più concitata, il capogruppo della Lega, Alberto Mascetti, ha riproposto la delibera analoga approvata nel ’98, Rapinese si è lamentato dello Spoil System, finché Mario Molteni, Per Como, non ha esclamato: «Ma il subemendamento 1 all’emendamento 1 fa riferimento a un articolo 8 che non c’è! Cosa stiamo andando ad approvare?».

«Per di più – ha aggiunto Molteni rivolgendosi al segretario generale Nunzio Fabiano – nell’emendamento si parla di consegna di Piani industriali ove esistano o documenti analoghi da parte delle partecipate, ma questo non è Insider Trading?».

Argomentazioni che hanno fatto ritirare il subemendamento alla maggioranza che ha comunque cercato di portare avanti la discussione anche dopo 5 minuti di consultazione, «per fare il punto della situazione», fra Fragolino e gli uffici a 20 minuti dalla mezzanotte.

Dopo le consultazioni sono cambiate ancora le carte in tavole e 2 dei subemendamenti rimasti sono stati tramutati in emendamenti, mentre solo uno è stato considerato un subemendamento vero e proprio.

La proposta di modifica delle minoranze, per togliere il riferimento ai piani industriali che potrebbe creare problemi giudiziari, è stata così presentata da Bordoli, e le opposizioni hanno quindi cercato di prendere tempo per arrivare alla mezzanotte e vedere se la maggioranza avrebbe chiesto di andare ad oltranza, cosa che poi non è stata fatta, mentre la discussione è stata rimandata alla prossima seduta. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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